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29/04/2020

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Il virus ci renderà migliori?

Il virus ci renderà migliori?

 

Un'analisi feroce, concisa ed essenziale del mondo che è ufficialmente finito con la dichiarazione di pandemia e i confusi interventi adottati sia a livello internazionale sia nazionale

Serpeggia, lo si percepisce leggendo i giornali (non solo italiani), il virus della rinascita, della rifondazione della nostra società. Qualcosa non ha funzionato nei modelli economici che abbiamo così arditamente patrocinato, al punto che, superata l'emergenza sanitaria, le macerie sociali ed economiche che si presenteranno innanzi a noi ci faranno percepire la vastità della crisi che è appena iniziata.

Il virus ci renderŗ migliori?

Naturale, pertanto, è giusto porsi il problema di capire cosa non abbia funzionato a dovere e, soprattutto, what next?, per dirla all'anglosassone.
Di tutto questo, distillato in 128 pagine dense ed essenziali, tratta ''Pandemia e resurrezione'', l'ultimo scritto di Giulio Sapelli, con i preziosi contributi di Giuseppe De Lucia Lumeno e di Alessandro Mangia, edito da Guerini e Associati in coedizione con GoWare.
Un'analisi feroce, concisa ed essenziale del mondo che è ufficialmente finito con la dichiarazione di pandemia e i confusi interventi adottati sia a livello internazionale sia nazionale. Un virus, sostiene l'autore, democratico, capace di mettere sotto scacco la globalizzazione finanziaria e assestare un duro colpo alla potenza, la Cina, impegnata in una rincorsa al dominio mondiale.

Seguici: 

Sapelli tratteggia un mondo che non ha saputo realmente realizzare la globalizzazione economica e produttiva, finendo per dare solo corpo a quella finanziaria. Peraltro, soggiunge, quella anglosassone è la sola che sappia funzionare, ponendosi a baluardi di un'espansione cinese senza confini. Esiste, e la crisi COVID-19 lo ha dimostrato, soprattutto in Italia, una discrepanza tra la globalizzazione finanziaria e quella manifatturiera, quella che in casi del genere ti permette di salvare vite umane.
Critiche decise al modo con il quale si sia affrontata la pandemia anche in Italia: il successo dell'hastag #stateacasa, nulla di pi√Ļ offensivo per chi abbia sudato per avere un lavoro. Perch√© non promulgare #allavoroprotetti?
Critiche anche per la UE, la sua consolidata incapacità di storytelling su quali siano le forze e tradizioni del lavoro.

Ma come ripartire?
Secondo Sapelli, lavoro e digitale sono i due pilastri da cui ripartire, seppure manchi in chi ci governi la cultura di cosa sia il lavoro. Un esempio lampante lo sono i tavoli, le task force, comitati e la miriade di esperti di cui si è avvertita la necessità di dotarsi.
Una pandemia che, una volta superata la fase acuta, porrà a tutti noi sfide complesse, ad iniziare dal definire nuovi modelli organizzativi del lavoro e sociali. Una vicenda, in conclusione, che, tra i molti lutti, potrebbe lasciarci in scomoda eredità la fine del nostro mondo.
Un'Europa diversa, magari priva della locomotrice tedesca (tentata di uscire dall'euro!), anche se l'autore sostiene che la Germania da sola non andrà molto lontano, proprio per il modello ordoliberista su cui ha costruito il suo sviluppo economico.
Titolo: Pandemia e resurrezione

Autore: Giulio Sapelli
Editore: Guerini e associati, in coedizione con goWare
Pagine: 128


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