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   numero di 12/09/2018
Finanza e investimenti

Forte calo del Sentiment Index per l'Italia
Secondo gli operatori membri di CFA Italy tassi di interesse in ascesa e mercati azionari (anche negli USA) in ribasso, mentre il dollaro è atteso in ascesa

Gli investitori professionali italiani certificati CFA sono negativi sulle prospettive dell'economia domestica: il "Sentiment Index" registra un valore pari a -34, un dato che rappresenta un minimo nella serie storica (da gennaio 2015).
CFA Society Italy è l'associazione di riferimento in Italia per i professionisti che hanno conseguito la qualifica di Chartered Financial Analyst (CFA) la più importante certificazione del mondo della finanza.
Nel dettaglio delle principali asset class, i tassi di interesse sono previsti in ascesa in tutte le principali aree, mentre vi sono aspettative di ribassi sui mercati azionari italiani e per la borsa USA. Il dollaro USA è atteso apprezzarsi contro euro dagli attuali livelli mentre si ipotizza un ribasso del petrolio dalle attuali quotazioni.
Secondo Annalisa Usardi, membro CFA ed Economist presso Amundi SGR, "I risultati del sondaggio evidenziano il riaccendersi di timori legati alle prospettive economiche italiane nei prossimi sei mesi: laddove la maggioranza degli intervistati si attende un andamento economico stabile, ancorché più modesto rispetto all'anno passato, la distribuzione dei rischi si è ulteriormente e nettamente sbilanciata al ribasso. Benché in modo meno marcato, sulla base del sondaggio, anche Eurozona e Stati Uniti sembrano dover affrontare maggiori rischi negativi nei prossimi mesi, un probabile riflesso delle preoccupazioni legate alle retoriche protezionistiche, ai rischi geopolitici e al potenziale impatto su crescita e commercio globali che si ripresentano giornalmente alla nostra attenzione.
Se però gli operatori partono da una valutazione delle condizioni macroeconomiche attuali estremamente ottimista per Stati Uniti (dove il momentum viene caratterizzato da un forte bias positivo) e prevalentemente stabile per l'Eurozona, per l'Italia anche la valutazione della fase economica corrente, oltre a quella futura, sembra essere generalmente considerata da stabile a negativa.
Buona parte del rischio sull'Italia appare legato all'incremento atteso nei prossimi mesi dei tassi sia sulla parte a lunga che sulla parte a breve della curva, in modo molto più marcato rispetto a quanto atteso per la media dell'Eurozona e riconducibile verosimilmente in primo luogo ai rischi di un ulteriore allargamento dello spread in assenza di una maggiore chiarezza sugli obiettivi di finanza pubblica del Governo e, in secondo luogo, associato alla graduale uscita dal Quantitative Easing annunciato dalla BCE e a come questo potrebbe impattare sui rendimento dei titoli di stato italiani.
Attese al rialzo della curva emergono anche per gli Stati Uniti, ma in un contesto macroeconomico molto diverso, caratterizzato da una banca centrale che continua nel suo graduale percorso di rialzi e da un tasso a lunga scadenza che aumenta, stando al sondaggio, in maniera meno che proporzionale, rischiando di produrre un ulteriore appiattimento della curva.

Quanto all'inflazione, è attesa generalmente al rialzo, in modo più marcato per gli Stati Uniti e verosimilmente sulla base di dinamiche prevalentemente domestiche, visto che la maggioranza dei partecipanti al sondaggio sembra attendersi una stabilizzazione del prezzo del petrolio, con un rischio maggiore al ribasso.
In questo quadro macroeconomico generale, le attese degli operatori sembrano propendere per un tendenziale indebolimento dell'Euro nei confronti del dollaro.
In termini di corsi azionari, in generale questo contesto macro-finanziario sembra configurare aspettative ribassiste nei maggiori indici azionari e prefigurare una ridotta redditività per quasi tutti i settori, con particolari rischi su Utilities, Telecomunicazioni, Automobilistico e Bancario", conclude Usardi.



Finanza e investimenti

numero di 12/09/2018
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