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   numero di 24/10/2018
Finanza e investimenti

La guerra commerciale con gli Stati Uniti non penalizzerà la Cina nel lungo periodo
Taylor (DWS): su un orizzonte a cinque anni, probabilmente saranno più le società statunitensi a dipendere dal mercato cinese che non quelle cinesi a dipendere dal mercato USA

Secondo Sean Taylor, CIO Asia Pacific di DWS, l'economia cinese emergerà dal conflitto commerciale con gli Stati Uniti senza riportare danni duraturi. Rispetto ai dati storici, le azioni cinesi non hanno ancora raggiunto livelli convenienti dopo la flessione dei prezzi negli ultimi mesi, ma le valutazioni stanno diventando senza dubbio più interessanti. "In vista delle elezioni di mid-term, il presidente americano Trump potrebbe imporre quanto prima nuovi dazi punitivi sulle importazioni dalla Cina per un totale di 500 miliardi di dollari", afferma Taylor. Su un orizzonte a cinque anni, Taylor ritiene che probabilmente saranno più le società statunitensi a dipendere dal mercato cinese che non quelle cinesi a dipendere dal mercato USA.

Probabile crescita del commercio nella regione asiatica

Questo conflitto commerciale spingerà inoltre il governo cinese a sostenere la domanda interna e ad accelerare i progressi dell'iniziativa One Belt, One Road. "La Cina cercherà in sostanza di migliorare i rapporti con le altre nazioni asiatiche, alimentando i commerci all'interno della regione", spiega Taylor, che prevede particolari vantaggi da questi sviluppi per i Paesi membri dell'ASEAN (Associazione delle nazioni del sud-est asiatico), tra i quali Indonesia, Malesia, Tailandia e Vietnam. Il CIO APAC di DWS non ravvisa segnali di una bolla immobiliare cinese che possa colpire la regione. Attualmente, in Cina, i prestiti immobiliari presentano anzi un ottimo livello di qualità.

Il governo cinese non è interessato a svalutare il renminbi

Nel complesso, Taylor continua a prevedere per l'economia cinese una crescita del 6,5% nel 2018 e del 6,3% nel 2019, mentre per il cambio renminbi/dollaro si aspetta che l'anno prossimo la valuta cinese scenda a 7, senza tuttavia svalutarsi a causa del conflitto commerciale con gli Stati Uniti. "La Cina continua il suo percorso di attuazione delle riforme a lungo termine e necessita quindi di una valuta stabile", afferma Taylor.

Il forte momentum degli utili sostiene il mercato azionario cinese

Nonostante i ripetuti cali delle quotazioni negli ultimi mesi, le azioni cinesi non hanno ancora raggiunto livelli convenienti, ma il divario tra le valutazioni sta diventando più interessante. In termini strategici, è essenziale selezionare i settori giusti. "Continuiamo a favorire le azioni della new economy e settori quali healthcare, istruzione, turismo e lifestyle". Questa view è sostenuta dall'andamento degli utili delle società quotate sul mercato azionario cinese. "Quest'anno potremmo assistere a una crescita degli utili del 15%, mentre per l'anno prossimo ci aspettiamo il 15-16%. Sono cifre davvero ragguardevoli, che nessun altro mercato è in grado di offrire", conclude Taylor.



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