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   numero di 18/09/2019
Marketing

Sono i micro-influencer il futuro del digital marketing in America
Miranda (ExportUSA): chi sono e quanto possono far guadagnare a un'azienda italiana che vuole promuovere i propri prodotti o servizi negli Stati Uniti?

Il business di un'azienda dipende sempre di più dai social. Visibilità, riconoscimento ed i giusti endorsement sono la strada maestra, specialmente chi si rivolge agli USA. E una delle strategie prevede l'utilizzo dell'influencer marketing.
Secondo le ultime ricerche condotte da Business Insider Intelligence, l'influencer marketing in America raggiungerà un valore di mercato tra i 5 e i 10 miliardi di dollari entro il 2022, con un tasso di crescita annuale del 38%.
Gli influencer hanno reinterpretato il concetto di passaparola, che rappresenta uno dei metodi più credibili per la diffusione della qualità di un prodotto. A fare la differenza, fino a questo momento, è stato il numero di follower di ogni influencer, che ha determinato anche il suo valore di mercato e, di conseguenza, il costo richiesto all'azienda per la sponsorizzazione di un prodotto: maggiore il numero di fan, maggiore il costo.
"Questo paradigma - dichiara Lucio Miranda, presidente di ExportUSA - sta rapidamente cambiando: sta crescendo notevolmente, infatti, l'attenzione nei confronti dei micro-influencer e dei nano-influencer, che si basa sugli stessi principi dell'influencer marketing, ma in scala micro. Non sempre sono i numeri esorbitanti a dettare legge, ma ad oggi sono proprio coloro che rientrano nella sfera dei micro-influencer in America a far la differenza per le aziende, anche italiane. Perché? Semplice, perché hanno un contatto più stretto con la vita reale e vengono percepiti dal pubblico come più autentici. Meno followers, certo. Ma di maggiore qualità".
Una strategia di marketing che si avvale del principio di micro-targetizzazione è una pratica sempre più diffusa negli Stati Uniti nell'ambito del marketing digitale, soprattutto per le aziende che non dispongono di grandi budget, ma che desiderano offrire contenuti di valore per essere apprezzati dalla propria nicchia di consumatori.
Il potere dei micro influencer sta proprio nel loro essere micro: avendo un minor raggio di azione (meno follower), riescono ad essere più incisivi. Secondo uno studio di Markerly - una piattaforma di influencer marketing - il tasso di engagement diminuisce all'aumentare del numero di follower:
- 4% like per community tra i 1000 e i 10 mila follower;
- 2.4% like per community tra i 10 mila e i 100 mila follower;
- 1.7% like per community tra 1 milione e 10 milioni di follower
.
Da cosa dipende il successo dei micro-influencer? I grandi influencer sono considerati quasi inarrivabili dal loro pubblico, i loro seguaci sanno che qualsiasi cosa sia postata/pubblicata è orientata al guadagno. L'irraggiungibilità del personaggio è dettata anche dal fatto che sono veramente poche le possibilità di riuscire ad instaurare una conversazione con loro. I micro-influencer, invece, hanno un pubblico circoscritto e riescono ad interagire con i propri follower. Inoltre, hanno una comunicazione migliore che genera fiducia e una relazione duratura ed anche una nicchia specifica che riesce a condividere passioni e valori specifici.

Quanto costa un micro-influencer in America


"Un altro fattore da non sottovalutare - aggiunge Miranda - è il costo. Il costo di un micro-influencer è molto inferiore rispetto a quello di un influencer e risulta accessibile per molte aziende. Per avere qualche dato un classico influencer può chiedere migliaia di euro per una foto, per un micro-influencer si parla di centinaia di euro, oppure gift box a fronte di un'efficienza maggiore per le singole nicchie di mercato.
Questo significa che le aziende italiane, anche le più piccole, che vogliono ottenere visibilità nel mercato degli Stati Uniti si possono orientare anche verso i nano-influencer, che pubblicano post sponsorizzati solitamente in cambio del prodotto omaggio, inserendo, in base alle norme di trasparenza (che devono essere rispettate da tutti) l'utilizzo di hashtag del tipo #sponsored o #ad (pubblicità)".



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numero di 18/09/2019
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