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   numero di 26/06/2019
Leisure

Se tutto dipende da internet, quando salta cosa accade? - Punto e a Capo - @gigibeltrame
La connettività non è più un optional

A quanti è capitato di dover fare un'operazione e non avere connettività, e quindi rinunciare? Vale per il pagamento con carta di credito, per un biglietto aereo, ma anche per la vendita di azioni di un'azienda (per i taxi non succede perché semplicemente il 90% non dispone di POS).
Se la nostra economia dipende sempre più da internet, la connessione diventa qualcosa da cui non si può prescindere.
Ha fatto notizia il blackout dell'energia elettrica in sud America, fa meno notizia quello di Vodafone di un paio d'ore di giovedì, non fa più notizia il periodico fermo dei servizi di Facebook, Instagram o Whatsapp.
Eppure dovremmo preoccuparci seriamente, perché se pretendiamo di passare al digitale, pretendiamo che si acceleri verso l'Industria 4.0 e verso la trasformazione digitale del business, dobbiamo pretendere che la connessione sia garantita con quello che tecnicamente si definisce un "uptime" del 99,99%, che si traduce in un paio d'ore all'anno di blocco dei sistemi.
Bisogna garantire la velocità di banda, ma nel nostro Paese stiamo ancora lottando per avere la disponibilità di banda, quindi c'è molto da fare.
Qualcosa si muove, ma non molto.
Dopo che qualcuno ha iniziato a leggere "Digilosofia", ho ricevuto una serie di osservazioni sullo stato della digitalizzazione dell'Italia che devono preoccupare: zone industriali a 100Mbit di banda condivisa tra tutte le aziende, servizi mobili che funzionano a singhiozzo, riparazioni delle connessioni che arrivano dopo tre settimane. Non sono la norma, per fortuna, ma non possono essere la normalità: se mancasse la corrente elettrica o l'acqua per tre settimane cosa accadrebbe?
Non ci siamo.
Ma la consapevolezza del digitale, per fortuna sta crescendo, ma non basta. Per fortuna non siamo al livello dell'Etiopia. Qui, durante il periodo degli esami di stato, hanno addirittura "spento" internet per non fare copiare. Forse altri sistemi sarebbero costati meno, ma è il percepito quello che conta.
Internet non è percepito come un servizio vitale, nonostante qualcuno l'abbia candidato al premio Nobel per la Pace e in tanti convegni si parli di connettere i sistemi vitali degli ospedali.

Un futuro che a qualcuno può sembrare lontano, ma tanto lontano non è.

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Il libro "Digilosofia: la filosofia del digitale"


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