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   numero di 04/12/2019
Finanza e investimenti

Coniugare criteri ESG e rendimenti positivi si può, ma gli Italiani chiedono più conoscenza
Heinsbroek (NN IP): non è vero che un investimento responsabile riduce i rendimenti. Anche gli investitori obbligazionari possono esercitare un'influenza positiva sulle aziende. I temi sociali e di governance possono generare valore

La crescente consapevolezza pubblica sui cambiamenti climatici, la scarsità delle risorse, la crescita demografica globale e l'ingiustizia sociale sono solo alcune delle macro-tendenze che stanno influenzando le dinamiche di investimento globale. Gli investimenti responsabili (IR) e l'integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) stanno acquisendo una chiara e crescente importanza per gli investitori di tutto il mondo. Nonostante questo crescente sviluppo, ci sono però ancora alcuni bias sul tema che influenzano le scelte degli investitori.
Molti investitori sono infatti convinti che investire integrando criteri ESG implica rinunciare a rendimenti potenziali, come emerge dalla nuova ricerca "Investor Sentiment: Responsible Investing survey" realizzata da NN Investment Partners (NN IP) in collaborazione con POLLRight su un gruppo di 290 investitori professionali provenienti da Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Belgio, con altri gruppi di intervistati raccolti fra Regno Unito e Paesi Scandinavi.
Più della metà (52%) degli investitori ritiene ancora che un approccio che incorpora fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nelle decisioni di investimento costerà loro dei rendimenti. Gli investitori italiani (75%), insieme ai tedeschi (80%) e olandesi (71%) sembrano essere i più pessimisti sul potenziale di rendimento delle strategie del RI, mentre gli investitori francesi (26%) e belgi (27%) sono molto meno negativi riguardo agli investimenti responsabili.
Tuttavia, le ricerche accademiche mostrano che l'integrazione dei criteri ESG non porta a rendimenti più bassi, al contrario esiste una relazione positiva tra i punteggi ESG delle società e i risultati finanziari nella maggior parte dei casi. NN IP è da sempre fermamente convinta che l'integrazione degli aspetti ESG nel processo di investimento migliori il profilo di rischio/rendimento dei portafogli d'investimento. Ciò è dimostrato anche da evidenze frutto delle partnership che NN IP ha avviato con la Yale University e con l'Università di Maastricht (ECCE), volte a esplorare se e come l'integrazione degli aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG) nel processo di investimento possa migliorare il rapporto rischio/rendimento dei portafogli d'investimento e a supportare NN IP nello sviluppo di strumenti per raggiungere obiettivi finanziari e sostenibili.

Per più di un italiano su due gli investimenti responsabili hanno un impatto sulla società

La maggior parte degli investitori professionali è convinta che le decisioni prese oggi avranno un impatto tangibile sulla società. Ad affermarlo è il 61% degli intervistati rispetto a un mero 13% che prevede un impatto insignificante o pari a zero. Su base nazionale, ne sono convinti il 73% del campione in Francia, per il 69% in Germania, per il 55% in Italia, con il Belgio che registra il punteggio più basso (43%). Lo studio rivela, tuttavia, che soltanto la metà (46%) crede di avere sufficiente margine d'azione all'interno dei propri parametri professionali per investire in un modo che personalmente ritiene responsabile. In questo ambito, gli investitori più ottimisti sono i francesi con il 65%, contro il 35% espresso dai belgi e il 30% degli italiani. Il Bel Paese ha quindi molto margine di crescita nel campo degli investimenti responsabili, con una larga fetta degli intervistati (70%) che auspicherebbe una maggiore implementazione di soluzioni d'investimento responsabili.

Il fattore "E" è preponderante: transizione energetica sotto la lente degli investitori italiani

Lo studio di NN IP mostra inoltre come gli investitori professionali gravitino principalmente intorno alla "E" dei fattori ESG. L'87% del campione afferma che la transizione energetica dai combustibili fossili tradizionali alle energie rinnovabili ha un notevole potenziale per stimolare il ritorno degli investimenti, seguito dai cambiamenti climatici (81%) e dall'inquinamento (78%); questi dati aumentano se si guarda all'Italia rispettivamente 96% per transizione energetica dai combustibili fossili tradizionali alle energie rinnovabili, 87% dai cambiamenti climatici e 85% dall'inquinamento.
La diversificazione del portafoglio richiede, tuttavia, che gli investitori considerino anche i fattori sociali e di governance (la qualità e il background professionale del management sono ritenuti fattore chiave dal 74% del campione, 67% in Italia), poiché anche questi criteri possono offrire molte opportunità.

