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   numero di 16/05/2018
Marketing

MorphCast: il riconoscimento del viso come elemento di marketing
Bargagni (Cynny): l'evoluzione del marketing passa dai dispositivi mobili

Il marketing e la comunicazione in generale hanno da sempre la necessità di raggiungere il cliente giusto al momento giusto. Cynny, azienda italiana ha creato una soluzione che permette di raggiungere questo scopo sfruttando gli smartphone, ma al tempo stesso proteggendo la privacy degli utenti. Sappiamo quanto oggi i temi privacy, dati e marketing siano particolarmente sentiti da parte degli utenti e dalle aziende, ma pare che con MorphCast, questo è il nome della soluzione, si sia riusciti a trovare un giusto compromesso. Ne abbiamo parlato con Stefano Bargagni, fondatore di Cynny Spa, l'azienda che ha sviluppato MorphCast, una tecnologia che promette di rivoluzionare il marketing, la user experience delle persone e il Web in generale.
In pratica, si tratta di un nuovo formato multimediale adattativo che coinvolge il pubblico e protegge la privacy attraverso una tecnologia innovativa in grado di riconoscere l'età, il sesso e le espressioni di una persona davanti allo schermo. Tutto questo senza comunicare tali informazioni al sito che si sta visitando. Una vera rivoluzione che trasforma l'individuo in una parte attiva nel suo rapporto con la Rete. Oggi, quando ci colleghiamo a un sito, la nostra posizione, i nostri gusti, le nostre azioni vengono memorizzate con lo scopo di profilarci e inserirci all'interno di un cluster di dati.

Face recognition e privacy: com'è possibile salvaguardare davvero i dati sugli utenti?

Non registrando niente nè in locale nè sui server remoti, ma usandoli solo per creare una interazione istantanea con l'utente che sta guardando la pubblicità. MorphCast, in base a questi rilevamenti istantanei crea una storia diversa e/o interazioni ingaggianti per chi lo sta guardando, mentre lo si guarda e lo fa nel telefonino dell'utente. In pratica, i dati privati non vengono registrati nè gestiti. In tal modo la privacy dell'utente è salvaguardata al 100%. E tutto questo direttamente nel browser e senza dover scaricare o istallare App o estensioni. In pratica, non è la piattaforma servente la pubblicità a targettizzare sugli utenti, ma è il device degli utenti a montare i contenuti adatti al singolo utente raccogliendoli dalla piattaforma servente mentre MorphCast si sviluppa davanti alla sua faccia.

Perché oggi il mobile è davvero al centro delle campagne di marketing e come potete far compiere un passo in avanti concreto alle campagne?

Il mobile è al centro delle campagne marketing perchè la fruizione dei contenuti su mobile ha superato quelli della TV e dei PC, quindi ha maggiore audience rispetto ad altri mezzi e anche perchè con i Big Data le grandi piattaforme pubblicitarie e social network sono in grado di targettizzare in maniera spinta la pubblicità, gestendo dati sensibili degli utenti che hanno spontaneamente, più o meno coscientemente, fornito. Noi possiamo far compiere alle campagne un passo avanti concreto sfruttando il mobile per alcune sue caratteristiche: ha la selfie camera, è un computer con potenza elaborativa sufficiente a far girare la nostra tecnologia di intelligenza artificiale, ed è pressochè personale (raro che uno stesso mobile sia usato da più persone).

Selezionare i contenuti: questo è il punto.

Il nostro sistema si basa sullo spostamento della scelta dei contenuti (componenti il singolo spot pubblicitario), dalla piattaforma al device dell'utente. Il mobile può essere un vero e proprio generatore di campagne ad hoc per il singolo utente creando, peraltro, un maggior engagement. Immaginate un attore che nella campagna si esprime al singolo utente sapendo che è maschio di 35/40 anni, si trova a Firenze, e inoltre può interagire con le espressioni del suo volto e creare un dialogo diretto del tipo "vedo che stai sorridendo, allora ti è piaciuta la scena del gattino, guarda questa, ecc". Come questo semplice esempio, molti casi possono essere creati dai filmmakers non avendo limiti alla creatività e ai contenuti che verranno serviti. Infatti, un video in formato MorphCast può contenere mille scene combinate fra loro ad arte (lavoro del creativo) che poi si estrinsecano in un minuto di filmato sul singolo utente accoppiandone magari solo 10 delle mille (regia in mano all'utente che sta guardando).


Provando a riassumere, quali sono i vantaggi della soluzione rispetto ai sistemi tradizionali?

Innanzitutto portiamo maggiore engagement, creato con l'utente che guarda un filmato in formato MorphCast. Fa sì che quello spot pubblicitario sia guardato veramente e non "skippato" come avviene sovente oggi per i preroll, per esempio. A volte, dalle nostre statistiche, viene guardato più volte perchè sperimentate interazioni diverse (per esempio, che succede se non rido davanti a quella scena?). Il secondo è una targettizzazione molto precisa (e anche emozionale) senza dover gestire dati privati degli utenti. Superamento quindi degli attuali ostacoli provocati dal GDPR in vigore da questo mese, che di fatto, se applicato, risulta essere nel 75% dei casi un vero e proprio ADblocker.



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