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   numero di 22/05/2019
Fare Business

I 10 ninja delle competenze. Come riconoscerli e sconfiggerli
Cerra (Logotel): idee utili a manager, imprenditori e a chiunque abbia intrapreso un percorso di aggiornamento professionale per innescare, e mantenere attiva, la motivazione nelle persone

Non c'è ricerca o survey sul tema del lavoro oppure di HR che non tocchi il fattore skill. Sia declinate in forma soft sia hard. Ma quando si parla di skill, spesso il dibattito si concentra sulle etichette. Esistono moltissime analisi sulle competenze del futuro. Raramente si mette a fuoco cosa, invece, impedisce alle persone di continuare a imparare. Perché, oggi, l'apprendimento deve essere continuo e duraturo, deve abilitare a fare qualcosa di rilevante, non solo nel mondo del lavoro. È uno dei punti di vista di Kill Skill di Weconomy, la piattaforma Logotel dedicata all'economia collaborativa.
In Kill Skill, Daniele Cerra - Digital Innovation Officer in Logotel - ha attribuito nome e cognome ai "nemici delle competenze": dieci ninja che limitano l'iniziativa delle persone. Perché, nella visione di Weconomy, la motivazione è uno degli ingredienti chiave per abilitare le persone.
Cerra propone dieci idee per aiutare, manager e imprenditori ad attivare percorsi motivanti che diano concretezza ai percorsi di innovazione, change management e digital transformation che molte imprese stanno affrontando.

La psicologia della motivazione

Oltre che dall'esperienza Logotel, i concetti sintetizzati sono tratti da alcune consistenti teorie psicologiche che si stanno diffondendo sempre di più in contesti aziendali. Si tratta dell'Attachment Theory di John Bowlby e della Self-determination Theory di Ryan & Deci.
Ecco l'elenco di trucchi che ti permetteranno di sconfiggere le tecniche che i dieci avversari proveranno a usare per evitare che chiunque, nella nostra organizzazione, possa trovare i propri "perché": quei perché che lo porteranno a impiegare professionalmente le migliori risorse personali, generando valore per l'azienda passando per un significativo e meritato appagamento personale.
Primo Ninja. Attaccherà la motivazione dall'alto: la tratterà come una competenza che qualcuno ha deciso di installare meccanicamente nella testa delle persone della tua organizzazione. Deciderà a tavolino di effettuare corsi, eventi, verifiche e misurazioni esattamente come se si trattasse di una competenza da padroneggiare o una conoscenza da acquisire. E se questa motivazione non "la imparano"? dirà che più di così non avrebbe potuto fare.
Non ci cascare? i perché delle persone si scoprono, non si iniettano!
Secondo Ninja. Userà tecniche ultrasoniche: urlerà con decisione slogan, visioni, valori e sfide: quando sarà certo che i messaggi siano arrivati forti e chiari, opporrà resistenza passiva per evitare che la tua impresa diventi un sistema azienda-persona che dia concretezza e coerenza a tutto ciò.
Non demordere, punta tutto sulla creazione di un contesto dove chi vuole e sa? è messo in condizioni di poter fare!
Terzo Ninja. È esperto di lavaggio del cervello. Millanterà che, per motivare tutti, basta trovare un buon grande motivo: proverà a convincerti dicendoti che, se qualcosa motiva lui e te, questo qualcosa sarà sufficiente per motivare e stimolare anche gli altri. E dirà che se così non fosse, gli altri sono inadatti, sbagliati?
Quando agirà così, dovrai adottare con umiltà il punto di vista "degli altri". Diventa un designer della motivazione e scopri le intersezioni tra cosa sia importante per loro e per la tua organizzazione!
Quarto Ninja. Agirà di soppiatto, dietro le quinte. Farà di tutto perché qualsiasi piacere personale nello svolgere le attività professionali venga contrastato e ogni contributo personale, che modifichi il "manuale del come deve essere fatto", sia azzerato. Il principale obiettivo del sicario è uccidere la motivazione intrinseca, quella legata al piacere e alla soddisfazione che si prova nello svolgere il proprio lavoro.
Innaffia la motivazione intrinseca in continuazione: metti le persone al centro e passa da "questo è quello che devi fare" al "costruiamo un contesto nel quale potresti dare il meglio di te".
Quinto Ninja. Avvelenerà le iniziative autonome tentando di anestetizzare il desiderio di contribuire all'organizzazione delle persone che ne fanno parte. Eserciterà iper-controllo e darà grande evidenza a rischi ed errori commessi da altri. Fomenterà la paura facendo vedere cosa succede quando qualcuno sbaglia? e col tempo tutti impareranno che "è meglio non provare" e anche i più auto-motivati smetteranno di esserlo.
Metti le basi perché nella tua organizzazione ci siano sufficienti margini di manovra in modo che chi si vuole prendere delle responsabilità, possa farlo.
Sesto Ninja. Userà l'inganno e le false promesse per farti cadere in trappola. Mentre tu faticherai a creare le condizioni nelle quali ognuno possa trovare il proprio appagante perché, lui ti suggerirà la via breve, quella usata da tutti per "motivare": lanciare iniziative bastone e carota, puntando tutto sull'incentivazione economica e promesse di reward di altra natura.
Sconfiggilo continuando per la tua strada, perché hai già visto che, quando i reward cessano, solo chi è veramente motivato continua a dare il 100% di quanto è capace.
Settimo Ninja. Userà la potente tecnica del feedback invisibile. Ogniqualvolta qualcuno esprimerà un feedback sul lavoro di un collega, lo cancellerà, lo azzittirà e rimuoverà dalla memoria.
Contrastalo con il buon esempio, dando feedback inequivocabili e chiedendone alle persone con cui lavori. Stimola e rendi socialmente gradito il concetto di feedback costruttivo, anche quello non positivo. Ogni feedback (positivo o negativo che sia) è un potente riconoscimento al percorso di sviluppo delle capacità individuali e stimola la motivazione intrinseca legata all'autopercezione della competenza personale.
Ottavo Ninja. Insinuerà zizzania e tenterà di rompere i legami nell'organizzazione. Con le sue tecniche dissuaderà il nascere o il proliferare di team affiatati, farà guardare di cattivo occhio le relazioni interpersonali non strettamente legate a specifiche attività professionali e soprattutto saboterà ogni possibilità di sentirsi parte di un ambiente in cui si è importanti e ci si possa scambiare attenzioni reciproche.
Per sconfiggerlo, crea occasioni di ascolto attivo per i tuoi colleghi, e affidati a loro quando ne hai bisogno: la relazionalità è un fattore chiave della motivazione intrinseca: basta non strozzarla perché fiorisca.

