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   numero di 16/10/2019
Leisure

Nelle stanze del potere, oggi come allora
L'organizzazione e l'evoluzione delle corti di Spagna, Francia, Inghilterra, Austria dal XVI al XVIII secolo, con particolare attenzione alle dinamiche politiche e istituzionali

Quest'estate mi sono imbattuto nel testo "Nelle stanze del re. Vita e politica nelle corti europee tra XV e XVIII secolo", di Pierpaolo Merlin, edito da Salerno Editrice.
È un libro del 2010, tuttavia conserva una straordinaria attualità ed interesse. Racconta di come fossero organizzate le Corti dei grandi imperi europei del periodo (Spagna, Francia, Inghilterra, Austria), caratterizzate da illustri personaggi di cui si giudicano le gesta e le iniziative con superficiale freddezza.
Il testo, in realtà, oltre che offrire una lettura dall'interno di noti fatti storici, offre l'occasione di analizzare come fosse allora organizzato il potere all'interno dei palazzi. Perché in effetti, prima che ai confini o nei parlamenti, il potere si esercitava e si definiva tra quattro mura di appartamenti privati.
Vi era l'idea stessa di Corte, quale rappresentazione fisica e condivisa della grandezza del Monarca e della nazione. Ma molto si creava nelle stanze della reggia, quelle per intenderci riservate e non accessibili a tutti.
Ebbene, la lettura di questa cronaca domestica, possiamo semplicisticamente definirla così, offre lo spaccato di quali fossero i gangli e le figure davvero detentrici del potere.
Parliamo di regge, e quindi possibilità di accedere al Sovrano e ai suoi principali attendenti e consiglieri, più o meno aperte; possibilità di scalare le posizioni di rilievo, onde arrivare al benefizio massimo della conversazione diretta con il Re.
Tutto questo oggi che interesse può avere per noi?
Molto, a parere di chi scrive, in quanto il potere politico e quello direttivo costituiscono ancora oggi una leva fondamentale del successo.
Oggi abbiamo i social e i selfie, allora la possibilità di assistere al pasto o al gioco del re; oggi abbiamo gli open space, con il dilagante fenomeno dello smart working, allora le camere segrete ove in pochi discutevano i destini di molti.
Le camere riservate come gli uffici delle nostre grandi aziende, ove la liturgia del compromesso e della conversazione fuori da sguardi indiscreti esercita ancora un suo fascino.
Ecco, il potere e le sue forme di gestione, nelle imprese oggi come nelle regge di 400 anni or sono, resta incredibilmente lo stesso: cambiano i format e le celebrazioni attraverso le quali si consacra. Nessuno ostentò il presunto trionfo affacciandosi ad un balcone.
Quanti grandi manager e politici oggi sarebbero davvero in grado di competere nell'arte dell'esercizio del potere con Luigi XIV o Elisabetta I, la regina Astrea?
Connesso a tutto questo, infine, l'aspetto organizzativo: centinaia di addetti e personale per l'organizzazione della propria attività (camerieri, maggiordomi, stallieri, uomini del pasto). Con costi per l'erario dell'epoca drammaticamente elevati. Una fabbrica dell'immagine e del potere.

In sostanza: il potere è spesso nelle mani di pochissimi: orchestrarlo in modo che molti siano indotti a credere di farne parte è un capolavoro di complessa attuazione.

Titolo: Nelle stanze del re. Vita e politica nelle corti europee tra XV e XVIII secolo
Autore: Pierpaolo Merlin
Editore: Salerno Editrice
Pagine: 380


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numero di 16/10/2019
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