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   numero di 14/02/2018
Finanza e investimenti

Sell-off di Wall Street: i mercati non sono ancora fuori gioco
I primi commenti a caldo dopo il brusco calo della borsa USA fatto da alcuni analisti. Tutti concordi che non è ancora il momento del crollo da molti temuto

La repentina discesa degli indici di Wall Street, ha trascinato con sé tutte le borse del mondo. Ma quali sono le analisi di questo fatto non completamente inaspettato? E, soprattutto, co cosa devono attendersi gli investitori?
Secondo Eoin Murray, Responsabile degli investimenti, Hermes Investment Management, "gli investitori possono essere perdonati se hanno pensato che il cielo stesse crollando su di loro guardando ai mercati che reagivano al più grande sell-off su Wall Street degli ultimi sei anni. Vi sono buone e cattive notizie per loro. Quella buona è che non credo che questa sia la grande correzione del mercato che stiamo anticipando da tempo.
Lo scenario conferma un'economia forte, con fondamentali aziendali decenti, e dopo un periodo di una o due settimane prevediamo che i mercati si stabilizzeranno, anche se saranno meno spumeggianti. La cattiva notizia è che attualmente i numeri indicano che gli investitori in ETF, nelle strategie quantitative e nei CTA a bassa volatilità con leva finanziaria sono quelli più colpiti dal sell off. Il mio orizzonte temporale è proiettato nel 2019, anno in cui credo che una tempesta perfetta dei rialzi dei tassi, le politiche di bilancio delle banche centrali e l'inflazione determineranno una correzione del mercato molto più ampia. Prevediamo che questa settimana e la prossima vi saranno ulteriori perdite, visto che il sentimento di euforia degli investitori è finito. Tuttavia, i mercati sono in calo, ma non fuori gioco. Non ancora in ogni caso.
"È importante ricordare che era solo una questione di tempo prima che si verificasse questo tipo di correzione. I mercati finanziari sono stati per troppo tempo estremamente silenziosi e questo non poteva durare per sempre", commenta Andrew Milligan, Head of Global Strategy di Aberdeen Standard Investments. "Ora stiamo assistendo a una presa di profitto trainata da valutazioni tirate e dai timori circa l'aumento dell'inflazione che sta prendendo piede negli Stati Uniti e altrove. Ora la domanda è dove e quando cesserà la correzione di mercato, e nessuno è in grado di dare una risposta definitiva.
Alcuni investitori sono ormai sovraesposti e subiranno le conseguenze di una vendita forzata, ma alla fine i fondamentali torneranno a prevalere.
Gli investitori dovrebbero essere rassicurati nei prossimi giorni e settimane dalla forza dei profitti societari, dai dividendi e dai riacquisti di azioni che gli elevati livelli di liquidità aziendale consentono. L'inflazione è probabilmente destinata a salire nei prossimi mesi, ma non ad aumentare rapidamente. Se gli investitori riusciranno ad adattarsi a questo scenario, allora potrebbe essere possibile arginare il sell-off e innescare un rimbalzo. La cosa peggiore che si possa fare adesso è reagire impulsivamente".

Borse, niente panico

Secondo Peter Rosenstreich, Head of Market Strategy di Swissquote, "l'attuale momento risk-off ha mandato nel pallone i mercati, senza alcuna vera ragione. Se infatti è indubbio che gli Stati Uniti stanno attraversando la fase terminale del ciclo rialzista, Europa, Giappone e Cina si trovano invece nella fase iniziale o mediana di tale ciclo. La debolezza d'Oltreoceano sarà secondo noi controbilanciata da un rafforzamento in altre aree economiche, le preoccupazioni di rialzi dei tassi prematuri sono infondate: serviranno alcuni anni alla Fed per sviluppare un vero e proprio tightening e le altre banche centrali non faranno che emulare come sempre questo approccio. In termini relativi, possiamo dire che la politica monetaria accomodante proseguirà anche nel 2018 e tale contesto non supporterà ulteriore propensione al rischio. Senza considerare che con un dollaro in ulteriore indebolimento l'inflazione europea continuerà a rimanere sotto tono e i rendimenti sui titoli a reddito fisso si manterranno in questa fascia. Ecco perché riteniamo che i mercati europei siano ancora attraenti per ora".

Mantenere la calma

Per Stéphane Furet, CEO di Dorval Asset Management, e Shophie Chevalullier, gestore di Dorval Assest Management, "la combinazione di indici altamente ipercomprati e l'accelerazione della correzione dei tassi ha provocato una correzione dei mercati azionari internazionali (S&P 500 -8%, Eurostoxx 50 -9% da fine gennaio).
La crescita dei salari negli Stati Uniti del +2,9% su base annua a gennaio è in linea con le aspettative della Fed, dopo un 2017 in cui è stata inferiore alle attese. Questa variazione, normale nell'attuale fase del ciclo, determina un forte aggiustamento delle aspettative inflazionistiche e del livello dei tassi d'interesse. La materializzazione di questa revisione provoca una temporanea volatilità dei mercati.
L'analisi di mercato di Dorval Asset Management è quella di una correzione dopo una fase di ipercomprato. I mercati avevano cambiato rotta nell'ambito di un'asimmetria negativa, che li ha resi più vulnerabili alle cattive sorprese".
Il team di investimenti di Dorval AM non ritiene che i tassi e l'inflazione siano un problema sostenibile, tanto più che le banche centrali continuano a volere questo supplemento di inflazione. La correzione del mercato obbligazionario statunitense è già a buon punto. In un contesto di crescita globale vigorosa e visibile, l'attuale consolidamento delle borse mondiali sta ripristinando il potenziale a medio termine delle azioni.

"Il movimento degli indici azionari visto nei giorni scorsi non è un movimento supportato da valutazioni economiche. Le tempistiche e modalità del movimento al ribasso indicano con poco margine di dubbio che a generarlo siano stati operatori intelligenti ma non pensanti". Questo il commento dell'Ufficio studi di Marzotto Sim. "I sistemi di trading che utilizzano calcoli algoritmici per seguire trends sono molto differenti tra loro. Per seguire i trends, alcuni utilizzano posizioni corte o lunghe su titoli, derivati ed ETFs; altri usano esclusivamente opzioni su indici o su ETFs; altre ancora operano sulla volatilità. Ma quando si tratta di intervenire sul mercato perché determinati livelli sono stati toccati, come il lupo, difficilmente si muovono da soli.
Il meccanismo per cui un determinato prezzo innesca la vendita da parte di un sistema che a sua volta spinge i prezzi a livelli che innescano altre vendite è abbastanza raro. Negli ultimi anni è accaduto un paio di volte.
Bisognerà capire se questi lupi sono affamati, se non lo sono, e noi non siamo pecore, basterà non scappare e mostrare che non si ha paura. Se oggi gli indici americani manterranno i livelli attuali ci aspettiamo un rimbalzo con l'obiettivo di ritornare ai livelli pre-storno per la fine del mese".



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