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   numero di 27/06/2018
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Malferrari (Seaside): risparmiare sull'energia per liberare risorse

Un software basato su algoritmi di intelligenza artificiale porta efficienza e risparmi tangibili alle imprese, soprattutto quelle energivore

Il problema del costo dell'energia e dell'efficientamento degli impianti è un fattore molto sentito dalle aziende. Oggi è possibile intervenire in modo efficace e liberare risorse economiche da reinvestire nel business. Ne abbiamo parlato con Patrizia Malferrari, Consigliere Delegato Seaside, società del Gruppo Italgas .

Quando è nata Seaside e di cosa si occupa?

É nata nel 2010 da una mia idea e di altri due imprenditori quando ci siamo accorti che si poteva operare nel settore delle energie rinnovabili non solo con metodo tradizionale, ma anche utilizzando finanza di terzi. Quindi inizialmente Seaside nasce con l'obiettivo di mettere in piedi i primi progetti di Energy Performance Contract (EPC), quindi fatti sulle aziende ma senza utilizzare finanza dell'imprenditore.
Nel 2012 abbiamo fatto un management buyout, rilevando il 100% delle quote dell'azienda che inizialmente era all'interno di un gruppo, e da lì ci siamo qualificati come ESCO (Energy Service Company). Si tratta di una particolare società che ha delle qualifiche, gestite da delle UNI internazionali, che la autorizzano a lavorare nel mondo dell'efficienza energetica.
Dal 2012 abbiamo quindi preso un taglio non solo finanziario ma anche tecnico, e abbiamo iniziato a lavorare su progetti di efficientamento energetico delle aziende, con una continua crescita. Abbiamo avuto clienti molto importanti che hanno creduto in noi, e abbiamo iniziato ad avere un posizionamento basato sui casi difficili e più complicati da efficientare. Soprattutto imprese con processi produttivi "energivori" o aziende che hanno tanti siti.
Nel 2014 abbiamo iniziato a lavorare su tematiche digitali, cominciando a trasmettere le nostre competenze in tema di gestione dell'energia ad un software. Abbiamo quindi creato, in collaborazione con il Compartimento di Intelligenza Artificiale dell'Università di Bologna, degli algoritmi proprietari in grado di predire il consumo di una azienda. Questo in anticipo rispetto alle tematiche legate all'Internet of Things (IoT) o l'Industria 4.0. Questa nostra intuizione ci ha fatto crescere molto velocemente negli anni successivi e ci ha fatto apprezzare da grandi gruppi industriali proprio per questi aspetti di innovazione. Oggi per noi questa è un'area consolidata e la motivazione alla base della recente acquisizione di Seaside da parte di Italgas. Da marzo Seaside è a tutti gli effetti la ESCO del Gruppo Italgas.
Questo rafforza la società dando più spinta sia nella capacità di crescita e di innovarci nei nostri prodotti, sia nella capacità di investire nella modalità EPC nel caso ci sia questo bisogno, oppure di opportunità di mercato.

Che benefici possono trarre le aziende dagli interventi di efficienza energetica?

Quello più tangibile è sicuramente di tipo economico. I nostri interventi hanno dei tempi di ritorno molto veloci. Se interveniamo dal punto di vista impiantistico parliamo di 3-4 anni, ma se l'intervento è gestionale - per esempio con il nostro software - spesso il ritorno dell'investimento è addirittura sotto l'anno. Ciò significa che le industrie hanno la possibilità di liberare risorse economiche che possono invece impiegare nel loro core business, ottenendone anche un vantaggio competitivo nella produzione rispetto ai competitor.
In realtà, quello che abbiamo notato è che molte aziende non iniziano un percorso di efficientamento solo per ragioni economiche, ma adesso per questioni di posizionamento o ambientali. Soprattutto multinazionali, aziende italiane che operano all'estero, o sedi di multinazionali in Italia, hanno degli obblighi da questo punto di vista, e sempre più imprese stanno andando verso la certificazione 50.001 che prevede proprio un continuo miglioramento. Alcuni clienti prima di chiedermi quanto faccio risparmiare con un progetto, chiedono di quanto cala, per esempio, la CO2. Questo mi fa capire che si inizia ad avere anche una certa sensibilità agli aspetti ambientali.

