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   numero di 24/07/2019
Idee e opinioni

La rivoluzione tecnologica va abbracciata con convinzione
Desai (Franklin Templeton): il cambiamento è veloce, profondo nella società, passerà dall'utilizzo dei dati e l'impatto sui posti di lavoro e i redditi sarà molto più sfumato di quanto si pensi

Recentemente a San Francisco si è tenuto il Global Investor Forum di Franklin Templeton: un'opportunità per condividere con i clienti la view sulle prospettive per l'economia globale e i mercati. Il tema scelto per il forum 2019 erano la tecnologia e l'innovazione, e tra gli speaker vi erano vari luminari quali il CEO di Adobe Shantanu Narayen, il CEO di Workday Aneel Bhusri e Daniel Schulan, CEO di PayPal. Ecco alcuni elementi chiave da ricordare.

Primo, la velocità del cambiamento è da capogiro, e rappresenta una sfida ardua per le strategie corporate. So bene che l'affermazione "il ritmo dell'innovazione sta accelerando costantemente" è diventata un cliché. Ma se ricordate la velocità con cui aumenta continuamente il potere di calcolo (è vero, la Legge di Moore sta andando in pezzi, ma all'orizzonte si affaccia il quantum computing), e la rapidità con cui si stanno riducendo i costi di archiviazione, elaborazione e trasmissione dei dati, vi rendete conto che il motivo per cui è un cliché è che non fa altro che affermare una verità inconfutabile.
Una statistica ancora più potente, nella mia view: la vita media di una società appartenente alla lista Fortune 500 si è ridotta da circa 70 anni a poco più di 10 anni. Pensiamoci bene, perché vale la pena di rifletterci: anche se non siete una delle società di maggiore successo, la vostra previsione di vita media è appena superiore a 10 anni. L'innovazione rivoluziona il panorama della concorrenza, e non è facile adattare la strategia di conseguenza.
Shantanu Narayen ha raccontato come a suo tempo avesse condotto Adobe a passare a un modello di abbonamento cloud-based, affinché la suite di prodotti della società potesse adeguarsi più rapidamente al ritmo dell'innovazione; anche soltanto spiegare come la repentina contrazione dei ricavi di breve termine avrebbe ripagato con ricavi ricorrenti più elevati era tutt'altro che facile.
I nostri analyst che seguono il settore corporate hanno un compito anche più arduo: conoscere la forza fondamentale di ciascuna società, compresa la sua capacità di evolversi con successo nell'ambito di un contesto in evoluzione, è più importante che mai.

Secondo, l'impatto dell'innovazione su produttività, crescita economica e commercio globale sarà più profondo di quanto non percepisca la maggior parte della gente. Avevo già menzionato in un articolo come le innovazioni tecnologiche abbiano già spronato l'aumento di catene di fornitura locali, per cui l'elasticità della crescita economica globale rispetto al commercio globale è molto inferiore rispetto al passato. Questo è un esempio dal quale si può già vedere chiaramente la potenza dell'effetto dell'innovazione sui trend dell'economia.
E non è tutto. Finora, l'impatto sulla produttività è stato limitato, e gli economisti stanno già discutendo dei motivi per cui questo boom dell'innovazione è coinciso con un crollo della produttività: Il tasso di crescita della produttività negli Stati Uniti è sceso da una media del 3% nel periodo 1996-2005 ad appena lo 0,8% nel periodo 2011-2018. Una decelerazione analoga si è verificata nella maggior parte delle altre economie avanzate. Tuttavia la crescita della produttività ha appena iniziato ad aumentare, e attualmente l'arrivo delle reti 5G imprimerà un'accelerazione allo sviluppo del cosiddetto Internet of Things (IoT) e, più precisamente, l'Industrial Internet of Things (ovvero un mondo nel quale capacità di calcolo ad alta potenza saranno integrate nella maggior parte delle macchine industriali). Lo stesso sarà valido per auto, luci stradali e molti altri oggetti di uso comune nella nostra vita quotidiana.
La velocità del 5G consentirà a tutte queste macchine e ai dispositivi che sono "al bordo" (the edge) della rete di comunicare con sistemi di intelligenza artificiale (IA) cloud-based con una rapidità estrema, riducendo la latenza; e dal momento che i calcoli allora potranno essere eseguiti nel cloud, ogni macchina può diventare "intelligente" senza che sia necessario integrare nel suo hardware un computer super potente.
Sì, ci vorrà più tempo perché tutte queste innovazioni si integrino progressivamente. Ci vorrà tempo affinché le nuove macchine intelligenti dell'Internet of Things siano incorporate nel capitale sociale tramite nuovi investimenti, affinché le società adeguino le proprie operazioni e le prassi gestionali per utilizzare nel modo migliore queste nuove capacità, e per migliorare le competenze della forza lavorativa. Ma se non credete che queste innovazioni daranno impulso alla produttività, rifletteteci meglio. Se gli investimenti si manterranno robusti, sono convinta che in fondo alla strada vi siano una crescita molto più rapida della produttività e più forte dell'economia, e tutte le discussioni relative a una "stagnazione secolare" pian piano cesseranno.
Una crescita più rapida della produttività intaccherebbe anche tutte le affermazioni attuali secondo cui il naturale tasso d'interesse reale resterà per sempre molto più basso di quanto non lo sia stato abitualmente nel passato: un altro motivo per cui ritengo che a questo punto per noi una duration lunga non sia una buona scelta d'investimento.

