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   numero di 31/07/2019
Idee e opinioni

Leadership femminile solo in un'azienda su tre: un ostacolo alla competitività
Varese (DLA Piper): il settore retail dovrà diversificare le proprie posizioni di vertice per venire incontro alla propria client base

Il problema della diversity potrebbe avere in futuro delle dirette conseguenze su produttività e profitto. É quanto emerge dal "The Retail Leadership 700", focalizzato sulle problematiche legate alla diversity ai vertici delle maggiori aziende di retail in US, UK e Unione Europea, e realizzato da DLA Piper e Green Park, una delle realtà in forte sviluppo in Europa dedicata alla consulenza per profili Executive e di Interim Management.
I dati, raccolti grazie anche alla collaborazione con il World Retail Congress, sottolinea che in un mercato sempre più competitivo, i retailer rischiano di perdere una quota crescente di consumatori e di non dare risalto ai dipendenti più promettenti.
Dal report emergono fattori interessanti. Vediamo i principali.
- Nelle 30 aziende più importanti di Regno Unito, US ed Europa, gli uomini bianchi sono prevalenti nelle posizioni di leadership. Scorrendo le 700 referenze, il 67% occupa ruoli di leadership in US e il 72% nell'Unione Europea e Regno Unito.
- Le donne e le minoranze ricoprono in prevalenza il ruolo di Non Executive Directors. Sono solo 70 le donne Executive Directors e 17 BAME (acronimo di Black, Asian Minority Ethnic) su un totale di 337.
- I BAME ricoprono il 3% delle posizioni di leadership in UK, il 13% in US e l'1% nelle aziende europee.
- Le donne ai vertici sono il 26% in US, il 27% nel Regno Unito e il 27% nell'Unione Europea.
- I Board hanno una composizione ancora differente rispetto ai Comitati Esecutivi: i BAME sono l'8% nei Board, ma solo il 5% nei Comitati Esecutivi. Le donne sono il 32% nel primo caso e il 21% nel secondo.
- Le aziende in US rivelano una composizione etnicamente più variegata all'interno dei Comitati Esecutivi e nei Board rispetto a Unione Europea e Regno Unito, tuttavia non rispecchiano ogni segmento della popolazione.
Da questi dati si evince che la leadership nelle aziende di retail è totalmente in contrasto con la composizione della platea di consumatori e senza un cambiamento radicale, entro il 2050, i board nel Regno Unito li rispecchieranno solo per il 15%, mentre in US per il 35%.
Il cambiamento etnico, culturale e religioso delle società occidentali ha un profondo impatto sulla vita dei consumatori, di qui la forte competizione per acquisire quote di mercato. I leader ai vertici delle aziende di retail, dunque, devono evolvere e comprendere motivazioni e abitudini comportamentali dei consumatori, soprattutto per far fronte alla pressione di stakeholder e gestori di fondi; per lo sviluppo e lancio di nuovi prodotti, in particolar modo nel settore della moda e beni di largo consumo; e infine per la richiesta - soprattutto nel Regno Unito e US - di politiche sempre più efficaci in termini di pari opportunità, rappresentanza di genere, etnica e parità salariale, fattori che incidono sulla reputazione delle aziende.
Secondo Sandra Wallace, Joint Managing Director UK and Europe, DLA Piper, "la diversity continua ad essere una questione estremamente importante nel settore retail, come rivelano questo report e molti altri. Una maggiore diversity nella forza lavoro si traduce in una maggiore redditività e nella creazione di valore. Lo stesso vale a livelli Senior ed Executive. Una strategia orientata a diversity e inclusione può aiutare l'azienda ad attrarre i talenti e a generare risultati più innovativi".
Steve Baggi, Co-Founder and Head of Retail Green Park, afferma che "la diversity nelle posizioni di leadership è correlata alle prestazioni e può avere un profondo impatto su produttività e profitti. Tuttavia, la nostra analisi rivela che la strategia nelle più grandi aziende di retail negli Stati Uniti, Regno Unito ed Europa continentale non è rappresentativa dei clienti e della gestione potrebbe portare ad un vantaggio competitivo comprovato. Le aziende che dispongono di una strategia completa di inclusione e diversity, con un chiaro impegno nel suo sviluppo, possono migliorare il loro valore a lungo termine, ridurre i rischi legali e reputazionali e conquistare una base di clienti fedele. In parole povere: se non hai una strategia per la diversità, non hai una strategia per la crescita".

Infine, secondo Elena Varese, Co-Head Sector Consumer Goods and Retail DLA Piper, "il settore retail dovrà diversificare le proprie posizioni di leadership per venire incontro alla propria client base ed il motivo non è soltanto etico. Maggiore vicinanza ai propri consumatori rende l'azienda capace di interpretarne meglio i bisogni e, con tutta probabilità, di incrementare le vendite. Dieci anni fa la l'indice di sostenibilità di una società non era in grado di determinare le decisioni di acquisto dei consumatori. Adesso, le aziende retail si sono affrettate ad affermarsi come campioni di consumo responsabile, per attirare i millennials che entreranno in un periodo di picco di potere d'acquisto nel 2020. É possibile che la diversity sia il prossimo obiettivo".



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