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   numero di 10/04/2019
Digital Business

Anche la blockchain ha il proprio Consorzio, per diffondere la cultura
Di Marco (Meditchain): serve un approccio multi-settoriale per diffondere l'innovazione

"É nato il consorzio Meditchain per raggruppare tutte aziende, appartenenti a diversi settori, che hanno intenzione di utilizzare la tecnologia Blockchain nei loro progetti", sono le dichiarazioni di Marco di Marco, Fondatore e Presidente Meditchain. "Questa nuova tecnologia - ha proseguito Di Marco -, che rappresenta la seconda rivoluzione dopo internet e giunge per portare un cambiamento ai processi delle imprese. Per fare questo, sono necessarie competenze che le aziende ancora non hanno al loro interno. Per questi soggetti, fare parte del consorzio significa anche la possibilità di condividere il famoso registro distribuito e questo rappresenta un valore aggiunto per chi ne farà parte".

Serve cooperazione e cultura

La diffusione delle tecnologie passa da due elementi fondamentali: la conoscenza e la capacità di realizzazione dei progetti. "La blockchain è un innovazione che porta valore in diversi campi applicativi -ha aggiunto Di Marco -, perché certe operazioni che prima non si potevano nemmeno ipotizzare, in quanto costose e che richiedevano molti intermediari e costi di infrastruttura, oggi sono possibili anche per le piccole imprese con piccoli budget. Viene, di fatto, cancellata tutta quella concentrazione di intermediari che rappresentavano un costo in diverse procedure industriali".

Come partecipare al consorzio Meditchain

"Per entrare nel consorzio non è richiesto niente di impegnativo", ha spiegato Di Marco. "Possiamo paragonarci a una struttura open source, aperta a chi ne voglia far parte. C'è un consiglio direttivo che doveva approvare la richiesta dell'adesione, ma avviene in tempi molto rapidi. Abbiamo già diverse richieste e il nostro primo obiettivo per quest'anno è arrivare a venti adesioni. Le aziende che aderiscono al consorzio hanno l'opportunità di acquisire know how in tempi molto veloci, sia dal punto di vista sistemistico sia dal punto di vista software, ma chi non ha queste competenze comunque trova all'interno del consorzio una serie di consulenti che possono supportare le aziende con competenze molto verticali nell'ambito del green, del food piuttosto che nell'eCommerce o nella parte finance".
La Rete Meditchian così strutturata si candida ad essere già compliant con il cosiddetto "decreto semplificazioni" che contiene le definizioni legali di blockchain, o meglio, "tecnologie basate su registri distribuiti" (DLT) e degli smart contract, con le relative linee guida.

I Consorziati

A progettare la rete Meditchain è stata InformAmuse. Nata nel 2009 come  spin-off accademico del Dipartimento di Ingegneria Informatica dell?Università degli Studi di Palermo, è dal 2016 una Pmi innovativa. Dal 2018 Informamuse è General Member di Hyperledger. L'approccio multisettoriale di Meditchain è rispecchiato dalla composizione dei consorziati: oltre a Informamuse, hanno aderito al progetto una banca del territorio che da sempre punta all'innovazione ovvero la Popolare di S.Angelo; uno dei più importanti System Integrator italiani, Elmi; una società di consulenza alle imprese, MDM Holding; una piattaforma di vendita online B2C di abbigliamento di lusso multimarca, in particolare Made in Italy, Giglio.com; il primo studio di consulenza tradizionale ad offrire servizi professionali con soluzioni Blockchain, RMSTUDIO; una società leader nel mercato delle smart card e delle soluzioni con tecnologia RFID, specializzata anche in soluzioni cloud per il mondo della logistica e della gestione dei rifiuti, Partitalia.
"Il Consorzio è aperto a nuove adesioni. Per Meditchain, infatti, ogni nuovo Consorziato aggiunge valore alla rete: più saranno i partecipanti (Nodi), maggiore sarà la solidità della rete e l'affidabilità" spiega Di Marco.

I progetti 2019-2020

Il Consorzio Meditchain sta lavorando su numerosi progetti. In particolare, sta sviluppando soluzioni:
- nell'Agrifood, contro le frodi e la contraffazione alimentare a tutela del Made in Italy;
- nel mondo dell'arte, per garantire la tracciabilità e l'autenticità delle opere;
- nel settore finanziario e assicurativo, per offrire servizi innovativi e garantire maggiore trasparenza;
- nell'eCommerce, per tracciare le spedizioni e gestire tramite smart contracts i rapporti tra fornitori e produttori;
- nel mondo dei rifiuti, per garantire un servizio trasparente, attento alla legalità, alla natura e all'ambiente;
- nella Pubblica Amministrazione, per offrire servizi trasparenti, inclusivi e sicuri. Il Consorzio, tramite Informamuse, ha già aperto sul MEPA una proposizione blockchain dedicata agli enti della PA che desiderano utilizzare questa tecnologia per implementare processi all'interno delle proprie organizzazioni.



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