18/03/2020

editoriale


Impreparati al virus e alla recessione 

L'Italia sta vivendo una crisi sanitaria come mai accaduto. Il dramma è che il suo epicentro è nella parte produttiva del Paese, Lombardia in primis. Dagli imprenditori manifatturieri di quelle regioni i messaggi che arrivano sono più o meno questi:
a) non paga più nessuno;
b) non ho soldi per gli stipendi;
c) non ho nemmeno fatture da scontare;
d) non posso pagare l'IVA.

E, aggiungiamo noi, molte aziende sono chiuse per quarantena. Non è quindi solo una emergenza sanitaria ma è un fattore che ci costerà molto più. Anche perché nelle stesse situazioni ci sono gli operatori del turismo e del commercio, partite IVA e artigiani, che messi insieme fanno gran parte del PIL italiano. Il governo ha deciso di chiedere alla Commissione Europea di poter aumentare la spesa per poco meno di 8 miliardi di euro. Francamente troppo poco anche solo per tamponare la crisi e in previsione di una recessione certa.

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Specialmente dopo che il Governo ha di fatto messo in quarantena l'intera Italia.
La Germania ha invece deciso direttamente di aiutare le proprie aziende, già colpite da un crollo di produzione nell'ultimo trimestre 2019, con 12,4 miliardi. E saranno molti di più se necessario. Berlino non ha chiesto il permesso, lo fa e basta.
Olaf Scholz, ministro delle finanze, ha promesso che la Germania è pronta "a fare tutto il necessario per stabilizzare l'economia e garantire posti di lavoro. Faremo in modo che ci sia sempre abbastanza liquidità disponibile per le imprese", ha detto alla radio tedesca. Inutile soffermarsi sulle differenze dei toni, oltre che dei contenuti, di comunicazione con il nostro governo. E in tutto questo si apprestano ad approvare il MES, perché "ci vuole più Europa".
La stessa Europa che ha negato la richiesta di forniture di mascherine e altro materiale sanitario all'Italia.
Quando si dice solidarietà...

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Claudio Gandolfo

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Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo

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