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   numero di 17/04/2019
Fare Business

Le aziende privilegiano le necessità immediate e guardano poco al futuro
Villa (Korn Ferry): è fondamentale che le organizzazioni lavorino per prevedere e anticipare le future esigenze di talenti e assumere o riqualificare le risorse esistenti

I cambiamenti sempre più dinamici del business a livello mondiale e la mancanza di concentrazione sul futuro stanno influenzando il modo in cui i professionisti del recruitment fanno il loro lavoro: è quanto emerge da un nuovo sondaggio di Korn Ferry, società di consulenza organizzativa globale che accompagna le aziende nel ridisegnare gli asset manageriali.
La survey è stata realizzata fra novembre e dicembre 2018 e ha raccolto le risposte di oltre 600 professionisti specializzati nell'acquisizione di talenti in tutto il mondo.
Anche se l'83% dei professionisti intervistati riconosce di avere un piano di acquisizione di talenti a lungo termine, strettamente collegato alle strategie aziendali, sembra che in fase di attuazione molto spesso questo non venga rispettato.
Il 40% ammette infatti di prevedere solo un orizzonte temporale di sei mesi o meno per le esigenze di assunzioni future, mentre il 16% dichiara di pianificare solo le necessità immediate.
L'82% degli specialisti in recruitment afferma che quando si tratta di trovare talenti diventa una sfida conciliare e soddisfare le esigenze aziendali immediate con la pianificazione di obiettivi a lungo termine. Alla domanda sul perché questo sia così difficile, il 57% degli intervistati ha dichiarato che i leader aziendali si concentrano solo sul breve termine mentre il 22% di non sapere quali siano gli obiettivi a lungo termine o quali i talenti richiesti.
"Nonostante i cambiamenti nelle necessità aziendali non siano mai stati così frenetici come in questo momento, è fondamentale che le organizzazioni lavorino per prevedere e anticipare le future esigenze di talenti e assumere o riqualificare le risorse esistenti per affrontare le sfide di domani", commenta Maurizia Villa, Managing Director e Country Chair Italia di Korn Ferry.
Quasi i due terzi dei partecipanti al sondaggio realizzato da Korn Ferry (61%) affermano che è più importante scegliere persone in grado di adattarsi alle mutevoli esigenze aziendali rispetto all'assunzione di persone immediatamente disponibili.
Il 61% afferma di investire di più per migliorare e sviluppare le competenze delle risorse esistenti piuttosto che reclutarne nuove dall'esterno, considerando lo scenario in rapida evoluzione e la concorrenza sempre più agguerrita per l'acquisizione dei talenti. Quasi la metà degli intervistati (47%) dichiara infatti di avere in atto specifici programmi di formazione per potenziare le skills dei propri dipendenti.

"Le risorse già presenti in azienda rappresentano una miniera di conoscenze su come funziona l'organizzazione - conclude Villa - e molto spesso la loro riqualificazione professionale per soddisfare le future priorità aziendali è una parte fondamentale della pianificazione del personale, insieme all'assunzione strategica di nuove professionalità in grado di avere un impatto costante sul business".



Fare Business

numero di 17/04/2019
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