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   numero di 19/06/2019
Finanza e investimenti

Per quanto tempo potrà durare l'attuale contesto?
Dwek (Natixis IM): la crescita globale sembra in fase di stabilizzazione, ma i rischi di ribasso sono aumentati. I mercati azionari hanno rallentato per i timori legati al commercio e alla crescita

I dati continuano a indicare una stabilizzazione a livello globale nel secondo trimestre dell'anno, ma la domanda è per quanto tempo durerà questo equilibrio, vista la rinnovata guerra commerciale?
Continuiamo a credere di non essere prossimi a una recessione, ma più a lungo durerà la fase di stallo in ambito commerciale, più questo rischio si avvicinerà. In effetti, i sondaggi nel Vecchio Continente hanno mostrato una stabilizzazione in tutti i settori, compresa la fiducia dei consumatori. La produzione non manifatturiera cinese ha resistito, anche se la produzione si è indebolita dopo la solidità mostrata a marzo. La fiducia dei consumatori sta reggendo anche negli Stati Uniti, ma per quanto ancora potrà durare nel contesto attuale?
Per ora, sembra che il secondo trimestre mostri qualche miglioramento in Europa e confermi una stabilizzazione negli Stati Uniti e in Cina, ma la seconda parte dell'anno potrebbe rivelare una qualche debolezza se i dazi rimarranno invariati.
Un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina sembra più lontano che mai, poiché entrambe le parti appaiono ferme sulle proprie posizioni e il prossimo passo potrebbe portare a un'escalation. Gli Stati Uniti hanno agito direttamente contro Huawei, minacciando ancora dazi del 25% su un ulteriore pacchetto di 300 miliardi di dollari di importazioni. La Cina, a sua volta, sta minacciando con dazi propri, compresa la riduzione delle esportazioni di "terre rare" e la stesura di una lista nera di imprese statunitensi per ritorsione.
Dopo mesi di pressioni, Theresa May ha annunciato le proprie dimissioni il 7 giugno, gettando ancora più incertezza sul cammino della Brexit, dato che il suo successore più quotato è Boris Johnson, favorevole alla Brexit. Questo potrebbe portare al fallimento del partito conservatore e alla convocazione di nuove elezioni. Sono inoltre salite le probabilità di una Brexit senza contropartita, dal momento che l'inclinazione di Johnson sembra essere per una soluzione più drastica, che potrebbe essere difficile da ottenere attraverso il Parlamento. Allo stesso tempo, sembrano aumentate anche le probabilità di un secondo referendum. Inoltre, come era prevedibile, la sterlina si è deprezzata in questa fase di turbolenza.
L'esito delle elezioni europee non dovrebbe portare molti cambiamenti, dato che i partiti populisti non hanno ottenuto maggiore controllo. Il successo dei partiti verdi potrebbe implicare ulteriori misure ambientali. Le deludenti prestazioni di Merkel e di Macron non implicano un forte mandato di integrazione. È probabile sorgano alcuni interrogativi sulle elezioni anticipate in Italia e sui contrasti in termini di bilancio, data la forza della Lega, la transizione post Merkel e i dubbi su quanta debolezza aspettarsi a livello interno dal partito di Macron, che alle elezioni ha ottenuto il secondo posto, alle spalle del partito nazionalista.
In un contesto più negativo, i mercati stanno ora prezzando all'83% la probabilità di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nel 2019. Si aspettano anche un ulteriore taglio nei prossimi 12 mesi. In questo momento, l'economia statunitense non ha bisogno di un taglio dei tassi, anche se il PIL del secondo trimestre sarà inferiore al dato del 3,1% registrato nel primo trimestre. Tuttavia, se le tensioni commerciali persisteranno, la Fed potrebbe essere costretta ad adottare un atteggiamento accomodante nel corso dell'anno, anche se probabilmente non prima del quarto trimestre. L'inflazione core rimane intorno all'1,5% e il mercato del lavoro è forte, quindi non c'è molta urgenza nell'adottare una politica monetaria accomodante.
Non abbiamo visto molti movimenti tra le principali valute. Il dollaro USA ha trovato un certo sostegno, ma da allora si è stabilizzato, così come la sterlina e l'euro. Il petrolio ha rallentato significativamente (62 dollari per il Brent e 54 dollari per il greggio) a causa delle preoccupazioni legate alla crescita globale, mentre l'oro ha finalmente beneficiato delle tensioni commerciali, salendo a 1317 dollari.

Prospettive di mercato

I mercati azionari hanno ulteriormente rallentato a causa dell'acuirsi delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e il presidente Trump sta prendendo di mira anche le importazioni messicane. Le preoccupazioni per l'ulteriore peggioramento del contesto globale e i maggiori rischi di recessione pesano sul sentiment degli investitori. Mentre la rinnovata guerra commerciale è per lo più prezzata, non ci si può ancora attendere una prolungata fase di stallo, che potrebbe comportare ulteriori correzioni a breve termine.
Nel medio termine, se gli utili resisteranno come nel primo trimestre e si assisterà a una stabilizzazione della crescita, i mercati potrebbero riprendere un trend positivo. Anche se crediamo che le attuali tensioni probabilmente proseguiranno, per ora manteniamo la nostra esposizione ai mercati azionari, consapevoli della probabilità di un'ulteriore escalation, accompagnata dalle conseguenti correzioni.

Date le rinnovate tensioni politiche in Europa - Brexit, Italia, Germania - riteniamo che gli Stati Uniti possano ancora sovraperformare, dato che è probabile che gli investitori continuino ad allontanarsi dagli asset europei. I mercati emergenti rimangono vulnerabili ai timori legati al commercio e alla Cina.
Il Treasury continua a dipingere uno scenario più negativo, con rendimenti ancora in calo, più vicini al 2,10% per il decennale. Sia che i mercati stiano valutando uno scenario di crescita più negativo o un supporto più aggressivo da parte della Fed, è probabile che i rendimenti restino bassi per qualche tempo. Manteniamo le nostre posizioni in strategie core più difensive come forma di protezione. Inoltre, dato il deciso ribasso nella parte lunga della curva, la curva dei rendimenti si è nuovamente invertita, aumentando i timori di recessione. Anche se questi segnali sono preoccupanti, la recessione non è una conclusione scontata e conta anche la durata dell'inversione della curva.
Gli spread di credito si sono allargati come previsto, con il segment High Yield che si è mostrato più resistente dell'Investment Grade. C'è ancora spazio per un ampliamento, ma per il momento non ci aspettiamo uno scenario come quello del 2015.

Esty Dwek, Senior Investment Strategist di Natixis Investment Managers



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