Terzo, i dati sono il vostro patrimonio più importante e la vostra sfida più ardua. Il CEO di PayPal Daniel Schulman ha snocciolato un'impressionante serie di statistiche: nel 2018 sono stati inviati più di 80 trilioni di email, di cui 5 trilioni contenevano un virus; ogni giorno vengono inviati 10 miliardi di messaggi tramite Facebook/WhatsApp; ogni giorno è pubblicato 1 miliardo di tweet (e ci sono 1,4 miliardi di swipe su Tinder!).
A mano a mano che la trasmissione e l'archiviazione di dati diventano meno costose, generiamo e raccogliamo sempre più dati. Disporre di un numero maggiore di dati consente di fare scelte più intelligenti, ma solo se si è in grado di separare il segnale dal rumore, il che diventa molto più difficile con l'aumento esponenziale della quantità di dati. A questo proposito il machine learning può essere un alleato potente, ma deve essere "complementato" dalla competenza umana.
Questa rivoluzione dei dati in corso ha altre due dimensioni importanti che sono rilevanti per gli investitori. Una è la privacy e la proprietà dei dati. Il dibattito sulla privacy e la regolamentazione è appena iniziato; andrà molto oltre le piattaforme social quali Facebook e Twitter, influendo sulla cura della salute e altri settori economici. Le modalità di evoluzione delle norme e dei regolamenti in materia di privacy e proprietà dei dati eserciteranno un impatto importante sui business model e le decisioni d'investimento. L'altra dimensione correlata è la cybersecurity. Questa eserciterà un impatto crescente sulle strategie di business, le valutazioni del rischio degli investimenti e gli sviluppi geopolitici.

Quarto, l'impatto sui posti di lavoro e i redditi sarà molto più sfumato di quanto non suggeriscano le notizie di cronaca. La view prevalente è che siamo destinati ad arrivare a un'automazione di massa e a una diffusa disoccupazione; e rapidamente. I giornali hanno riportato studi economici con ampie stime di posti di lavoro che verosimilmente saranno cancellati dall'automazione. La fabbrica del futuro avrà due soli dipendenti: un essere umano e un cane. Il lavoro dell'essere umano sarà dare da mangiare al cane; il lavoro del cane sarà assicurare che l'essere umano non tocchi nulla...
È quello che dice la barzelletta. Tuttavia, i numeri raccontano una storia diversa. L'occupazione sale costantemente a nuovi massimi record: negli Stati Uniti vi sono oggi 10 milioni di posti di lavoro in più rispetto al picco precedente dell'occupazione antecedente alla recessione del 2009, e il tasso di disoccupazione è sceso al minimo degli ultimi 50 anni.
Ciò significa che non abbiamo di che preoccuparci? No. Il ritmo rapido dell'innovazione richiede competenze diverse nella forza lavoro, e l'attuale evidenza di carenze significative delle competenze nel settore manifatturiero indica che su questo fronte non stiamo procedendo

molto bene. Dobbiamo fare molto di più per comprendere la complementarietà tra esseri umani e macchine allo scopo di assicurare che l'innovazione risulti non soltanto in un aumento dei posti di lavoro, ma in posti di lavoro migliori che possano ambire a salari più alti, oltre che in un aumento della produttività.

Per noi in qualità di investitori, tutto questo ha varie importanti implicazioni:
1) In questo mondo ricco di dati, l'IA è un nuovo strumento potente, ma non una panacea. Capacità di data science avanzate stanno diventando essenziali per una strategia d'investimento di successo, ma per applicarle efficacemente è necessaria una combinazione di grande competenza negli investimenti e un approfondito know-how analitico. Se mancano una conoscenza approfondita e una buona comprensione del problema di business che si sta cercando di risolvere oltre che dei fondamentali economici e del mercato che si sta cercando di valutare, la data science può facilmente portare fuori strada.
2) L'attenzione ai fondamentali specifici delle società, dei settori e dei paesi è più importante che mai. L'innovazione ha già cominciato a esercitare effetti dirompenti tra società e settori con una rapidità senza precedenti, e a modificare l'equilibrio competitivo tradizionale tra paesi.
3) Dobbiamo considerare in modo diverso il contesto macro. L'innovazione ha già trasformato la natura del commercio globale. Stiamo appena cominciando a comprendere le implicazioni per le competenze, i posti di lavoro e i redditi, che si rifletteranno nei trend del risparmio e degli investimenti.
4) Quando consideriamo l'innovazione è bene che crediamo nel suo potenziale, ma non dobbiamo lasciarci sedurre dalla propaganda. L'impatto di questa nuova ondata d'innovazione sarà profondo e rivoluzionario. Ci vorrà tuttavia ancora tempo affinché l'impatto si senta in pieno; un tempo più lungo di quanto suggerisca la propaganda.

Sonal Desai, CIO Franklin Templeton Fixed Income



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