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   numero di 29/11/2017
Finanza e investimenti

Ricchezza globale trainata dagli USA. Ma ancora per quanto?
Gli Stati Uniti ospitano il più elevato numero di persone che rientra nell'1% più facoltoso del pianeta nonché il 43% degli attuali milionari mondiali. Cresce però l'indebitamento delle famiglie

Nei dieci anni successivi all'inizio della crisi finanziaria globale, secondo il Global Wealth Report 2017 del Credit Suisse Research Institute la ricchezza globale è cresciuta del 27%.
Nei 12 mesi fino alla metà del 2017 la ricchezza mondiale è cresciuta più velocemente rispetto agli ultimi anni, e la ricchezza media pro capite tra la popolazione adulta ha raggiunto un nuovo record. Dall'ottava edizione del Global Wealth Report emerge che da metà 2016 a metà 2017 la ricchezza mondiale complessiva è aumentata a un tasso del 6,4% (o di 16,7mila miliardi di dollari) - il più elevato dal 2012 - fino a raggiungere 280mila miliardi di dollari.
Tale incremento riflette i guadagni realizzati su vasta scala nei mercati azionari, in combinazione con incrementi analoghi in campo non finanziario, che per la prima volta hanno toccato livelli superiori a quelli del 2007, anno precedente alla crisi.
La crescita della ricchezza ha anche superato la crescita della popolazione; il patrimonio medio pro capite tra la popolazione adulta è cresciuto quindi del 4,9%, fino a raggiungere un nuovo massimo storico di 56.540 dollari.
Secondo Urs Rohner, presidente del Credit Suisse Research Institute e del Consiglio di amministrazione di Credit Suisse Group, "un decennio dopo l'inizio della crisi finanziaria globale, si registra un aumento notevole della ricchezza in tutte le regioni del mondo. La Svizzera, nostro mercato domestico, ha segnato in questo periodo una crescita della ricchezza pro capite della popolazione adulta pari al 40%, rimanendo leader mondiale. In questa edizione del Global Wealth Report del Credit Suisse Research Institute analizziamo le prospettive di ricchezza dei Millennial, che negli ultimi anni hanno dovuto affrontare maggiori difficoltà rispetto alle generazioni meno giovani".

I principali risultati del report

Il rapporto di quest'anno verte in particolare sul tema dei Millennial e sulle loro prospettive di accumulazione di ricchezza. Nel complesso, dai dati emerge uno "svantaggio Millennial" dovuto, ad esempio, a norme più rigide per l'accesso alle ipoteche, aumento dei prezzi delle abitazioni, maggiori disparità e minore mobilità di reddito: si tratta di ostacoli alla costituzione del patrimonio per i giovani lavoratori e risparmiatori in molti paesi. Vi sono tuttavia anche note positive, con il recente aumento del numero di miliardari di età inferiore a 30 anni nonché un quadro più positivo in Cina e in altri mercati emergenti.
Gli Stati Uniti hanno proseguito la loro avanzata dopo la crisi finanziaria, favoriti da solide condizioni di mercato. Il Paese ha contribuito con 8,5 mila miliardi di dollari alla crescita della ricchezza mondiale: una quota che equivale alla metà della ricchezza generata a livello globale nell'arco di 12 mesi fino alla metà del 2017.
La stabilità in Europa ha reso possibile un incremento della ricchezza del 6,4% nell'intero continente, in linea con la crescita registrata a livello globale. Quattro paesi dell'Eurozona (Germania, Francia, Italia, Spagna) hanno raggiunto la top ten dei paesi con i maggiori incrementi in termini assoluti. Nel Regno Unito le prospettive restano incerte, nonostante la ripresa dopo le perdite causate dal voto sulla Brexit dello scorso anno.
La Svizzera nel 2017 si conferma leader globale in termini di ricchezza media e ricchezza mediana per adulto.
La ricchezza mediana è cresciuta nella maggior parte delle regioni, ma resta al di sotto del livello massimo raggiunto nel 2007. Solo la Cina ha raggiunto un nuovo apice di ricchezza mediana. La classifica dei dieci paesi con i livelli più elevati di ricchezza mediana rispecchia in larga misura quella riguardante la ricchezza media, anche se, grazie a disparità inferiori alla media, Italia e Giappone si collocano tra i top ten.
A medio termine, si prevede che le economie emergenti genereranno ricchezza a un ritmo più sostenuto rispetto ai paesi sviluppati.
Tra le componenti patrimoniali, solo gli investimenti finanziari hanno registrato significativi incrementi dal 2007; gli attivi non finanziari quest'anno hanno superato per la prima volta i livelli del 2007, crescendo del 2%. Dall'inizio del secolo, il debito è aumentato rapidamente fino alla crisi finanziaria (9%), ma da allora è risultato stazionario e non ha mai raggiunto i picchi del 2007. Il debito pro capite è attualmente inferiore del 3% al livello del 2007.

