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   numero di 13/06/2018
Digital Business

Pagamenti digitali: con Sentinel meno frodi, più conversioni
Trecarichi (HiPay): la sicurezza delle transazioni oggi passa anche per le soluzioni di machine learning, che riducono i tempi di attesa, e portano ad incremento di fatturato

In un mondo in cui gran parte del commercio reale e fisico avviene attraverso pagamenti digitali la sicurezza è ormai imprescindibile. E la modalità del pagamento stesso, la velocizzazione delle transazioni, individuando quelle fraudolente ma consentendo quelle regolari, è sempre più parte integrande del business dei merchant. Ne abbiamo parlato con Paola Trecarichi, Vice President Italia HiPay.

Quali sono le peculiarità di Sentinel?

La nostra soluzione antifrode di cui abbiamo parlato al Netcomm Forum è una delle innovazioni di HiPay che abbiamo portato sul mercato con alcune novità, poiché è attiva da almeno 4-5 anni. É nativamente integrata nel nostro getaway di pagamento. Ciò significa che tutte le transazioni che entrano nella nostra piattaforma sono analizzate sul nascere, in real time, con all'incirca 80 criteri che possono essere settati, e vanno ad analizzare il business specifico di tutti gli eCommerce.
I tool antifrode classici bloccano transazioni che possono anche essere buone. Il nostro va ad analizzare i falsi positivi e capire quali siano le transazioni realmente negative e che sono fraudolente.
Con i criteri di cui parliamo si va veramente nel dettaglio: per esempio, con il "device fingerprint" siamo in grado di riuscire a capire da quale computer o device il truffatore stia compiendo la propria frode. Quindi può essere che lui abbia 80 carte di credito ma un solo device, che noi siamo in grado di bloccare.
Poi ci sono altri criteri, come l'ammontare, per cui sopra un certo importo la transazione potrebbe essere strana e quindi da controllare maggiormente; oppure altri check come una feature che abbiamo e riguarda i custom data. Questa dà l'opportunità di inserire un parametro che va oltre i parametri della transazione. Può essere, per esempio, un CAP che si vuole controllare maggiormente poiché ci sono aree da cui ci arrivano delle frodi che sono maggiori di altre. O un item particolarmente rischioso perché altamente frodato, come una borsa di lusso che può essere rivenduta facilmente. Questi parametri vanno al di là delle transazioni, il merchant ce li può passare, e vanno ad inserirsi nel check che facciamo grazie al tool antifrode HiPay Sentinel. La transazione viene analizzata in un secondo e rilascia uno score. Se questo è positivo, la transazione ha il semaforo verde e può partire. Non si va ad intaccare la "conversion rate" perché generalmente si riduce l'utilizzo del 3D Secure. Se la transazione è mediamente rischiosa possiamo decidere di fare delle azioni: o inserire un 3D Secure chiedendolo, e se l'utente ha la carta lo può inserire; forzando l'utilizzo del 3D Secure se la carta non è abilitata viene bloccata. Oppure ci sono le transazioni che vanno in uno stato di "challenge", che coinvolge le nostre soluzioni di machine learning. In ultimo, se la transazione è rischiosa, viene bloccata e l'utente non può proseguire con il suo acquisto.

L'Intelligenza artificiale entra anche nell'antifrode?

L'anno scorso abbiamo inserito il machine learning, che è l'intelligenza artificiale all'interno dell'HiPay Sentinel. Questo significa che il tool antifrode è diventato intelligente, poiché siamo in grado di analizzare anche le transazioni che vanno in uno status di "challenge". Normalmente queste vanno trattate manualmente, cioè c'è un operatore lato merchant che realmente chiama l'utente per sapere se effettivamente quella transazione è stata effettivamente fatta da lui, se quella è la sua carta di credito. Queste operazioni portano via parecchio tempo. Lo status di "challange" può arrivare a lasciare in uno status di "pending" per quasi 19 ore. Nell'epoca in cui Amazon consegna in un'ora, non è proprio il caso che una transazione rimanga "pending" perché l'operatore sta chiamando e sta verificando se la transazione sia buona o no.
Il nostro tool di machine learning, inserito nel tool antifrode, ha permesso che anche le transazioni in "challange" vengano trattate dalla macchina. Dopo sei mesi di utilizzo del tool antifrode, la macchina impara e capisce quali sono le transazioni buone, ed è in grado di trattare le transazioni in "challange". Questo vuol dire che l'operatore non deve fare più alcuna azione, anzi, la macchina svolge quel ruolo meglio di quanto avrebbe fatto la persona. Abbiamo avuto degli ottimi risultati e una riduzione del tempo di analisi delle transazioni, che prima era di 19 ore, fino a 2 minuti. Uno sgravio di tempo, una velocità nella gestione delle frodi e, soprattutto, un aumento del "conversion rate", che è quello che i merchant si aspettano.

Qual è il vostro posizionamento nel panorama italiano?

HiPay Sentinel è stato introdotto da tantissime aziende. Un caso di particolare successo, di cui abbiamo anche pubblicato una business case, è un merchant che è con noi da ormai due anni, è Trovagomme. Abbiamo notato e misurato il suo conversion rate dal momento in cui ha introdotto il Sentinel rispetto a prima. L'utilizzo di questo tool ha fatto in modo che il suo fatturato aumentasse del 23%, perché l'Authorisation rate ha consentito di lasciar passare delle transazioni positive e quindi si è eliminato e modificato in alcuni momenti l'utilizzo del 3D Secure. Quindi, le transazioni che già erano in fase di conclusione sono andate poi effettivamente a buon fine. Sappiamo che c'è all'incirca il 70% di abbandono del carrello nel momento in cui l'item è già stato messo dentro, e questo deriva molto dal sistema di pagamento che si sta usando e dai vari step che la user experience del metodo di pagamento ti propone. Quindi, inserire dei tool antifrode come ha fatto Trovagomme, fa sì che organicamente le tue vendite aumentino poiché l'utente stava già pagando. Non si tratta di un utente che sono andato a trovare con una nuova attività di marketing, ma uno che voleva pagare. Noi facciamo in modo che la sua transazione vada a buon fine e per il merchant c'è la sicurezza che non sia una frode.

Lavoriamo inoltre con tantissimi altri merchant di vari settori: dai profumi al food, fino al fashion. Per fare qualche nome: Cagi, Kusmi Tea, Profumeriaweb, Superpharma, Agrieuro, The Kooples, Gruppo Sando Maje Claude Pierlot, ecc. Dal fashion alle gomme auto: chiunque venda online può utilizzare queste soluzioni che sono veramente innovative, che li aiuta e li supporta nel business.
HiPay è ovviamente presente anche nel mondo fisico: la soluzione sta diventando sempre più omnichannel, proprio perché questi eCommerce spesso hanno anche dei negozi fisici e c'è l'importanza di avere un dato concreto che racchiuda l'esperienza di acquisto del consumatore.
L'importanza dell'analisi dei pagamenti è veramente essenziale. Abbiamo creato anche un tool di business intelligence, proprio perché abbiamo visto che è fondamentale non si tralasci il dato del pagamento. I pagamenti ci dicono tanto e le aziende devono imparare ad utilizzare questi dati. La nostra piattaforma di business intelligence che è addirittura connessa in Google Analytics, offre uno strumento potente agli eCommerce, e al retail più in generale, che vogliono tenere traccia di un comportamento di acquisto di un loro consumatore su tutti i canali.



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