Non solo ambiente, "S" e "G" offrono benefici di lungo periodo

La ricerca di NN IP mostra l'importanza di puntare anche sui fattori "S" (sociali) e "G" (governance) e di includere aziende in grado di ottenere su scala globale buoni punteggi ESG in questi due ambiti. A livello globale è molto più ampia e più diversificata di quanto molti potrebbero pensare. Gli investimenti in un'ampia gamma di settori possono anche fornire benefici In termini di benefici di tipo "S" e "G", a tracciare la linea in tema di impatto sociale sono gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite. Ad esempio, le opportunità di investimento legate agli SDG comprendono ospedali e case di cura (SDG 3 - salute e benessere); impianti di trattamento delle acque e dei rifiuti e delle acque (SDG 6 - acqua pulita e servizi igienico-sanitari); e scuole e università (SDG 4 - istruzione di qualità). Pertanto, oltre ad integrare i fattori ambientali, l'approccio NN IP consiste nell'offrire strategie che già tengono conto dei fattori di governance e hanno anche un forte orientamento sociale - per offrire agli investitori benefici a lungo termine e sostenibili oltre a rendimenti adeguati al rischio in una più ampia gamma di settori.

Engagement e obbligazioni, un binomio possibile

Storicamente, gli investitori responsabili (RI) tendono a concentrarsi più sulle azioni che sul reddito fisso, non da ultimo per l'influenza che gli azionisti possono esercitare attraverso le loro attività di voto nelle assemblee: solo un quarto degli investitori professionali (26%) afferma che le proprie organizzazioni hanno un approccio di investimento responsabile chiaramente definito per il reddito fisso, mentre quasi la metà (49%) ha un processo in atto nell'azionario. Quasi sette su dieci (69%, in Italia questa percentuale sale al 73%) degli intervistati ritengono che gli azionisti possano determinare cambiamenti chiari e positivi nelle società in cui investono, mentre il 65% ritiene che ciò sia più difficile per gli obbligazionisti perché non hanno diritto di voto. Risultato più moderato in Italia con il 45% degli investitori italiani che ritiene sia più difficile per gli obbligazionisti incidere nei cambiamenti perché non hanno diritto di voto.

Il voto è solo uno dei modi in cui gli investitori possono influenzare il comportamento delle società. Il fatto che gli obbligazionisti non abbiano diritto di voto non è un motivo per minimizzare il valore dell'engagement degli investitori a reddito fisso. Gli investitori a reddito fisso possono anche impegnarsi con le aziende per acquisire una conoscenza approfondita delle loro attività e verificare il loro engagement verso pratiche di business sostenibili. L'Engagement è, infatti, uno strumento importante per guidare il cambiamento sostenibile e bisogna individuare investimenti interessanti indipendentemente dalla classe di attività. È per questo che NN IP integra i criteri ESG nella maggior parte delle sue strategie di reddito fisso e offre una gamma di prodotti a reddito fisso sostenibile e a impatto, con un'attenzione ancora più forte per i criteri ESG.
Secondo Adrie Heinsbroek, Principal for Responsible Investing di NN Investment Partners, "Gli investitori professionali riconoscono un ruolo centrale agli investimenti responsabili, tuttavia registriamo ancora il persistere di falsi miti e percezioni errate che intendiamo sfatare. Non è vero, ad esempio, che un investimento responsabile riduce i rendimenti. Gli investitori obbligazionari possono anche esercitare un'influenza positiva sulle aziende che stanno diventando sempre più ricettive alle loro richieste. Né la ?É in ESG dovrebbe essere l'unico punto di riferimento per gli investitori quando esistono così tante possibilità in relazione a temi sociali e di governance. In effetti, le opportunità del RI sono così abbondanti a livello globale - e in crescita - che gli Investimenti Responsabili (RI) saranno mainstream e diventeranno la nuova normalità".

 



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