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   numero di 13/02/2019
Idee e opinioni

Il mago Otelma al FMI?
Almeno ha più probabilità di azzeccare le previsioni

Se per prendere una decisione tirate in aria una monetina, avrete il 50% di probabilità di azzeccare la scelta giusta. Il Fondo Monetario Internazionale invece ha il 100% di probabilità di non azzeccarne mai una.
Follia? No statistica. É infatti quanto emerge da uno studio di tre economisti proprio del FMI, Zidong An, João Tovar Jalles, and Prakash Loungani, che hanno preso in esame le previsioni degli analisti-economisti presenti su una pubblicazione chiamata Consensus Forecasts. I tre hanno dimostrato, dati alla mano, che dal 1992 al 2014 tra le 150 recessioni registrate (in 63 Paesi presi in esame) solo due erano state previste. Il tasso di errore è poi salito al 100%, anche con l'aggiornamento dei modelli previsionali. Ma non solo: "negli anni di recessione, il ritmo della revisione riprende ma non abbastanza da evitare errori di previsione di grandi dimensioni". Cioè più l'economia va male più sbagliano.
Quindi l'affidabilità delle previsioni del FMI, quello che ci bacchetta un mese si e l'altro pure, è inferiore a quella del mago Otelma. Eppure l'istituzione è sempre quella cui tutti i governi, le Banche centrali, le agenzie di rating fanno riferimento. I loro modelli econometrici sono standard globali. Per i media le loro previsioni sono verità assolute.
La Lagarde è persona presente in ogni appuntamento economico e finanziario internazionale. Il Fondo Monetario è quello che decide quale Paese deve vivere (e che condizione) e chi deve morire. L'Istituzione che ti presta fondi ma in cambio della cessione di sovranità: chiedere a Grecia e Argentina per referenze.
Usano - scientificamente parlando - modelli evidentemente sbagliati: non si può fallire il 100% delle previsioni, come dimostrato dai tre ricercatori. É chiaro quindi che le finalità perseguite non sono certamente più quelle di "Promuovere la cooperazione internazionale monetaria", ma - entriamo nell'attualità - quelle di produrre Fake News. A favore di chi poi è tutto da vedere, ma le scommesse sono aperte.

Al FMI sanno di sbagliare, ma non arretrano di un millimetro. Salvo poi, come Blanchard (ex capo economista) ammettere un fondamentale errore sui moltiplicatori fiscali, che ha avuto come effetto quello di radere al suolo la Grecia. O Juncker, riconoscere che con Atene insieme al FMI, l'Europa ci è andata "un po' troppo pesante".
Già, prima si fa il danno consapevolmente, poi ci sono le beffe e, solo a babbo morto, le inutili scuse.
Ma non si poteva prevedere?

Claudio Gandolfo



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