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   numero di 27/03/2019
Marketing

Mobile advertising: il programmatic non ha più rivali
Secondo una ricerca di AdColony ha già preso il sopravvento nei media digitali ma, nel prossimo futuro, lo farà anche in canali quali OTT, streaming TV e radio digitali

Quali sono stati i trend della spesa pubblicitaria da dispositivi mobili nel 2018? E quali sono le previsioni per il 2019? Per rispondere a queste domande, e analizzare meglio il comportamento degli utenti, ci ha pensato la Mobile Survey Usage, una ricerca realizzata da AdColony, la piattaforma USA di mobile advertising distribuita in esclusiva sul mercato italiano da Moving Up.
I dati che emergono dall'analisi rilevano una tendenza a crescere nel ricorso dei telefoni cellulari da parte degli utenti americani nel corso della giornata, pari all'82% contro un 18% di fruizione tramite tablet, con una preminenza di accesso e consultazione dunque di informazioni e contenuti anche pubblicitari in mobilità sebbene su schermi di misura ridotta rispetto a quelli di tablet e pc.
Guardando ai consumatori italiani, questa tendenza è confermata e supportata anche da un'altra analisi secondo la quale sono l'89% gli italiani che accedono a Internet tramite dispositivi mobili, contro l'85% che accede da desktop e il 40% da tablet (fonte: Italy Market Report, Global Web Index 2017). Le fasce di età che maggiormente ricorrono agli smartphones, identificandoli quale dispositivo di riferimento per la ricerca e l'accesso alle informazioni, sono quelle dai 16 ai 24 anni (per il 71%) e dai 25 ai 34 (per il 62%), con le fasce di età più alte a decrescere proporzionalmente di un 10% con l'aumentare di ogni decade.
Oltre oceano, Apple è ancora in testa alla monetizzazione mobile (33%), seguita da vicino da Samsung (29%), mentre in Italia nel 2017 i dispositivi di casa Samsung risultavano preferiti a quelli Apple (41% vs 19%) presso i consumatori finali. Un dato questo che segnala agli inserzionisti l'importanza di garantire una copertura relativamente ampia del sistema operativo e della piattaforma per raggiungere una vasta gamma di consumatori.
Negli ultimi anni, l'industria ha anche notato un aumento dell'uso del telefono cellulare durante le ore serali, allontanandosi dal consumo dei media tradizionali come la TV. E sebbene la televisione rimanga un mezzo di comunicazione dominante in molte famiglie, la gente sta ora prestando attenzione ai piccoli schermi durante le ore della prima serata.
Un dato ulteriore, altrettanto interessante, riguarda la fonte principale di dati con il WiFi a porsi quale loro principale sorgente, con il 69% delle richieste pubblicitarie, rispetto al 23% di provenienza da dati mobile.

Le previsioni per il mercato pubblicitario mobile e non per il 2019

Un nuovo anno significa nuove opportunità di crescita e nuove tendenze da tenere d'occhio. Quest'anno si prevede che il mobile cuberà 93,25 miliardi di dollari di spesa pubblicitaria, rendendolo di gran lunga la piattaforma leader per gli inserzionisti americani. Questo secondo l'ultima edizione di eMarketer dell'annuale Mobile Trends Report per il 2019, secondo la quale altri aspetti detteranno un cambiamento significativo, per gli inserzionisti tanto quanto per gli utenti finali.
Il primo è l'automazione, che sarà al centro di tutto a partire dal programmatic. Entro 5 anni da oggi, se non si sta comprando il 100% dei media digitali programmaticamente è meglio cambiare lavoro, secondo Paul Fields, Senior Manager of Strategic Partnerships di AdColony. E questo vale non soltanto per i media digitali in cui il programmatic ha già preso il sopravvento ma, nel prossimo futuro, anche in canali quali OTT, streaming TV e radio digitali tra gli altri.
Per dare un'idea di questo trend, la TV in programmatic rappresenta ora solo il 3% della spesa pubblicitaria televisiva, ma eMarketer prevede che gli inserzionisti statunitensi acquisteranno 3,8 miliardi di dollari in annunci televisivi programmatici nel 2019, con un aumento del 236% rispetto all'anno scorso. Al di là di questo rapido aumento della TV programmatica, l'automazione sarà nel DNA di tutte le altre tendenze ad-tech, che non vogliono rischiare di restare indietro sui tempi.

Il secondo aspetto da tenere in considerazione, in particolare per il comparto mobile, è che nel 2019 gli acquirenti continueranno a volere esperire l'immediatezza dello shopping mobile e un'esperienza mobile senza soluzione di continuità.
Come risultato - precisano in AdColony - i media partner hanno iniziato a introdurre modi per ottimizzare la tecnologia mobile-first per portare le funzionalità proprie di una app o di un sito mobile di un brand all'interno della creatività stessa (ad esempio, la funzionalità di aggiunta al carrello direttamente dall'annuncio senza dover lasciare l'app in cui si è).



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