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   numero di 18/07/2018
Fare Business

Primo trimestre a corrente alternata per gli associati Amaplast
Grassi: i costruttori italiani di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma, registrano un +26% di import e un -1% di export

Non si può sempre e solo crescere grazie alle esportazioni. Talvolta, una pausa può essere utile al consolidamento del mercato interno che tanto ha pesato sul business delle aziende italiane. É un po' la sintesi dell'andamento del settore comunicata dal Centro Studi di Amaplast (l'associazione nazionale di categoria, aderente a Confindustria, che raggruppa oltre 160 costruttori di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma), che ha elaborato i dati di commercio estero - pubblicati da ISTAT - relativi al primo trimestre di quest'anno.
Il confronto con lo stesso periodo del 2017 evidenzia un incremento del 26% all'import e una contrazione di circa un punto delle esportazioni. Tale risultato sembra confermare due fattori importanti.
Da un lato, la costante e consistente crescita degli acquisti dall'estero, segnale verosimile della tenuta della ripresa del mercato interno, già evidenziata dai risultati più che positivi registrati a consuntivo 2017.
Come ha sottolineato il Presidente Alessandro Grassi in occasione dell'Assemblea dei soci Amaplast, "è un dato di fatto che la propensione dei trasformatori italiani all'investimento è tornata a crescere e di ciò non possiamo che rallegrarci."
Dall'altro lato, il rallentamento dell'export, che non sorprende più di tanto e può ritenersi fisiologico. Dopo i primi due mesi dell'anno con segno ancora positivo, a marzo l'arretramento, in un certo senso atteso, anche alla luce della flessione degli ordini segnalata nelle ultime settimane dagli associati.
É ovviamente prematuro parlare di una fase di declino, fermo restando il fatto, però, che il comparto sta vivendo una fase positiva da almeno 7-8 anni (con l'eccezione del rallentamento verificatosi nel 2013) ed è logico quindi prevedere una congiuntura negativa nel breve o almeno nel medio periodo, in un'ottica di ciclicità dell'economia.
L'indagine congiunturale svolta a metà giugno fra gli associati, relativamente al semestre in corso rispetto al precedente, rivela una previsione di stabilità del fatturato per il 51% del campione e di miglioramento per il 38%. Quanto al livello degli ordini, il 42% degli intervistati non si aspetta variazioni mentre il 41% ipotizza una crescita.

Dopo un 2017 decisamente brillante per il settore, con una crescita a due cifre per tutti gli indicatori, è comunque lecito attendersi che l'anno in corso si chiuda ancora con segno positivo sia alla produzione sia al commercio estero, anche se con tassi di crescita più contenuti rispetto agli ultimi anni.



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