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   numero di 08/05/2019
Finanza e investimenti

É presto per eliminare tutti gli asset rischiosi dal portafoglio
Bottillo (Natixis): non siamo alle soglie di una recessione globale, non nel corso del 2019. I tassi rimarranno bassi

Come andranno i mercati? Arriverà una recessione? C'è un rischio geopolitico per l'Europa? E cosa accadrà nel 2020 negli USA? Ne abbiamo parlato con Antonio Bottillo, Country Head di Natixis Investment Managers per l'Italia.

Qual è attualmente l'andamento della macroeconomia internazionale?

In questo ultimi tempi al centro dell'attenzione sono il rischio recessione globale sì oppure no, e dove andranno i mercati. A mio parere non è ancora arrivato il momento di eliminare del tutto gli asset rischiosi dal portafoglio.
Con molta probabilità, ci troviamo di fronte all'ultima fase del ciclo di crescita economica, che come tutti sanno, nella migliore delle ipotesi va incontro ad una stabilizzazione, mentre nelle altre ipotesi può addirittura portare all'inizio di una recessione.
Come dicevo, è presto per eliminare tutti gli asset rischiosi dal portafoglio, ed è forse anche tardi per aggiungerne. Quindi è una situazione di estrema attenzione: focalizzazione centrata sulla costruzione del portafoglio e sulla ricerca di una diversificazione.
Non riteniamo, dal nostro punto di vista, che non siamo alle soglie di una recessione, non nel corso del 2019.
Oggi le banche centrali sono ancora molto attente, consenzienti, appoggiano i governi nelle proprie attività,
I tassi rimarranno bassi, prova ne siano le ultime decisioni della Federal Reserve e subito dopo l'intervento della BCE. Tutte cose molto note.

E veniamo al quesito sul 2020: potrà essere l'anno della recessione americana?

Qualcuno dice sì. Ma io vedo questa opportunità ancora con scetticismo. Considero anche che il 2020 sarà di fatto l'anno delle elezioni USA e, di solito, l'evento recessivo in quelle occasioni non si è mai palesato. Andando più avanti e spingendosi fino al 2021 ci sono migliori probabilità. Vedremo.

Europa e rischio geopolitico delle elezioni di fine maggio.

Quello geopolitico rimane il vero rischio, il perno attorno al quale le cose in questo momento girano, compresi gli andamenti delle economie. Le banche centrali sono attente anche e soprattutto per questo motivo.

I prezzi delle materie prime si muoveranno di conseguenza in questa fase, ma direi di più, addirittura lo farà il corso del dollaro.
Tornando all'Europa, ovviamente la situazione permane fragile, ma allo stesso tempo mi va di fare una riflessione di questo tipo: se diamo un'occhiata alle proiezioni, queste dicono che vedono una crescita dei populisti (intorno al 10%) e contemporaneamente una crescita dei centristi (intorno al 5%). Se così dovesse essere veramente, allora credo che non cambieranno i rapporti di forza attuali, che comunque sono a favore dell'Europa. Ben venga una situazione del genere.



Finanza e investimenti

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