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   numero di 02/05/2019
Finanza e investimenti

La BCE non riesce ad uscire dalla fase di supporto dell'eurozona
Salato (Neuberger Berman): a differenza degli USA dove la FED monitora la situazione economica e agisce sui tassi, noi viviamo ancora di politiche monetarie massicciamente espansive

Elezioni europee, TLTRO, scelte monetarie della BCE, dollaro e Paesi Emergenti. Sono molte le tematiche di stretta attualità. Ne abbiamo parlato con Alberto Salato, Responsabile Sud Europa di Neuberger Berman.

Rischio geopolitico in Europa alla luce delle prossime elezioni del parlamento Europeo

Noi lo riteniamo abbastanza limitato e relativamente di breve termine, non tale da incidere sull'andamento delle principali economie. Ci sono altri fattori che oggi, secondo me, sono importanti da considerare. Purtroppo vediamo che l'economia sta rallentando in tutti i principali Paesi europei, quindi sarà da valutare se, come davvero alcuni operatori si aspettano, ci troviamo in una fase di fine ciclo e quali saranno le azioni da intraprendere.
Ma noi pensiamo che nonostante l'ascesa dei populismi sia un fatto ormai conclamato, non crediamo che questo possa incidere più di tanto su quello che è l'andamento delle economie europee.

Si parla di TLRTO: potrà avere gli effetti sperati da Draghi, cioè alzare l'inflazione?

Diciamo che la BCE non ha come obiettivo quello di alzare l'inflazione. In tempi normali dovrebbe tenerla sotto controllo. Poi ci troviamo in una fase anomala nella quale siamo entrati da subito dopo la crisi del credito negli USA, che poi ha avuto ovviamente ripercussioni anche in Europa e in altri Paesi.
Sono state fatte delle politiche monetarie massicciamente espansive e noi in Europa viviamo ancora in questa fase.
Gli Stati Uniti sono riusciti, grazie ad un ciclo economico più benevolo negli ultimi anni, in qualche modo a ritornare ad una situazione di normalità. Quindi lì si la Banca Centrale monitora attentamente la situazione, anche se sappiamo che anche oltreoceano le cose non sono così uniformi. Monitorano molto bene l'andamento dell'economia e decidono come di conseguenza muoversi sui tassi di interesse.
In Europa siamo ancora un po' più indietro: la BCE non riesce ad uscire da una fase di supporto, che riguarda soprattutto il sistema finanziario, ma più in generale l'economia reale dei Paesi europei, e quindi ci troviamo in questa fase molto lunga di espansione monetaria e di supporto.

Chi saranno i maggiori beneficiari del TLTRO? Riusciranno i fondi ad arrivare stavolta, almeno in parte, all'economia reale?

Questa è un'ottima domanda perché, fino ad ora, così non è stato. O non lo è stato nelle dimensioni in cui la Banca centrale e le autorità si aspettavano.
Noi pensiamo che in realtà il canale bancario sarà importante, ma insieme a questo sarà importante sviluppare un vero mercato dei capitali che non passi esclusivamente dalle banche, cosa che negli Stati Uniti esiste da tanto tempo.
Noi siamo promotori insieme alle altre società che lavorano nello stesso settore affinché questo avvenga, perché vi siano dei flussi sia di finanziamento sia di investimento diretto nelle aziende, che convoglino i grandi risparmi presenti in Europa, che sono soprattutto privati ed istituzionali, verso l'economia reale.

L'andamento del dollaro quanto influenzerà i mercati emergenti?

Il dollaro è sempre stata una delle variabili chiave nell'andamento dei mercati emergenti, e noi abbiamo tutte le aspettative perché questo continui ad essere tale. Detto questo, bisogna dire che questi mercati stanno avendo una fase di espansione di tutti quelli che sono gli asset investibili, che significa che ci sono molti più Paesi che si stanno affacciando ai mercati finanziari, e questo è positivo. Non solo ci sono più Paesi, ma crescono quelli che emettono bond nella loro valuta locale.

Il debito degli Emerging Markets si divide in emissioni in dollari o hard currencies, ed emissioni in valuta locale o local currencies. Noi ci aspettiamo che queste ultime e anche quelle del corporate credit in qualche modo possano alleviare la dipendenza dal dollaro, che comunque ci porteremo dietro.

Quindi le mosse di Powell della FED non hanno creato problemi?

Tutto sommato no. In realtà, noi pensiamo che la Banca centrale americana stia cambiando il modo in cui comunica. Lui viene da un'esperienza diversa dai suoi predecessori. Gli agenti economici erano abituati ad avere delle view molto semplici da interpretare e che si protraevano per un tempo molto lungo. Powell ha un po' cambiato questo stile e ciò crea quantomeno un po' di volatilità, positiva o negativa - negli ultimi tempi più positiva - perché gli agenti economici si stanno adattando a questo nuovo stile di comunicare della Federal Reserve.

 



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