08/04/2020

editoriale

Ma a cosa e a chi serve questa BCE?

Certo che lo statuto della BCE è ben strano. Come è stato fatto notare sul sito di A/Simmetrie, l'articolo 123, paragrafo 1, del TFUE le vieta espressamente l'acquisto di titoli di stato direttamente sul mercato primario, facendola agire solo sul mercato secondario.

E questo è stato fatto esplicitamente perché non fosse data la possibilità alla Banca Centrale di fare la Banca Centrale, cioè acquistare bond in modo diretto. In altre parole: non può monetizzare direttamente debito pubblico.

E' chiaro che quell'articolo è stato voluto per impedire che la BCE intervenisse in caso di difficoltà di uno o più Paesi, inventando la procedura del Capital Key (acquisti generalizzati e in proporzione al capitale versato e non in base alla necessità).

Draghi si inventò il QE mica per niente, con grande arrabbiatura dei soliti Paesi calvinisti.

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Quindi non aspettiamoci che acquisti velocemente una massiccia quantità di nostri BTP - che servirebbero come ossigeno per tamponare la crisi - non può acquistarli direttamente.

Da qui l'idea folle di usare Eurobond, MES, o altri veicoli simili, che i soldi ce li darebbero solo in prestito e ad interessi da strozzo, come accaduto in Grecia. In cambio, la BCE può finanziare aziende private, attraverso il programma CSPP, sia sul mercato primario sia sul mercato secondario. E' così che Tiffany è finita in mano francese poche settimane fa. Una asimmetria comportamentale che dovrebbe far riflettere: o la BCE diventa una vera e completa banca centrale, oppure è uno strumento che serve ad altro e ad altri.

Di sicuro non all'Italia.

Lagarde aveva detto la verità.  

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Claudio Gandolfo

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Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo

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