Nono Ninja. Possiede potenti tecniche di travestimento con le quali confonde le persone. Annebbierà le idee parlando di motivazione, ingaggio, commitment e incentivazione come se fossero concetti intercambiabili tra di loro. Proverà a far credere, per esempio, che un'app di "gamificazione" che assegna medaglie e punti equivalga a o - sia sufficiente per - motivare. Il suo obiettivo è non farti lavorare davvero sulle condizioni in cui la motivazione individuale possa fiorire e diventare la chiave vincente dell'ingaggio e del commitment.
Punta al cuore del problema, non farti distrarre dalle mode e dalle promesse da bacchetta magica.
Decimo Ninja. Uno specchio con la tua immagine riflessa e, alle tue spalle, le strade già percorse. Se non credi in te stesso e alle persone che lavorano con te, se non credi che si possa davvero "empower" qualcuno solo passando dalla motivazione individuale, e che ciascuno, tu per primo, possa dare qualcosa di estremamente unico, personale e altamente prezioso alla tua organizzazione, allora tutto sarà inutile.
Trova il tuo perché, sarà il sasso che manderà in frantumi lo specchio.

Trucco segreto per saltare il livello della motivazione

Troppa fatica per lavorare sulla motivazione? Don't panic!
Nel caso in cui le attività professionali richieste dalle persone della nostra organizzazione siano prettamente esecutive, meccaniche, ripetitive, iperstrutturate, sempre uguali a sé stesse e che lo saranno per sempre, ci sono due semplici alternative estremamente efficaci tra cui scegliere.
1. Fai riferimento al classico modello incentivo/minaccia per performance.
2. Sostituisci tutti con dei robot.



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