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   numero di 07/11/2018
Idee e opinioni

La Cina nel WTO ha causato la perdita di 3,4 milioni di posti di lavoro negli USA
É quanto emerge da uno studio dell'Economic Policy Institute. Il manifatturiero il comparto più colpito con 2,5 milioni di posti di lavoro persi. Abbassati anche i salari

Era l'11 Dicembre 2001, quando la Cina entrò nel WTO. E da quel giorno il mondo subì il più grande cambiamento economico della sua storia recente. Tutti i Paesi hanno subìto una vera e propria invasione di prodotti da Pechino, che ha fatto dell'export il suo punto di forza, fino a far diventare la Cina una vera e propria superpotenza. Bush ereditò da Clinton la pratica già in fase di completamento, ma espresse allora le proprie perplessità sulla mancanza di regole e paletti che, oltre al fatto che alla lunga si avrebbero avute ripercussioni sul mondo del lavoro, stante l'enorme differenza di salari.
E quello che Bush sospettava e che Trump denuncia è stato rilevato in rapporto, in cui si dichiara che la crescita esplosiva del deficit commerciale degli Stati Uniti proveniente dall'adesione della Cina all'Organizzazione mondiale del commercio (WTO), è costata circa 3,4 milioni di posti di lavoro negli USA, tra cui 1,3 milioni di posti persi dal 2008 (il primo anno completo della Grande recessione, che tecnicamente è iniziato alla fine del 2007). Senza contare gli effetti della compressione salariale che è stata innescata, che ha causato disequilibri sociali.
Lo studio dell'impatto sulla crescita del disavanzo commerciale tra il 2001 e il 2017, pubblicato dall'Economic Policy Institute, ha mostrato che è stato colpito soprattutto il settore manifatturiero, che ha contribuito con il 74% sul totale dei posti di lavoro (-2,5 milioni di posizioni).
"È particolarmente significativo che la maggior parte dei posti di lavoro persi sia all'interno del settore manifatturiero", ha affermato Robert E. Scott (nella foto), co-autore del rapporto e Direttore della ricerca sulle politiche commerciali e manifatturiere all'EPI. "I soggetti di questo settore che rimangono a casa tendono a lasciare la forza lavoro".
Mentre la riduzione della domanda di beni prodotti a livello nazionale ha provocato perdite di posti di lavoro in tutto il Paese, il rapporto rileva che i 10 Stati più colpiti dalla perdita di lavoro sono stati New Hampshire, Oregon, California, Minnesota, North Carolina, Rhode Island, Massachusetts, Vermont, Wisconsin e Texas.
Ci sono stati licenziamenti in ogni singolo stato e distretto congressuale. Il 17° distretto in California - nel bel mezzo della Silicon Valley - è stato il più colpito, con circa 59.500 posti di lavoro perduti.
Non sorprende che il deficit commerciale nel settore dei computer e delle parti elettroniche sia quello cresciuto di più, con la conseguente perdita di 1,2 milioni di posti di lavoro.
Il numero di 3,4 milioni è stato calcolato innanzitutto stimando la quantità di lavoro necessaria per produrre un determinato volume di esportazioni e quindi il lavoro venuto a mancare quando le importazioni hanno sostituito le esportazioni.
Mentre alcune regioni sono state devastate dai licenziamenti e dalle chiusure di fabbriche, altre non stanno crescendo così velocemente come avrebbero potuto.
"L'economia cinese sta rallentando e l'unica cosa che li tiene in vita sono le esportazioni", ha detto Scott. "Se eliminiamo il deficit commerciale, cosa che penso sia possibile fare, finiremo per assumere più nelle industrie ad alta tecnologia".
Il rovescio della medaglia, dopo che la Cina è entrata a far parte del WTO nel 2001, è che i consumatori statunitensi hanno beneficiato di prezzi più bassi delle merci importate. I prezzi alla produzione sono scesi del 7,6% tra il 2000 e il 2006, secondo un rapporto pubblicato a luglio 2018 dalla Federal Reserve Bank di New York.
"Non c'è dubbio che alcuni posti di lavoro siano stati persi a causa dei prezzi più bassi delle merci importate", ha detto Andy Rothman, ex diplomatico statunitense a Pechino che attualmente si occupa di strategie di investimento in Matthews Asia. "Il problema più grande è che noi come nazione non abbiamo fatto un buon lavoro nell'aiutare le persone attraverso giuste contromisure.

Il presidente Kennedy sapeva che il commercio avrebbe creato vincitori e vinti, e fece il Trade Adjustment Assistance Act per aiutare i lavoratori licenziati. Il congresso non ha finanziato adeguatamente il programma rispetto a Paesi come la Germania".
Secondo Scott "l'aumento di importazioni di acciaio, alluminio e altri prodotti ad alta intensità di capitale minacciano centinaia di migliaia di posti di lavoro in settori chiave come metalli primari, macchinari e prodotti fabbricati in metallo".
Inoltre, i deficit commerciali in crescita sono anche associati a perdite salariali non solo per i lavoratori manifatturieri, ma per tutti quelli che non hanno una laurea. Tra il 2001 e il 2011, i deficit hanno ridotto i redditi di 37 miliardi di dollari all'anno, e solo nel 2011, la crescente concorrenza con le importazioni dalla Cina e altri Paesi a basso salario, ha ridotto gli stipendi dei non laureati in tutti gli Stati Uniti per un totale di 180 miliardi. La maggior parte di tale reddito è stato ridistribuito alle società sotto forma di profitti più elevati e ai lavoratori con titoli di studio universitari attraverso salari più alti.



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