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   numero di 13/11/2019
Leisure

Il cloud non è più un'opzione ed è più sicuro - Punto e a capo
In questo momento è una necessità, di costi e di business

Il cloud non è più una novità, eppure se ne parla ancora tantissimo.
Pubblico, privato, ibrido, come piattaforma oppure come servizio, ci sono tante varietà quante quelle delle nuvole reali.
Per le aziende, che devono macinare fatturato e far lavorare i propri dipendenti, non si tratta più di una delle tante opzioni di scelta, perché a parità di progetto, il costo totale è sempre più basso, mentre i vantaggi sono enormi in termini di sicurezza, gestione, manutenzione.
E sì, il cloud in generale offre un livello di sicurezza superiore perché gli accessi sono perfettamente regolamentati, gli aggiornamenti sempre installati, si evita il problema dei sistemi in blocco.
Non sono considerazioni banali, ma c'è ancora una barriera culturale da abbattere in relazione alla sicurezza del cloud.
Se un accesso ai dati fraudolento è una considerazione valida sia per i dati "in casa" sia per quelli sul cloud, è evidente che i controlli standard di quest'ultimo sono in grado di alleviare i problemi, soprattutto in termini di data breach.
Eppure, se ponessimo la domanda a tanti manager, ma anche a tanti esperti ICT, la risposta più ricorrente sarebbe "non è sicuro".
Com'è possibile? Dove hanno sbagliato i vendor, dove è che è mancata la comunicazione?

Non è facile trovare una motivazione, per troppo tempo si è affrontato il problema in modo sbagliato, perché il punto di vista non è il "come", ma il "perché".
La sicurezza non è più una questione trascurabile, perché ci sono una serie di leggi e regolamenti che ogni azienda deve assecondare, a partire dal GDPR, tanto per fare un caso concreto. Quanto costa per un'azienda adeguarsi a questi costi, mentre per il cloud il servizio è compreso nel prezzo?
A livello di business, quindi, il cloud avrebbe già vinto. 
Ma siamo ormai giunti alla seconda generazione del cloud, dove non vengono più importate le applicazioni, ma ne nascono di nuove, dove non è più un problema di vendor di applicazioni perché ogni cloud è in grado di gestire le App di qualsiasi azienda, non è più un problema di macchine virtuali perché ormai nemmeno questo è un problema.
Le metodologie di sviluppo delle applicazione, peraltro, sono cambiate, si adotta il metodo "Agile" per realizzarle e la fase di test è oggi all'ordine del giorno.
Come se non bastasse, molte applicazioni sul cloud nascono più velocemente e il driver è il business, non l'IT, molto codice non è più necessario. 
E i costi sono più accessibili, tanto che con il cloud anche le PMI possono avere a disposizione gli stessi strumenti che prima erano ad appannaggio delle grandi/grandissime.

Eppure abbiamo ancora un problema culturale, che non riguarda solo l'Italia.

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