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   Magazine del 19/12/2018
Fare Business

La tecnologia mobile cambia la vita dei lavoratori
Lo studio Working Life di PageGroup ha indagato il confine tra lavoro e vita privata, reso meno netto dalla tecnologia. I vantaggi e le sfide

Connessione a 360° e una presenza sempre maggiore delle attività lavorative durante il tempo libero: queste sono alcune delle evidenze che emergono dalla ricerca Working Life condotta da PageGroup, società leader mondiale nel recruitment, che analizza la vita lavorativa delle persone tra tecnologia, lavoro agile e rapporto con i colleghi.
Il sondaggio, condotto a giugno 2018 su 5.197 intervistati in Europa (di cui 775 in Italia), ha fatto emergere i vantaggi e le sfide che la tecnologia fornita dalle aziende comporta per i lavoratori. Più del 68% degli intervistati è infatti dotato di almeno un dispositivo aziendale tra cellulare, laptop e tablet, e per il 70% dei lavoratori questi strumenti hanno cambiato la vita, ma solo per il 36% ciò ha un impatto positivo sul livello di felicità personale e lavorativa.
Molti dipendenti in Italia usano questi dispositivi anche per motivi personali al di fuori dell'orario di lavoro, sfumano ulteriormente i confini tra lavoro e tempo libero. Sembra che il vecchio detto "essere sempre di turno" non sia mai stato così vero.
I dispositivi, infatti, da un lato favoriscono il lavoro da remoto, permettendo ai dipendenti di lavorare al di fuori dell'ufficio in caso di necessità (possibilità sfruttata dal 64% di manager e lavoratori), ma dall'altro affievoliscono i confini tra vita privata e lavorativa: il 63% dei lavoratori italiani afferma infatti che tutti i giorni controlla la propria email al di fuori degli orari di lavoro e il 57% risponde alle chiamate.
Dallo studio è emerso inoltre che i lavoratori degli altri Paesi sono tendenzialmente più soddisfatti del proprio work-life balance rispetto agli italiani (59%): Austria 73%, Belgio 71%, Francia 72%, Germania 63%, Lussemburgo 67%, Olanda 78%, Polonia 70%, Portogallo 64%, Svizzera 75%.
Con l'aumentare dell'età, e delle responsabilità dei ruoli, aumenta anche la percentuale di lavoratori che utilizza i dispositivi aziendali anche al di fuori degli orari di ufficio, passando dal 41,6% di dipendenti tra i 25 e i 34 anni che controllano le email e il 31,2% della stessa fascia che risponde a chiamate di lavoro, al 63% di over 60 che controllano le email e il 68% che risponde al telefono.

I risultati emersi rivelano che i principali motivi che spingono le persone a rimanere connesse al di fuori dagli orari di ufficio sono il senso di responsabilità verso il ruolo e il senso di obbligo. Il 52% dei professionisti under 35 infatti si sente obbligato ad essere sempre connesso, percentuale che scende al 32% per gli over 35.
Opposta la situazione se si analizza il senso di responsabilità: il 60% circa dei professionisti over 35 lavora al di fuori degli orari per questo motivo, mentre per gli under 35 la percentuale scende al 44%.



Fare Business

numero di 19/12/2018
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