Usa il mouse, frecce o sfoglia se touch
   numero di 27/06/2018
Digital Business

eCommerce: l'assistenza legale e fiscale deve essere specializzata
Rhode (Taxmen): il settore presenta tante esigenze diverse da parte di merchant e spedizionieri. Per questo sono nati servizi che fino a poco tempo fa non esistevano

Il commercio elettronico ha peculiarità diverse da quello tradizionale. E più crescono i suoi operatori e i volumi di vendita internazionali, più diventa importante che le aziende possano trovare partner in grado di seguirle tra la jungla di normative legali e fiscali cui possono andare incontro. Ormai il grado di specializzazione richiesto è tale che sono sorte realtà come Taxmen, specializzata in servizi legali e fiscali per coloro che operano nell'eCommerce. Ne abbiamo parlato con Alan M. Rhode, partner di Taxmen.

Di cosa vi occupate e da quanto tempo siete in Italia?

Siamo nati nel 2012 a Londra e abbiamo un ufficio di rappresentanza in Italia e ci occupiamo di servizi legali e fiscali per il commercio elettronico. Fin dall'inizio siamo nati con l'obiettivo di essere una "one stop shop", cioè un punto di riferimento unico sia per i servizi legali sia fiscali in relazione all'eCommerce. Questo conosce molte peculiarità, a partire dalla necessità di doversi identificare ai fini IVA in più Paesi europei (se si superano certe soglie di fatturato), fino all'esigenza di pubblicare sul sito delle note legali in più lingue.
Queste sono tutte esigenze che i "vecchi" e tradizionali operatori del diritto - legale e fiscale - non erano in grado di soddisfare, soprattutto dal punto di vista economico, in misura soddisfacente soprattutto per i merchant. Da lì sono nati molti servizi di cui molte persone e persino operatori non ne sono a conoscenza come, per esempio, l'obbligo di versare i contributi sugli imballaggi nei Paesi dove si spedisce, se spedizionieri e consumatori non possono assolverli. Oltre ad altri servizi per chi opera nell'elettronica, nel comparto del vino (le accise) e molti altri.
Questo ci ha portato ad essere noti nel settore e avere rapporti con i più importanti merchant, operatori della logistica, del mondo della finanza, della pubblicità online.
Sono stati sei anni di gratificazione e speriamo che lo siano ancora di più in futuro.

Quali sono i principali problemi che le aziende del settore vi chiamano a risolvere?

Decisamente numerosi. Molti sono problemi di natura logistica. Facciamo l'ipotesi di un'azienda italiana che invia prodotti in Cina: l'impresa dovrà versare i dazi doganali in Cina, l'IVA. Ipotizziamo che il consumatore cinese - è un suo diritto - rispedisca indietro la merce, senza addurre alcuna motivazione: il merchant italiano si ritroverà a ri-importare i prodotti, con il rischio di pagare nuovamente i dazi in Europa e di non vedere il rimborso dei dazi pagati in Cina, andando addirittura in perdita.
E poi vi è il problema di doversi relazionare con tante normative estere. Chi opera nel digitale con i consumatori le conosce, invece l'operatore tradizionale che si relazionava con i consumatori solamente nel suo Paese o con imprese estere, non ne era a conoscenza. Quindi ci sono peculiarità e bisogna ammettere che per fortuna molti stati europei ed extra europei stanno agevolando la crescita dell'eCommerce. Però rimangono degli ostacoli e quindi degli advisor come noi possono aiutare.


Quali sono queste peculiarità che contraddistinguono l'eCommerce dal commercio tradizionale?

In Italia dal punto di vista fiscale non vi è l'obbligo di emettere documentazione, e già questa è una grande diversità. Poi, la necessità di aprire una partita IVA all'estero se si superano determinati volumi di fatturato. Inoltre, un grande tema di natura legale è il diritto di recesso dei consumatori che, non avendo mai provato i prodotti in loco (non sono andati una boutique o in un negozio fisico), hanno il diritto di restituirli e di vedersi rimborsate le spese. Questi sono solo alcuni esempi di peculiarità di chi fa commercio a distanza. Vanno però anche ricordati i vantaggi in termini di prezzi, di concorrenza. L'online sta infatti assorbendo una parte del fatturato che un tempo era destinato al commercio tradizionale.



Digital Business


Condividi su LinkedIn numero di 27/06/2018
Torna al SOMMARIO








SEGUICI