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   numero di 10/07/2019
Leisure

E se il GDPR fosse un deterrente per l'Intelligenza Artificiale - Punto e a Capo - @gigibeltrame
Un regolamento può bloccare l'innovazione?

Il GDPR è entrato in funzione da un po' più di un anno e si iniziano a trarre delle considerazioni.
Innanzitutto, dopo un anno non è che le aziende siano molto impegnate nell'implementarlo. Ricordiamo che il GDPR è una pratica, un modo di operare che prevede un percorso di adeguamento.
Dopo una partenza sprint, molte aziende si sono sedute.
Ma a Bruxelles molte aziende iniziano a bussare alle porte dei politici perché vorrebbero un regolamento meno stringente. Quando ho sentito questa affermazione ho immediatamente pensato alle solite imprese che vogliono fare le furbe, fornire meno informazioni su cosa fanno realmente con i dati che raccolgono dai consumatori.
In realtà, c'è di più.
Il GDPR prevede che ogni operazione sui dati debba essere spiegata ai consumatori, secondo una logica che è perfettamente condivisibile.
Ma in ottica di intelligenza artificiale e machine learning, quindi di una possibilità di rielaborare i dati in maniera del tutto nuova, non sempre è spiegabile all'utente, con precisione, che cosa si fa con quei dati che le aziende hanno raccolto.
In pratica, le future rielaborazioni potrebbero essere del tutto non intelleggibili in maniera tradizionale e, di fatto, non si potrebbero fare.
Seguendo questo ragionamento, il GDPR starebbe bloccando lo sviluppo delle applicazioni di Intelligenza Artificiale, ponendo, di fatto, l'Europa su un gradino di innovazione più basso rispetto al resto del mondo in cui il GDPR non è in funzione.
Un fatto decisamente curioso e inaspettato, ma che pone nuovi interrogativi che, al momento della discussione del regolamento europeo, non erano nemmeno lontanamente immaginabili.

Ci sarebbe un altro elemento su cui discutere: il lancio del GDPR ha coinciso anche con un forte calo dei finanziamenti di venture capital per le società tecnologiche dell'UE, che hanno generato in media il 33% in meno per accordo rispetto ai 12 mesi precedenti. Un dato da discutere, certamente.

Così come si deve discutere su di un recente sondaggio condotto da Bitkom, l'associazione tedesca per il commercio digitale, il 74% degli intervistati ha dichiarato che i requisiti di protezione dei dati rappresentano il principale ostacolo allo sviluppo di nuove tecnologie, rispetto al 45% del 2017.

C'è da riflettere su questo GDPR.

 

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