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   numero di 20/03/2019
Finanza e investimenti

Mercati un po' delusi dalle decisioni di Draghi
Dwek (Natixis IM): dopo le comunicazioni della BCE l'euro è sceso, riflettendo una prospettiva economica più negativa e uno stimolo minore del previsto

Continuiamo a credere che non siamo vicini alla recessione e che la crescita nelle principali economie dovrebbe stabilizzarsi nei prossimi mesi.
La crescita cinese continua a rallentare, per ora, ma in modo moderato e gestibile, e ci aspettiamo che stimoli mirati possano contribuire a mantenere la crescita al di sopra della soglia del 6% fissata al Congresso nazionale del popolo di settimana scorsa.
I dati degli Stati Uniti indicano una stabilizzazione, con il PIL del quarto trimestre che supera le aspettative al 2,6% e il mercato immobiliare che beneficia di condizioni finanziarie più favorevoli alimentate da una Fed più colomba.
Anche l'Europa sta mostrando segnali di miglioramento, con l'indice PMI migliore del previsto a febbraio, sostenuto dal settore dei servizi.
Le aspettative per un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina sono cresciute ulteriormente, in quanto entrambe le parti hanno annunciato di essere vicine ad un accordo, con il probabile incontro tra i due Presidenti. I dettagli mancano ancora, ma Trump ha prorogato la tregua tariffaria e un accordo potrebbe essere il primo passo verso un allentamento delle tensioni politiche e geopolitiche. Ciononostante, Trump potrebbe rivolgere la sua attenzione commerciale verso l'Europa e il settore automobilistico, ma riteniamo che ciò sia improbabile prima di qualsiasi accordo con la Cina.
Intanto, ci avviciniamo alla scadenza di fine marzo per Brexit, un'altra situazione politica che potrebbe essere risolta nei prossimi mesi, contribuendo ad eliminare l'incertezza sia per il Regno Unito che per i mercati europei. Infatti, sebbene sia possibile una breve proroga, ci aspettiamo che un qualche tipo di accordo venga approvato dal Parlamento britannico per evitare uno scenario di no deal. A ciò farebbe seguito un periodo di transizione molto lungo (o da prolungare) per definire le condizioni commerciali definitive. Di conseguenza, la sterlina inglese si è ripresa sull'ottimismo che il peggiore degli scenari legato al mancato accordo sia diventato improbabile.
La Fed rimane in pausa e dipendente dai dati, con i mercati che non prevedono aumenti per il 2019, ma riteniamo che una stabilizzazione della crescita potrebbe portare a un aumento nella seconda metà dell'anno. La riduzione del bilancio dovrebbe invece concludersi nel 2019.
La BCE ha abbassato sia le previsioni di crescita che di inflazione (rispettivamente all'1,1% e all'1,6), aprendo la strada a ulteriori stimoli in base alle necessità e confermando le aspettative del mercato secondo cui i tassi resterebbero invariati almeno per tutto il 2019. Draghi ha anche annunciato nuovi TLTRO biennali a settembre 2019, ma sono meno favorevoli e più brevi dei TLTRO precedenti e i mercati sono un po' delusi.

L'euro è sceso sulle notizie della BCE, riflettendo una prospettiva economica più negativa e uno stimolo minore del previsto, ma riteniamo che una stabilizzazione della crescita - a livelli più bassi - sia probabile, limitando il potenziale di ribasso. Con la perdurante incertezza in Europa e nel Regno Unito, il dollaro dovrebbe rimanere sostenuto, anche se è probabile che una Fed più colomba continuerà a fungere da tetto sulla valuta di riserva.

Esty Dwek, Senior Investment Strategist di Natixis Investment Managers



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