Come utilizzare le piattaforme di Analytics per migliorare la performance energetica delle imprese in ottica Industry 4.0?

Il nostro software si basa su algoritmi di intelligenza artificiale. In pratica, cattura dati e li correla alla variabile energetica. Quindi sostanzialmente, l'energia dipende da delle variabili esterne, che possono essere dei dati di produzione (numero dei pezzi prodotti?), variabili ambientali (temperatura e umidità) ecc. É lo stesso algoritmo che seleziona le variabili.
É chiaro che dove c'è un concetto di "smart manufacturing", un progetto che va verso l'automazione, una piattaforma di dati come può essere Industria 4.0 o progetto IoT, noi andiamo a nozze: abbiamo la possibilità di raccogliere una quantità di dati infinita che arriva dal processo produttivo e da tutti i sistemi informativi, dall'ERP all'automazione degli impianti e delle macchine di processo.
A quel punto, più dati abbiamo e più la componente di Machine Learning del nostro lavoro apprende e capisce che cosa può ottimizzare e migliorare. Quindi, quella che viene fatta è una predizione del consumo del giorno dopo, basata su queste variabili: un confronto tra quello che doveva essere e invece è stato. In questo modo il software è anche in grado di dare segnalazioni quando l'obiettivo prefissato non è stato raggiunto ottimamente, e aiuta a capire dove è il problema. Ciò significa che possiamo intervenire prima di un guasto o molto prima di avere un reale problema, e questo significa operare un intervento dal punto di vista gestionale. Ciò comporta per una azienda "energivora" di avere un risparmio del 25-30%, che sono tanti soldi.

Che tipologia di azienda può beneficiare di queste soluzioni in misura maggiore?

Il primo target al quale si rivolge questa soluzione sono sicuramente le grandi aziende, specialmente quelle energivore. Quindi, sostanzialmente, quelle che sono oggetto del Decreto Legislativo 102 del 2014 e ovunque ci siano forti consumi. I settori sono chiaramente i più disparati, dalle acciaierie alla ceramica, dal food all'automotive, quelle che storicamente ecc. In realtà, il modello è molto ben applicabile dove ci sono consumi piccoli ma molto ripetuti. Questo è il caso dei multi-sito, come grandi gruppi bancari, grandi catene, la GDO, ma anche centrali di telecomunicazioni, dove cioè vi sono delle similitudini. Per esempio, riusciamo a disegnare il modello "filiale bancaria" ideale e poi confrontando i consumi con le altre filiali, riusciamo in modo molto semplice riusciamo ad identificare i risparmi.

Poi, man mano che la tecnologia avanza, ci sono delle sinergie di costi, e anche misuratori a terra (i cosiddetti Meters) stanno avendo un costo sempre più basso, ci stiamo anche spostando verso la PMI, che anch'essa può avere degli ottimi ritorni da questi lavori, fino a fare dei primi test anche per le famiglie, quindi in ambito residenziale.
Su questo la nostra esperienza si è basata su un progetto di CSR legato alle scuole e alle famiglie degli studenti. Abbiamo dato alle famiglie degli strumenti che hanno monitorato i consumi. Emettendo una diagnosi abbiamo capito quanto una famiglia può risparmiare in un anno, circa il 25%.
Dall'altro lato, ci sono le nuove tematiche che stanno uscendo dal nuovo Decreto sui Certificati Bianchi, che riguardano le "bollette Smart". Non escludo che una delle prossime frontiere da approfondire da parte del nostro software sia arrivare proprio al residenziale.



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