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   numero di 20/06/2018
Finanza e investimenti

Gli investitori continuano a puntare su Europa e fondi multi-asset
Bottillo (Natixis): si stanno allontanando progressivamente dall'obbligazionario per avvicinarsi alle strategie alternative

Il 2017 sarà ricordato come l'anno del crollo del livello di rischio calcolato dei portafogli globali e del concomitante aumento dell'esposizioni verso gli asset più rischiosi. Ciò è quanto emerge nell'ultima edizione del Barometro dei Portafogli Globali elaborato dal Portfolio Research & Consulting Group (PRCG) di Natixis Investment Managers. Il calo del livello della rischiosità dei portafogli si è infatti verificato in tutte le regioni a livello globale, compresa l'Italia dove la bassa volatilità e correlazione delle diverse asset class ha spinto il Value at Risk dei portafogli italiani a un livello minimo mai registrato prima, sotto al 1%.

Asset allocation invariata per i portafogli italiani

A fronte di questo basso livello di rischiosità, a livello globale i portafogli hanno registrato delle interessanti modifiche nell'ambito della propria composizione, con un aumento dell'allocazione verso gli asset più rischiosi, con particolare preferenza verso le azioni non domestiche. Ciò però non vale per i portafogli moderati italiani, la cui asset allocation alla fine del 2017 è risultata invariata rispetto a quella di fine 2016, nonostante le mutate condizioni di mercato.

Fondi multi-asset ancora protagonisti

Rispetto ai benchmark europei, gli investitori italiani hanno confermato la loro preferenza verso gli asset europei, a causa del rischio di cambio (soprattutto verso il dollaro americano) insito nelle allocazioni che replicano gli indici di riferimento. I fondi multi-asset, o i fondi ad asset allocation dinamica, continuano invece ad avere un posto di rilievo nei portafogli italiani, dove rappresentano in media circa un quarto dell'asset allocation.
Alessandro Marolda, Senior Analyst del PRCG di Natixis Investment Managers sottolinea: "Mentre negli anni passati la scelta di puntare su asset europei si era rivelata controproducente, la recente sovraperformance europea ha aiutato alcuni portafogli italiani a battere i benchmark tradizionali in termini risk-adjusted, soprattutto nel 2017. Nel complesso anche i fondi multi-asset hanno ottenuto buoni risultati, grazie alla buona performance degli asset tradizionali".
Nonostante le strategie alternative offrano l'allocazione con la minore correlazione con le asset class tradizionali, nei portafogli italiani esse sono utilizzate in proporzione decisamente inferiore rispetto ai fondi multi-asset. Tuttavia qualcosa sta cambiando.
Secondo Antonio Bottillo, Country Head per l'Italia di Natixis Investment Managers, "da inizio anno gli indici si sono spostati dai minimi storici della volatilità a livelli superiori alla media. Rispetto al 2017 il contesto è cambiato. Gli investitori si stanno allontanando progressivamente dall'obbligazionario per avvicinarsi alle strategie alternative. In ambito azionario. Alla luce del contesto attuale, gli investitori hanno iniziato a riflettere con più attenzione sulla diversificazione nei segmenti azionari e abbiamo visto crescere la domanda di strategie azionarie più flessibili, in grado di variare l'esposizione al rischio azionario; nel frattempo, sono emersi anche altri fattori nel panorama azionario, per esempio i fondi ESG (improntati a principi etici, sociali e di governance)".



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