Usa il mouse, frecce o sfoglia se touch
   numero di 08/05/2019
Finanza e investimenti

L'investimento socialmente responsabile rende di più
Arrighi (La Financiere de l'Equichier): il portafoglio con i migliori profili ESG genera una performance pari a 2,3 volte quella dei peggiori profili

C'è un nesso tra società ambiziose sul piano Ambientale, Sociale e di Governance (ESG) e le loro performance borsistiche. Ne abbiamo parlato con Alessandro Arrighi, Country Head Italy di La Financiere de l'Equichier.

Avete da poco condotto una ricerca sugli Investimenti Socialmente Responsabili (SRI). Quali sono state le principali evidenze?

La Financiere de l'Equichier ha un team di cinque persone dedicate specificatamente al tema dell'SRI e lavora almeno dal 2007. Abbiamo voluto attraverso la ricerca evidenziare che si può abbinare il tema degli Investimenti Socialmente Responsabili con quello delle performance di borsa.
Abbiamo quindi creato 3 portafogli modello andando a prendere i profili ESG (Environmental, Social e Governance): per il primo, denominato Top 40 con i migliori profili (7 su 10), uno intermedio, e uno con i peggiori profili sul piano Ambientale, Sociale e di Governance.
L'idea era di mettere in evidenza quanto un buon profilo ESG possa creare valore nel tempo e lo studio è stato fatto su un periodo di 9 anni di attività.
Ovviamente, i calcoli sono basati su un nostro modello proprietario, che oggi tutta l'azienda trasversalmente condivide.
Dallo studio si evidenzia che non solo rispetto ai benchmark tradizionali, ma anche al portafoglio con i peggiori profili ESG, nell'arco dei 9 anni si ottiene sempre un extra rendimento e migliore performance. Questo, tra l'altro, con una volatilità inferiore, a dimostrazione che la qualità dell'azienda e dell'impegno che si ha a livello sociale, ambientale e di governance, porta a risultati positivi.
In sintesi, il portafoglio con i migliori profili ESG genera una performance pari a 2,3 volte quella dei peggiori profili ESG. A nove anni, il rischio/rendimento dei portafogli composti dai migliori punteggi ESG è pari a 1,7 volte quello degli score peggiori e, in genere, a quello degli indici borsistici.

Quella degli investimenti secondo criteri ESG è una moda o non si tornerà più indietro?

Oggi, un po' come per l'impatto climatico, a livello sociale tutti stiano iniziando ad avere una certa sensibilità. Sicuramente siamo in una fase in cui bisogna capire quale sia il modello applicato, la metodologia, chi lo fa chi lo è.
Voglio fare una piccola provocazione. Forse perché a livello europeo siamo stati tra i primi ad applicare i criteri ESG nella nostra valutazione aziendale. Non siamo stock picker o selezionatori di titoli, ma selezionatori di aziende, quindi nel DNA della casa da sempre (dal '91) la volontà è di conoscere i manager delle aziende, i modelli industriali ed i processi che questi applicano nelle loro attività.

Quindi da sempre per noi il profilo ESG è stato un criterio prevalente, qualitativo di inserimento e di costruzione di portafogli. In questo senso riteniamo che sia importante sempre farci spiegare qual è la metodologia, come viene applicata e da lì capire la parte qualitativa che porta poi al profilo del titolo e alla società sottostante.



Finanza e investimenti

numero di 08/05/2019
SOMMARIO di questa settimana

Condividi su LinkedIn




Sfoglia il prossimo articolo -->

*/ ?>