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   Magazine del 22/04/2020
Fare Business

Turismo italiano: quali prospettive per il 2020
Faini (World Capital): è bene trovare fin da subito dei possibili scenari di riconversione come, per esempio, prezzi competitivi e un'offerta che spinga gli italiani a scegliere di rimanere sul territorio nazionale per i propri viaggi

L'emergenza sanitaria internazionale ha avuto gravi effetti sul nostro Paese, tra le principali vittime è il turismo ad aver incassato di più il colpo.
Migliaia di disdette e cancellazioni sono arrivate alle strutture ricettive italiane, che si sono trovate in una situazione di stand-by senza sapere quando (e se) quest'anno la stagione turistica potrà iniziare.
Come potrà riprendersi il turismo italiano (nel 2019 ha rappresentato ben il 13,2% del Prodotto Interno Lordo nazionale), data anche la sua enorme importanza per l'economia del Paese?
Per rispondere a tale quesito, il dipartimento ricerca World Capital ha sviluppato uno studio volto a delineare le prospettive del turismo italiano e un possibile scenario di parziale ripresa per un settore di così grande importanza per l'economia italiana.
Un primo aspetto fondamentale da prendere in considerazione è la stagionalità del turismo, che in Italia copre il trimestre estivo (giugno-agosto), in cui complessivamente si concentra circa il 50% delle presenze totali annuali.
I turisti stranieri hanno da sempre un forte impatto sul turismo italiano; nel 2019 tale fetta del turismo ha infatti rappresentato ben il 50,3% delle presenze totali su territorio nazionale.
Focalizzandoci sull'impatto massimo del Coronavirus sul turismo straniero in Italia, esso può essere ricondotto ai mesi di marzo, aprile, maggio, giugno e luglio, che rappresentano circa il 50% delle presenze annuali.
Come possiamo dunque compensare questo 50% per garantire una ripresa del comparto?
Dall'analisi di World Capital sui dati delle presenze turistiche nazionali ed internazionali in Italia, possiamo delineare un possibile scenario di ripresa: qualora tutti i turisti italiani che nel 2019 si sono diretti verso mete estere, rimanessero in Italia nel 2020, sarebbero in grado di compensare le presenze turistiche straniere registrate in Italia nel 2019, che si ipotizza possano ridursi del 92% quest'anno (tale scenario si basa sull'assunzione che nel 2020 i turisti stranieri viaggeranno in Italia solo tra Gennaio e Febbraio, mesi in cui nel 2019 è stato registrato l'8% delle presenze totali annuali).
Inoltre, se ai 295 milioni di presenze (turisti italiani andati all?estero nel 2019 e che potrebbero restare in Italia nel 2020) andiamo a sommare gli italiani che già nel 2019 hanno trascorso le vacanze in Italia (215 milioni), emerge chiaramente che sarebbe possibile compensare completamente le presenze straniere, che potrebbero mancare quest'anno a causa dell'emergenza COVID-19.
É importante precisare che questo scenario non sarà esattamente ciò che si verificherà nei prossimi mesi: le presenze di stranieri in Italia saranno più dell?8% di quelle registrate nel 2019, e degli Italiani che nel 2019 hanno viaggiato all'estero ci sarà chi continuerà a farlo anche nel 2020.
Se da una visione nazionale, ci spostiamo sui singoli capoluoghi di regione, gli effetti dell'emergenza sanitaria risultano ancor più evidenti.
Emerge infatti che in città come Milano, Roma, Venezia e Firenze, dove il turismo internazionale è più sviluppato di quello nazionale, gli effetti del Coronavirus saranno più marcati.
Diventa quindi essenziale, sia nelle grandi città d'arte che nelle città più piccole, nelle località di mare e di montagna, adottare una politica volta ad incentivare il turismo nazionale.
Il sentiment dei turisti italiani risulta propositivo e predisposto a muoversi all'interno del Bel Paese; infatti secondo un sondaggio di Confturismo-Confcommercio, realizzato in collaborazione con Swg, è emerso che la metà degli intervistati dichiara di voler fare una vacanza appena l'emergenza sanitaria finirà e l'83% degli italiani farà una vacanza in Italia.
Sempre dalla survey risulta invece che il 16% teme di non avere una disponibilità economica sufficiente per viaggiare e il 44% lo farebbe se potesse detrarre parte del suo costo.
I turisti italiani dunque potrebbero rilanciare il turismo nazionale, questo a patto che ci siano delle opportune agevolazioni statali, in grado di aiutare gli italiani ad affrontare i costi delle proprie vacanze.

"L'emergenza sanitaria in corso sta colpendo diversi mercati del nostro Paese, ma non solo, ad essere influenzate sono anche le nostre abitudini e i nostri comportamenti", dichiara Andrea Faini, CEO di World Capital. "Gli effetti del Coronavirus saranno decisivi, soprattutto per il turismo, per questo è bene trovare fin da subito dei possibili scenari di riconversione come, per esempio, prezzi competitivi e un'offerta che spinga gli italiani a scegliere di rimanere sul territorio nazionale per i propri viaggi".
"Tra le altre agevolazioni suggerite troviamo anche misure di detrazione della spesa dei soggiorni nella dichiarazione 730, oppure dei "buoni viaggi" per dare l'opportunità agli italiani di affrontare la spesa delle vacanze", precisa Monica Badin, Real Estate Consultant Hospitality Department di World Capital. "Tutto questo porterebbe a raggiungere grandi risultati, concretizzando i possibili scenari di ripresa ipotizzati in questo Report".



Fare Business

numero di 22/04/2020
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