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   Magazine del 15/01/2020
Fare Business

La globalizzazione regge nonostante le tensioni geopolitiche
Zini (DHL): Il commercio internazionale è rimasto stabile nel corso del 2018, ma le tensioni sono aumentate. Nel complesso, nel 2019 il mondo è stato più connesso che in qualsiasi altro momento della storia

Quali sono gli sviluppi chiave nei flussi internazionali di capitali, del commercio, delle informazioni e delle persone? A questa domanda ha risposto l'update del GCI, il Global Connectedness Index, stilato da DHL Global Forwarding e NYU Stern School of Business.
Il nuovo rapporto mostra come la contrazione dei flussi dei capitali internazionali abbia causato una leggera flessione della connessione a livello globale nel 2018. Tuttavia, nonostante i forti venti contrari nella geopolitica e nel commercio globale, il GCI si è mantenuto vicino al suo record raggiunto del 2017. Il mondo risulta oggi più connesso che in quasi tutti gli altri momenti della storia, senza segni di un'ampia inversione di tendenza della globalizzazione, fino ad oggi.
"Lo scambio internazionale consente ad aziende in tutto il mondo di collaborare e cogliere nuove sfide e opportunità", commenta Mario Zini, CEO di DHL Global Forwarding Italy. "Mentre le attuali tensioni geopolitiche potrebbero interrompere seriamente le connessioni a livello globale, i dati aggiornati del report 2019 mostrano come la maggior parte dei flussi internazionali siano rimasti incredibilmente resilienti finora. In definitiva, ciò che vediamo oggi è l'evoluzione della globalizzazione, non il suo declino. I decision-maker devono guardarsi bene da titoli di giornale fuorvianti".
L'aggiornamento del DHL Global Connectedness Index è stato calcolato sulla base di oltre 3,5 milioni di punti di dati sui flussi da Paese a Paese. L'index fornisce una copertura completa dal 2001 al 2018, insieme a un'analisi parziale della prima metà del 2019. Il rapporto mostra anche una flessione nelle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, tracciando il forte calo del commercio tra questi due, nonché un esame delle recenti affermazioni secondo cui la globalizzazione sta cedendo il passo alla regionalizzazione.
"La nostra analisi non conferma il trend di crescita della regionalizzazione: vediamo, piuttosto, che la distanza media nel commercio tra Paesi si è mantenuta stabile dal 2012 a oggi", spiega Steven A. Altman, Senior Research Scholar presso la NYU Stern School of Business e autore principale del DHL Global Connectedness Index. "Mentre la frammentazione delle relazioni tra le principali economie potrebbe portare a una frattura lungo i confini regionali, un cambiamento come questo non ha ancora avuto luogo in modo definitivo".

Scambi commerciali e flussi di capitali: più bassi, ma nessun segno di collasso

Come mostra l'aggiornamento del GCI, i flussi commerciali hanno continuato a intensificarsi nelle prime fasi della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina nel 2018. Tuttavia, questa tendenza non si è protratta fino al 2019. Nel primo semestre dello scorso anno il valore degli scambi a livello globale al di là dei confini nazionali è diminuito; mentre la crescita del volume degli scambi commerciali dovrebbe rimanere positiva, non ci si aspetta di tenere il passo con la crescita del PIL.
Le attuali previsioni indicano tuttavia che l'intensità degli scambi commerciali è sulla buona strada per un calo modesto fino al 2020.
Il capitale è stato l'unico pilastro dell'indice in calo nel 2018. Infatti, la flessione della connessione globale è stata interamente determinata dalla contrazione dei flussi internazionali di capitali, in particolare gli investimenti diretti esteri (IDE) e gli investimenti azionari di portafoglio.
Mentre i primi dati sui flussi di capitale per il 2019 suggeriscono una certa stabilità, è ancora debole la ripresa su questi parametri. Tuttavia, gran parte del recente calo degli IDE è stato in gran parte dovuto ai cambiamenti della politica fiscale statunitense, che hanno spinto le multinazionali USA a rimpatriare i guadagni detenuti all'estero. Ciò suggerisce che i fondamentali potrebbero essere più forti di quanto non appaiano, senza che sia in corso una contrazione vera e propria della globalizzazione delle imprese.

Informazioni globali e flussi di persone: in evoluzione

La globalizzazione dei flussi di informazioni continua a progredire, ma i dati disponibili indicano un possibile rallentamento. Mentre la crescita delle comunicazioni internazionali è stata di gran lunga superiore a quella di quelle interne almeno dall'inizio degli anni 2000, i dati recenti suggeriscono che oggi entrambi stiano crescendo a ritmi più simili. Anche i flussi globali di persone continuano ad avanzare. I flussi in uscita dalle economie emergenti e la liberalizzazione dell'obbligo del visto turistico hanno dato un notevole impulso al turismo internazionale. Nonostante le controversie di politica pubblica, anche le migrazioni internazionali continuano a crescere.


L'attività economica nazionale continua a dominare

Guardando al futuro, il report 2019 aggiornato rileva che tutti e quattro i flussi misurati dal DHL Global Connectedness Index - commercio, capitali, informazioni e persone - si trovano attualmente di fronte a forti venti avversi. L'aumento delle barriere e l'incertezza sull'apertura futura stanno iniziando a comportare costi significativi. Allo stesso tempo, un'indagine sulle percezioni della globalizzazione rivela che molte persone non si rendono conto di quanto sia effettivamente limitata la connessione globale. Mentre il mondo è più connesso che in tutti momenti precedenti della storia, la maggior parte degli affari si svolge ancora all'interno dei confini nazionali piuttosto che guardare oltre. Il rapporto evidenzia come queste percezioni esagerate in merito alla globalizzazione possano portare a decisioni distorte nel mondo degli affari o a sottovalutare il significativo potenziale offerto da una potenziale crescita della connessione globale.



Fare Business

numero di 15/01/2020
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