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   numero di 17/07/2019
Leisure

Il peso dei legislatori rispetto all'innovazione. Il caso Facebook Libra - Punto e a Capo - @gigibeltrame
Annunciare un'innovazione oggi può rappresentare un problema. Ma anche un'opportunità

Da quando Facebook ha annunciato il proprio sistema di pagamenti digitali, Libra, con partner del calibro da Mastercard a PayPal da eBay a Lyft, ma anche con tanti altri brand che sono pronti a sostenere il servizio come Spotify, Uber, Visa e Vodafone, si è creato un certo caos a livello di comunicazione, ma anche a livello politico.
Premesso che in Italia e in Europa nessuno ha compreso, a livello politico, l'importanza di una moneta all'interno di un social network utilizzato da un quarto della popolazione mondiale, è necessario fare qualche riflessione che non è tecnica.
Non mi interessa raccontare come funziona Libra, dove fonda le proprie basi tecniche e dove raccoglie il denaro e lo conserva in sicurezza.
Mi interessano gli aspetti legali e funzionali.
Negli USA, soprattutto il partito democratico, ha posto tutta una serie di domande a Facebook e ha chiesto di bloccare la creazione della moneta virtuale, che precisiamo che non è l'ennesimo BitCoin, chiedendo una moratoria.
Quindi, la politica chiede di bloccare una possibile innovazione ancora prima che esca?
Questo è un caso clamoroso. Pensate se ogni volta che c'è un'innovazione da portare sul mercato, piuttosto che una nuova teoria e si deve chiedere il permesso, cosa accadrebbe?
Ci sono già enti con questo compito, solitamente chi si occupa di brevetti e soprattutto i legali della aziende e delle nazioni.
Sul digitale questo non avviene: non è mai successo che ci sia un sistema che validi le innovazioni. Ed è probabilmente su questa assenza che si è sviluppato un mercato.
Che vi sia un'esigenza di regolamentazione questo pare ovvio, anche se, citando l'esempio del mio articolo di settimana scorsa, qualche problema sorge sempre.
Tornado su Libra, Facebook si è detta pronta a discutere della propria iniziativa negli ambiti tradizionali, House Financial Services e il comitato del Senato per le Banche.
La preoccupazione più grande da parte dei politici è creare un qualche cosa che sia "too big to fail", troppo grande per farlo fallire, e quindi di non poter, di fatto, intervenire a operazioni in corso, ossia quando Libra sarà funzionante.
Un pensiero che non era stato preso in considerazione in altri casi del passato, ma certamente le cicatrici provocate dallo scandalo di Cambridge Analytica bruciano ancora e non si vuole rischiare di creare problemi.
Un nuovo sistema economico basato su transazioni totalmente virtuali potrebbe minare, nelle fondamenta, un business come quello delle banche perché in molte nazioni le persone non hanno un conto in banca e non hanno nemmeno carte di credito.
Sono preoccupazioni reali?
Vedremo nel momento in cui Facebook spiegherà meglio il concetto di Libra, visto che alcuni aspetti oggi non sono per niente chiari.

In qualsiasi caso, i BitCoin non sono utilizzati da tutti, anzi, il livello di conoscenza è molto scarso non solo nel nostro Paese, ma anche in mercato come il nord america. Chiedete a 10 persone intorno a voi come si acquistano o si scambiano i BitCoin e ne avrete la prova. Detto questo, serve una maggiore cultura a livello base delle monete elettroniche, ma anche una migliore consapevolezza degli strumenti legali e politici per far fronte all'innovazione.
Altrimenti si rischia di finire in una fase di stallo e creare mondi a diverse velocità a seconda dei freni posti alla ricerca e all'innovazione. Provate a pensare al 5G, alla Cina e alle guerre commerciali per avere delle evidenze chiarissime.


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