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   numero di 14/03/2018
Fare Business

Il 2018 sarà un anno eccezionale per il Mergers and Acquisitions nel settore tech
Korschelt (Klecha & Co.): il mercato sarà trainato dal private equity e dal consolidamento in atto nel settore dei servizi IT e software

In un contesto globale di generale crescita economica con indicatori macro, attesi stabilmente positivi, il settore tech registrerà una crescita superiore a quella di altri comparti.  Non solo dal punto di vista delle performance economiche, ma anche azionarie. Basti considerare che negli ultimi 5 anni l'indice STOXX EU600-Technology ha registrato performance costantemente superiori all'indice STOXX EU600. In particolare, nel 2017, l'indice tech ha registrato una performance maggiore del 52.3% rispetto all'indice generale. Secondo una ricerca di Klecha & Co, tale trend positivo proseguirà e il settore tech - trainato in particolare dalle aziende del settore B2B - continuerà a sovraperformare gli altri indici per i prossimi 12-24 mesi. Da rilevare come il comparto delle quotate tech rappresenti ancora oggi solo l'8% in termini di capitalizzazione sui mercati europei.
Dal punto di vista economico, le aziende del settore tenderanno a beneficiare dei crescenti investimenti in tecnologia: secondo i CEO di Fortune500, la principale sfida che dovranno affrontare sarà proprio quella derivante dalla sempre più rapida evoluzione tecnologica.
La tecnologia è quindi diventata centrale per lo sviluppo delle aziende che hanno iniziato ad acquisirla attraverso un'attività di M&A. Allo stesso tempo, i big player del tech europeo, quali CapGemini, Atos, SopraSteria e Tieto, hanno avviato un processo di consolidamento di un settore che appare ancora molto frammentato: in Europa i top 10 player controllano solo il 30% totale del mercato.
Il settore tech nel 2016 e nel 2017 è stato infatti il primo a livello globale per valore di operazioni di M&A, rispettivamente con 590 e 550 miliardi di dollari stimati. In Europa, nel 2017, il Tech si è attestato in terza posizione per valore di operazioni di M&A con 90 miliardi di dollari, dopo i comparti del real estate e dei trasporti - rispettivamente con valori stimati di 135 e 120 miliardi di dollari.
Se da un lato i big del settore sono impegnati in un processo di consolidamento, dall'altro le piccole società del tech possono essere i target di possibili acquisizioni che ne sosterrebbero l'ulteriore sviluppo. Per queste ultime, secondo il report, la migliore strategia di posizionamento sul mercato sarebbe quella di sviluppare competenze verticali e piattaforme tecnologiche specifiche e avere relazioni significative con pochi grandi clienti che garantirebbero maggior visibilità ed efficienza nella gestione.
Accanto ai player del settore, in ambito M&A ha assunto un ruolo determinante il Private Equity, che ha individuato nel tech un trend crescente guidato dalla costante domanda di soluzioni tecnologiche, può contare a livello globale su 1,1 trilioni di dollari di liquidità da investire e può cogliere le opportunità derivanti dal basso costo della leva finanziaria.
L'aumento dell'interesse per il settore tech ha portato nel 2017 il private equity a chiudere deal per un valore di 70 miliardi di euro rispetto ai 10 miliardi del 2010. I player più attivi per numero di deal nel corso dell'ultimo anno, sono stati: Vista Equity Partners (32 operazioni), Providence Equity Partners (23), KKR (22), Insight Venture Partners (20) e Ta Associates (19).
Secondo il report, il principale ambito tech in cui si concentrerà l'attività di M&A, sia da parte degli operatori del settore che da parte del private equity, è quello dei software. Le aziende di tale specifico comparto registreranno una crescita trainata dalla digitalizzazione in generale e dalla richiesta di applicazioni in ambiti quali cybersecurity, automazione, analytics, regolazione, marketing multicanale e Internet of Things (IoT).
Come già detto, quindi i fondi di PE nel 2018 rimarranno un importante acquirente di asset nel settore dei software IT.
Secondo Kai Korschelt, Managing Director e Responsabile dell'equity research di Klecha & Co., "l'acquisizione di parte di HTC da parte di Google per 1,1 miliardi di dollari e la trattativa in corso tra Qualcomm e Broadcom testimoniano un inizio importante per il 2018 delle fusioni e acquisizioni in ambito tech. Anche a livello europeo l'anno in corso sarà eccezionale per l'M&A. Ci aspettiamo infatti un'accelerazione del processo di consolidamento del settore, che è ancora molto frammentato.

L'M&A sarà inoltre trainato anche dalle aziende non tech, che punteranno sulle acquisizioni per internalizzare la tecnologia necessaria a gestire l'impatto sul business della rivoluzione digitale e culturale in atto. Infine, il settore continuerà ad attirare l'interesse degli operatori del private equity, che contano a livello globale su 1,1 trilioni di dollari di liquidità da investire in un contesto di basso costo della leva finanziaria. Basti ricordare che solo nel 2017 il private equity ha chiuso operazioni nel tech per un valore di 70 miliardi di euro, in decisa crescita rispetto ai 10 miliardi del 2010".



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