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   numero di 31/07/2019
Leisure

La luna e la tecnologia: l'Italia è un plus (non un handicap) - Punto e a capo - @gigibeltrame
Un po' d'Italia ha portato l'uomo sulla Luna. Ma non l'ha ricordato quasi nessuno

Quando si parla di tecnologia e innovazione, bisogna tenere presente che come italiani non siamo secondi a molti. Solo che nel tempo abbiamo perso la spinta.
In questi giorni si è celebrata la missione che ha portato l'uomo sulla Luna, trattando l'argomento anche dal punto di vista tecnologico e di quanta inventiva e capacità umana c'era nella missione.
Giova ricordare che la potenza di calcolo era relativa e che senza qualche calcolo di Aldrin su di un foglio, probabilmente l'Apollo 11 non sarebbe rientrata sulla terra.
A parte tutto, ci sarebbe da raccontare la vicenda di Pier Giorgio Perotto, che cito nelle prime pagine del mio libro "Digilosofia: la filosofia del digitale", che aveva costruito il primo personal computer nei laboratori Olivetti per poi venderne degli esemplari alla NASA (potete leggere anche nell'estratto del libro gratuitamente).
Una vendita non casuale, visto le macchine sono state utilizzate per mappare la superficie lunare e determinare la zona migliore per l'atterraggio.
A bordo il computer primordiale utilizzava tecnologia IBM, ma da Ivrea arrivavano i calcolatori, le "macchine" come venivano chiamate, necessarie per avviare il progetto.
I vantaggi? Piccole, poco costose, facilmente trasportabili.
All'epoca i computer occupavano stanze, Perotto ebbe l'intuizione di creare una "macchina" piccola e a relativamente basso prezzo.
La Silicon Valley, che stava nascendo a quell'epoca grazie proprio ai finanziamenti a pioggia della NASA per la corsa alla conquista dello spazio contro i sovietici, si ispirò tantissimo a quella "macchina", tanto che tutti gli storici attribuiscono a Perotto e all'Olivetti la nascita del Personal Computer.
Ivrea era davvero il centro del mondo per la tecnologia, e riuscì a mantenere questo strapotere per tanti anni.
Com'è andata a finire lo sappiamo, ma sarebbe importante, soprattutto per le generazioni più giovani, ricordare da dove si era partiti.
Oggi la tecnologia si aggrega e raccoglie intorno a degli standard e come italiani siamo tagliati sostanzialmente fuori. Ma per fortuna, per utilizzarla e sfruttarla, per "mettere a terra" i progetti di business, servono competenze e inventiva.
Sulla prima parte ci stiamo lavorando, sulla seconda siamo i campioni mondiali.
Non perdiamo occasioni ancora una volta! La missione Apollo dimostra proprio che, nonostante tutto, potevamo essere protagonisti. Come protagonista è Luca Parmitano sulla stazione spaziale.

Bisogna applicarsi, c'è molto da fare, ma alla fine l'italianità non è un handicap, è un plus.

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Il libro "Digilosofia: la filosofia del digitale"

 


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