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   numero di 13/06/2018
Idee e opinioni

Banche di investimento: la finanza digitale fa calare ancora i ricavi
BCG: è necessario che i grandi player affrontino al più presto la digitalizzazione, rivedendo le organizzazioni, ridisegnando i sistemi informativi e dotandosi di risorse umane più adeguate

Sui mercati dei capitali le grandi banche di investimento hanno visto progressivamente erodere la loro base ricavi da nuove e diverse categorie di operatori, molte di esse basate sulle nuove tecnologie in grado di sfruttare il web, i sistemi cloud e l'intelligenza artificiale. In due parole la finanza digitale. Questa ha progressivamente conquistato spazio.
Se nel 2006 le banche d'investimento pesavano per il 48% dei ricavi totali generati dai mercati di capitale, nel 2017 la percentuale si è ridotta al 33%. E sempre il 2017 ha rappresentato il quinto anno consecutivo di ricavi in calo. A dirlo è The Boston Consulting Group, una delle principali società al mondo di consulenza strategica.
Al fenomeno non sono estranei gli effetti dei postumi della crisi economica e dei sempre più stringenti limiti normativi imposti all'attività dalle autorità di sorveglianza su finanza e credito. Tuttavia, da un'analisi condotta da BCG intitolata "Global Capital Markets 2018: Embracing the Digital Migration" emerge che le grandi banche hanno reagito al fenomeno nel modo tradizionale, ovvero agendo sui prezzi per sottrarre quota di mercato ai concorrenti, e riducendo i costi.
Ma potrebbe non bastare, perché si sta verificando una migrazione di valore dai tradizionali mercati capitali a nuovi prodotti e servizi, resi possibili dalle tecnologie innovative basate sul web, il cloud, l'analisi dei big data e l'intelligenza artificiale. Nuove società in sempre maggior numero sono in grado di offrire ai clienti prodotti e servizi interessanti, flessibili e personalizzabili, e che presuppongono sempre la centralità del cliente.
Uno sviluppo, quest'ultimo, nella cui direzione le banche d'investimento fanno ancora fatica a orientarsi perché ancora troppo strutturate in funzione del prodotto e del modo di produrlo al costo minimo piuttosto che sulla relazione con il cliente.

È invece necessario che i grandi player affrontino al più presto la sfida digitale, rivedendo in tale ottica le organizzazioni, ridisegnando i sistemi informativi e dotandosi delle risorse umane che più sono in grado di capire tutte le implicazioni che questa sfida reca con sé.
E chi per primo si renderà conto dell'urgenza della trasformazione più efficacemente proteggerà dall'erosione i propri ricavi.



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