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   Magazine del 05/02/2020
Marketing

Violazioni del marchio in costante crescita: +15,5% negli ultimi due anni
Roy (Clarivate Analytics): si va dal nome dei social network al nome commerciale, dai domini web allele campagne pubblicitarie e il commercio elettronico. Con perdita di entrate e danni alla reputazione

L'85% delle imprese ha dovuto affrontare una violazione del marchio lo scorso anno, con un trend in crescita rispetto all'81% del 2018 e al 74% nel 2017. Sono questi i risultati della recente ricerca di CompuMark, leader nel settore della ricerca e della protezione del marchio, una società Clarivate Analytics.
Per le aziende oggetto di violazione, le conseguenze sono state rilevanti: gli intervistati hanno in particolare citato la confusione dei clienti (45%), la perdita di entrate (38%) e il danno alla reputazione aziendale (37%). Tre violazioni del marchio su quattro hanno avuto come conseguenza un contenzioso giudiziario e il 40% delle organizzazioni ha dovuto affrontare spese legali per un importo compreso tra i 50.000 e i 249.000 dollari. Inoltre, nel 46% dei casi l'azienda ha dovuto procedere al rebranding, una procedura decisamente costosa.
La ricerca mostra inoltre che la violazione del marchio spesso non si limita alla ragione sociale, ma include varie tipologie di violazione:
- Ragione sociale (44%);
- Domini Web (44%);
- Social media (38%);
- Marketplace online (38%);
- Campagne pubblicitarie (34%).

Parallelamente all'aumento delle violazioni, è cresciuto anche il numero di marchi registrati: il 48% delle aziende ha registrato un numero maggiore di marchi, il 31% lo stesso numero e il 21% un numero inferiore, rispetto all'anno precedente. Le cifre rispecchiano quanto espresso nel recente rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI), con un aumento del 15,5% dei brand registrati nel 2018.
Anche il panorama delle registrazioni è in costante mutamento: il 78% degli intervistati include marchi di disegno industriale nelle proprie strategie di registrazione, mentre il 56% registra un maggior numero di marchi di immagine rispetto al 2018.
"Vengono registrati sempre più marchi e le aziende cercano di sfruttare le opportunità commerciali offerte dalla globalizzazione, dal marketplace online e dai mercati emergenti che accedono allo spazio della proprietà intellettuale", afferma Jeff Roy, Presidente, IP Group, Clarivate Analytics.
"Le violazioni del marchio possono avere un impatto devastante sulle aziende e di conseguenza la registrazione e il monitoraggio dei marchi sta assumendo un'importanza fondamentale. Con ogni probabilità ci sarà un incremento del numero e delle tipologie di marchi registrati, inclusi i marchi di immagine, che andrà di pari passo con il miglioramento dei processi e della tecnologia di ricerca".
La tecnologia è stato il modo più citato (49%) per migliorare il processo di protezione e ricerca del marchio e l'intelligenza artificiale è considerato il metodo migliore per accelerare la ricerca, il monitoraggio e il controllo tramite l'uso dell'analisi predittiva e l'automatizzazione delle attività.

"Avere accesso ai dati e agli strumenti idonei resta fondamentale nella ricerca e nella registrazione di nuovi marchi e l'intelligenza artificiale, in particolare, avrà un ruolo rilevante nel miglioramento del processo. CompuMark, in quanto società Clarivate Analytics, continua a sviluppare e ad investire in nuove tecnologie e soluzioni per aiutare le aziende a creare, proteggere e far progredire la loro proprietà intellettuale più preziosa", conclude Roy.



Marketing

numero di 05/02/2020
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