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   numero di 12/12/2018
Fare Business

Lo smart working non è poi così ambito in Italia
Secondo una ricerca Kelly Services solo il 4,1% reputa la possibilità di lavorare da casa o da remoto un fattore importante nella scelta di un lavoro

Il lavoro da remoto, quello che viene definito "flessibile", e l'aumento del lavoro autonomo nelle sue varie forme sono temi molto attuali.
Grazie alla rivoluzione messa in atto negli ultimi vent'anni dalla tecnologia e dalla comunicazione, infatti, non è mai stato così semplice lavorare lontani dal tradizionale ufficio. Tuttavia, sembra che il lavoro fuori dalla postazione aziendale sia un tema ancora piuttosto controverso.
Kelly Services - leader mondiale nella consulenza per le risorse umane, che offre su scala globale servizi di outsourcing, HR, somministrazione e full-time placement - ha voluto esplorare questo tema con una ricerca che ha visto protagonisti i lavoratori. I dati sono della ricerca EMEA Kelly Talent@work, il sondaggio rivolto a oltre 14 mila candidati in dieci Paesi Europei, tra cui l'Italia, con circa 2.000 intervistati.
Dai dati raccolti, l'impressione è che la realtà della vita lavorativa ci stia impiegando più tempo del previsto ad adeguarsi ai nuovi trend tecnologici.
Lo si evince chiaramente dalle risposte date alla domanda "Avendo la possibilità di scegliere, preferiresti lavorare da casa/da remoto o in ufficio?" Se guardiamo al dato italiano, solo il 5% dei lavoratori sceglierebbe la soluzione più netta e, almeno sulla carta, perfetta: lavorare esclusivamente da casa. Una percentuale davvero molto bassa e di grande peso, se si considera che il 59%, invece, sceglierebbe una soluzione "ibrida", che preveda sia il lavoro da casa sia quello dall'ufficio.
Questa inclinazione trova conferma nelle risposte date ad altri quesiti della ricerca.
Per esempio, è stato chiesto "Quali aspetti influenzano la tua scelta di inviare una candidatura?" Ebbene, solo il 4,1% dei rispondenti italiani reputa la possibilità di lavorare da casa o da remoto un fattore importante nella scelta di un lavoro.
Quali sono, quindi, i benefici che i lavoratori percepiscono nel fatto di lavorare in ufficio? Forse temono che lavorare da remoto pregiudichi le loro possibilità di crescita o promozione? Decisamente no, in quanto, nel nostro Paese, solo il 29% degli intervistati crede che essere fisicamente presenti in ufficio offra loro più visibilità o riconoscimento in azienda.
Nell'ambito dello smart working, l'equilibrio tra vita lavorativa e vita privata risulta un fattore interessante: per il 65,3% dei rispondenti, infatti, lavorare da casa è sinonimo di un miglior equilibrio tra vita privata e vita lavorativa, mentre per il 38,3% lavorare in ufficio rappresenta l'occasione perfetta per tenere separati lavoro e vita privata.
Ma cosa piace davvero del lavoro in ufficio? Perché la maggior parte dei lavoratori è restia a rinunciare del tutto ad una scrivania?
Sembra che il vero motivo per cui l'ufficio continui ad essere un'opzione valida per i dipendenti sia il fattore umano.

Alla domanda "Cosa preferisci del lavoro in ufficio?" gli intervistati hanno risposto nel 60% dei casi "è più facile interagire con i colleghi". Al secondo posto (48,5%) si colloca il lato sociale di essere insieme ad altre persone. Si tratta di ragioni prettamente relazionali: probabilmente la tecnologia è vista come un fattore distanziante.
Un altro aspetto interessante è che il lavoro in proprio, come approccio flessibile al lavoro in sé e per sé, non è risultata un'opzione altrettanto apprezzata. Infatti, solo il 13,7% degli intervistati italiani ha risposto di aver intenzione di mettersi in proprio, il 27,3% l'ha preso in considerazione ma non ha intenzione di farlo, il 41,7% potrebbe considerarlo in futuro, mentre il 17,4% lo esclude.



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numero di 12/12/2018
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