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   numero di 09/01/2019
Idee e opinioni

Modello exponential: avanti tutta
Pedretti (Manageritalia): andare verso un modello di business e organizzativo exponential è un must anche per i manager delle aziende italiane

A metà ottobre, con un'indagine sviluppata da AstraRicerche per Manageritalia e SingularityU Italy su un campione di quasi 1.000 dirigenti, abbiamo testato il vissuto che i manager hanno del mondo "exponential". Per exponential intendiamo quelle organizzazioni che hanno risultati (output) dieci volte superiori a quelli medi dei competitor, diventando motori del cambiamento delle regole del mercato in cui operano.
Aziende che per ottenere questi risultati utilizzano differenti tecniche di organizzazione, si basano su modelli di business completamente nuovi (spesso innovativi o disruptive) e adottano "tecnologie di accelerazione". L'innovazione di queste realtà è, quindi, sia interna (organizzazione) sia esterna (modello di business).
Di fatto, le organizzazioni esponenziali mirano a smaterializzare quello che solitamente è fisico "spostandolo" nel mondo digitale. Utilizzano risorse non proprietarie (non mirano ad avere risorse proprie ma cercano il più possibile di usare risorse disponibili di proprietà altrui) e danno il massimo valore all'informazione come asset aziendale (big data). Hanno tempi di time-to-market molto inferiori alle organizzazioni classiche e, che siano di piccole o grandi dimensioni, hanno notevole agilità nel generare nuove idee, valutarle, attuarle e migliorarle.

Organizzazione esponenziale, avanti tutta

Per i quasi mille dirigenti intervistati il concetto di organizzazione esponenziale è abbastanza sconosciuto. Spontaneamente solo un quarto (26%) sa bene di cosa si tratta, mentre il 23% lo conosce solo per nome e il 51% non ne ha quasi mai sentito parlare. Una volta puntualizzato il concetto, però, quasi tutti (95%) ritengono il tema interessante e meritevole di un serio approfondimento (94%), valido e utile anche per il loro business (85%). Solo un quarto degli intervistati lo legge come l'ennesimo nuovo modello aziendale destinato a restare di nicchia, non applicabile alla grande massa delle aziende.
L'approvazione del modello exponential è una convinzione forte che i manager motivano in modo chiaro. Infatti, dicono che le aziende che fanno dei dati uno dei loro asset fondamentali sono destinate al successo (93%) e le tecnologie di accelerazione, come l'intelligenza artificiale, la robotica ecc., possono essere applicate in moltissimi settori, i più vari, e oggi ancora digiuni (92%).

Come impatta sui modelli di business

Forte anche la visione circa l'impatto sul cambiamento dei modelli di business che, sempre per il 90% circa, in molti settori vedrà in difficoltà chi non li cambia ed è quasi sempre possibile, ben oltre quello che avviene oggi in Italia. Solo il 29% ritiene sia difficile o impossibile perché mancano spazi di innovazione su questo fronte.
Non negano poi la sfida con i newcomer. Infatti, pur riconoscendo vantaggi fiscali e di agilità alle nuove aziende (82%), dicono anche che quelle di grandi dimensioni e consolidate possono applicare modelli organizzativi agili (64%). Riconoscono poi che, rispetto ai nuovi entranti, il time-to-market è un limite e un problema per tante aziende consolidate (91%) e l'idea di utilizzare risorse non proprietarie è uno dei cambiamenti di forma mentis più difficili da affrontare (77%).

Aziende italiane nella top 100 mondiale?

I manager non escludono assolutamente da questa rivoluzione la nostra economia, tant'è che la metà di loro afferma che nei prossimi anni ci saranno varie aziende italiane che adotteranno il modello delle organizzazioni esponenziali (46%) e che entro tre anni una o più aziende italiane saranno inserite nella top 100 mondiale di queste aziende (50%).

Una sfida da cogliere

E la sfida è aperta e la si vuole cogliere davvero, visto che l'85% afferma che vorrebbe lavorare in un'azienda che adotta il modello exponential e che ritiene ancora più sfidante, interessante e appassionante applicarlo alle aziende classiche e consolidate, stravolgendone organizzazione e business model (83%).
Anche se ammettono che per un'organizzazione classica e consolidata è difficile evolvere verso questi nuovi modelli (82%).
Uno su due ritiene che queste organizzazioni esponenziali possano nascere e proliferare solo dove il digitale è l'elemento determinante. Mentre solo uno su tre (38%) ritiene che l'Italia abbia un tessuto di aziende (dei settori secondario e terziario) particolarmente adatto al fiorire di queste organizzazioni esponenziali.

Perché applicare il modello exponential

Parlando di cosa serve, anche in Italia, per il successo di un'azienda, per renderla decisamente superiore ai competitor, hanno le idee chiarissime. Su tutto prevale: arrivare sul mercato in tempi rapidi, anche con una proposta non perfetta, da migliorare poi dialogando con il cliente (74%); definire in modo chiaro il business model (73%); creare una community di clienti, collaboratori e/o partner che sia un driver dello sviluppo aziendale (71%); avere un'idea dirompente, in grado di moltiplicare in modo esponenziale i risultati classici (70%).

E, sempre per la maggioranza, il 60% circa, serve avere un massive transformative purpose (MTP) - che non è semplicemente una vision aziendale, ma uno scopo molto più ampio e ambizioso (per Google è "organize the world's information") - e avere un team di base ristretto, di pochi esperti di massima qualità e davvero visionari.

Come i manager vedono la propria azienda

Per chiudere, abbiamo chiesto come i manager vedono la loro azienda oggi: solo per il 20% segue almeno in parte il modello dell'organizzazione esponenziale, mentre il 49% ritiene che potrebbe adottarlo nei prossimi tre anni.

Insomma, anche se questo è il campione di un'élite, di quelle aziende che hanno una struttura manageriale con dirigenti all'interno e dimensioni non piccolissime, possiamo ben sperare che anche la nostra economia entri a pieno titolo nell'era esponenziale, creando sviluppo, occupazione e retribuzioni in linea e proporzionali. Certo, forse servirebbe non lasciare indietro le tante PMI che sono l'ossatura della nostra economia, e qui il cambio di mentalità deve essere veramente disruptive, anche per cominciare a considerare l'indispensabile presenza di manager esterni alla famiglia dell'imprenditore.

Enrico Pedretti, direttore Marketing Manageritalia



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