Usa il mouse, frecce o sfoglia se touch
   numero di 06/12/2017
Finanza e investimenti

Peer-to-peer lending per far crescere le imprese ed investire in sicurezza i risparmi
Salandin (The Social Lender): siamo il punto d'incontro tra le aziende che vogliono finanziarsi e gli investitori che intendono investire nell'economia reale ottenendo le giuste remunerazioni

In un periodo di "credit crunch" come quello che da tempo attraversa l'Italia, non è facile per le aziende finanziare i propri progetti, ampliare e strutturare il proprio business, per quanto siano innovative. E allo stesso modo in un mondo a tassi di interesse prossimi allo zero, è sempre più difficile per gli investitori trovare rendimenti adeguati senza affrontare profili di rischio azzardati. Oggi però è possibile coniugare entrambe le esigenze, con reciproca soddisfazione. Ne abbiamo parlato con Silvano Salandin, CEO di The Social Lender.

Cosa intendete per peer-to-peer lending?

Il peer-to-peer lending rappresenta un punto d'incontro e di continua informazione per i protagonisti dell'economia reale, oltre che uno strumento che permette di anticipare ed in parte accogliere, le nuove tendenze di un mercato in evoluzione. Un mercato caratterizzato da canali di accesso al credito tradizionali che faticano a supportare lo sviluppo dell'economia reale, e dove sia la comunità finanziaria (Prestatori) sia quella economica (Richiedenti) hanno bisogno di un marketplace che permetta di soddisfare le reciproche esigenze in termini di crescita del business da un lato e rendimento dei risparmi dall'altro, un marketplace caratterizzato anche da una spiccata facilità d?uso.

Quale è il connubio tra gli attori principali di questo nuovo business?

L'equilibrio tra domanda e offerta che si viene a creare è determinata dall'interazione tra i soggetti principali, la realizzazione dei progetti innesca un meccanismo che concorre all'aumento concreto delle attività economiche che a loro volta comportano l'espansione dell'occupazione, una sorta di Economia Circolare.
L'interazione tra Richiedenti e Prestatori comporta a sua volta la creazione di una Asset Class destinata a crescere notevolmente, con la prospettiva di andare a ricoprire un ruolo cardine nel panorama della Finanza, una Asset Class caratterizzata da peculiarità precise che emergono sottoforma di veri e propri "direct lending".

Come vi posizionate nel panorama dell'offerta di canali di finanza alternativa?

La nostra piattaforma, per definizione, esula dal comparto legato al canale del credito tradizionale, ma in parte si contraddistingue anche dal settore FinTech. A dire il vero coniuga gli aspetti positivi di entrambe le filosofie: da un lato accoglie dalla Old Economy la sensibilità di ascoltare le esigenze degli imprenditori e la capacità di proporre piani di rientro ad-hoc; dal lato della New Economy, invece, la piattaforma acquisisce ed offre la rapidità dei procedimenti e la tecnologia più avanzata.
L'accezione social fa poi riferimento al fatto che lo strumento del peer-to-peer lending è "aperto a tutti" e non rivolto a particolari categorie. Infatti ci rivolgiamo, lato Richiedenti, a PMI, Startup, microimprese ma anche Reti Franchising e Reti d'Impresa; lato Prestatori invece siamo indirizzati ad investitori sia privati sia istituzionali, professionali e non.
The Social Lender nasce anche per mettere i Prestatori nella condizione di poter autonomamente e consapevolmente scegliere e decidere a quali progetti destinare liquidità, sulla base della completezza e della semplicità delle informazioni offerte dalla piattaforma stessa. Una centralità decisionale che negli anni è venuta sempre meno, a causa di soluzioni gestionali dei risparmi sempre più centralizzata ed asettica.
L'assistenza continuativa ed il Controllo di Gestione e Servizio di Tesoreria sono, per esempio, due cardini della nostra attività. Il primo è un servizio che abbiamo deciso di implementare al fine di mantenere rapporti trasparenti con tutti i nostri interlocutori: siamo sempre a disposizione in caso di necessità e forniamo inoltre tutta una serie di reportistica relativa gli andamenti della piattaforma, oltre che una panoramica delle tendenze nazionali ed internazionali inerenti il settore FinTech.
La Tesoreria ed il Controllo di Gestione ricoprono un ruolo fondamentale per il corretto funzionamento dell'attività della piattaforma: rappresentano un servizio ad elevato valore aggiunto, in quanto garantiscono tanto al Prestatore quanto al Richiedente la trasparente e coerente transizione della liquidità ed utilizzo della stessa.

Nello specifico si tratta del monitoraggio delle transazioni in entrata ed in uscita dal conto di pagamento intestato al Richiedente, all'interno del quale confluisce il denaro ricevuto dai Prestatori, unitamente ad un'analisi economica dei dati consuntivi rispetto al budget, comprensiva di analisi patrimoniale del ciclo mercantile e degli indici di bilancio reddituali, finanziari e patrimoniali.

Come interpreta il mercato attuale della finanza in relazione all'importanza rilevata dal peer-to-peer lending?

L'Italia è il secondo Paese al mondo con più risparmi familiari dopo il Giappone. Di questi risparmi quelli dati in gestione a fondi d'Investimento o SGR, vengono investiti per il 95% in strumenti finanziari internazionali.
Un secondo paradosso è che le aziende italiane quotate alla Borsa Italiana sono partecipate in maggioranza da fonti finanziarie di provenienza sempre internazionale. Questo scenario ci ha suggerito di proporre al risparmiatore di investire parte della propria liquidità privata nell'economia reale, incentivando la ripresa e la crescita del nostro stesso Paese.



Finanza e investimenti


Condividi su LinkedIn numero di 06/12/2017
Torna al SOMMARIO








SEGUICI