USA primi per crescita della ricchezza globale. Hanno già raggiunto il loro picco massimo?

Nell'ultimo anno è proseguito il buon andamento dell'attività economica e dei mercati finanziari negli Stati Uniti, che ha portato a un aumento della ricchezza per il nono anno consecutivo. Gli Stati Uniti sono riusciti a contribuire alla ricchezza globale complessiva in ragione di 8,5 mila miliardi di dollari - una quota che equivale alla metà dell'incremento totale mondiale degli ultimi 12 mesi - principalmente grazie ad attivi finanziari più solidi.
Da un raffronto dell'incremento della ricchezza tra i Paesi emerge che gli USA sono tornati in testa alla classifica con una crescita di cinque volte superiore all'incremento registrato in Cina (1,7mila miliardi di dollari), che si piazza al secondo posto. Oggi la ricchezza del Paese è stimata intorno a 93,6mila miliardi di dollari, pari al 33% della ricchezza globale.
Gli Stati Uniti ospitano il più elevato numero di persone che rientra nell'1% più facoltoso del pianeta nonché il 43% degli attuali milionari mondiali. Questo ritmo di crescita è sostenibile? "Finora la presidenza Trump è stata caratterizzata da prosperità tra le imprese e crescita dell'occupazione, anche se non va trascurato il ruolo di costante sostegno della Federal Reserve, e la disparità di ricchezza rimane una questione fondamentale", commenta Michael O'Sullivan, CIO di International Wealth Management presso Credit Suisse. "In prospettiva, tuttavia, le valutazioni di mercato elevate e i prezzi degli immobili potrebbero frenare il ritmo di crescita nei prossimi anni".

Crescita stabile in Europa a un anno dal voto sulla Brexit. L'outlook per UK resta incerto

L'Europa ha registrato il secondo maggiore incremento della ricchezza in termini assoluti tra le diverse regioni (4,8 mila miliardi di dollari), con un tasso di crescita equivalente a quello globale pari al 6,4%.
Il Regno Unito si lascia alle spalle un anno tumultuoso dopo il voto favorevole all'uscita dall'UE; ciononostante, la ricchezza per adulto è salita del 2% in sterline, anche se in dollari risulta inferiore dell'1%. Le prospettive sono incerte: per via dell'impatto della Brexit sui mercati finanziari e del deprezzamento della sterlina, si stima che la ricchezza nel Regno Unito in dollari USA diminuirà dello 0,9% nei prossimi cinque anni. Ciò è riconducibile soprattutto a una svalutazione attesa della sterlina pari al 4% entro il 2022.
Raffrontando l'incremento della ricchezza a livello di Paesi, la forte posizione dell'Eurozona si riflette nei livelli di crescita di Germania, Francia, Italia e Spagna, che rientrano tutti nella classifica dei dieci Paesi con i maggiori incrementi patrimoniali. Insieme hanno contribuito in ragione di 3,1mila miliardi di dollari, o quasi il 20%, alla crescita della ricchezza a livello globale. In termini percentuali, la Polonia risulta il paese che ha registrato la maggiore crescita del patrimonio detenuto dalle famiglie (18%), soprattutto a causa dell'aumento dei prezzi azionari.
La Svizzera è ancora in testa alla classifica per ricchezza media pro capite tra la popolazione adulta. Dall'inizio del ventunesimo secolo la ricchezza per adulto in Svizzera è aumentata del 130%, raggiungendo 537 600 dollari, un incremento dovuto in gran parte all'apprezzamento del franco svizzero rispetto al dollaro USA tra il 2001 e il 2013.

Nella top ten della ricchezza per adulto rientrano nel 2017 anche altri cinque Paesi europei: Norvegia, Danimarca, Belgio, Regno Unito e Francia. La ricchezza totale dell'Eurozona, pari a 53mila miliardi di dollari nel 2017, è paragonabile a quella statunitense alla fine degli anni Novanta.

Prospettive per la ricchezza per i prossimi cinque anni

Secondo il rapporto, la ricchezza globale continuerà a crescere a un ritmo analogo a quello degli ultimi cinque anni (crescita stimata del 3,9% e crescita rilevata del 3,8% negli ultimi cinque anni), seppure inferiore alla stima precedente del 5,4%. Sulla scorta di queste previsioni aggiornate, la ricchezza mondiale dovrebbe raggiungere 341 mila miliardi di dollari entro il 2022.
Si ritiene che le economie emergenti genereranno ricchezza a una velocità superiore a quella dei Paesi sviluppati e raggiungeranno probabilmente una quota del 22% della ricchezza globale alla fine dei cinque anni. Tuttavia, la produzione di ricchezza in tali economie è più lenta del previsto. Non sorprende che, stando alle previsioni, il contributo più consistente proverrà dalla Cina ed è stimato intorno ai 10 mila miliardi di dollari, ossia un aumento del 33%.
L'outlook per il segmento dei milionari è più positivo di quello riguardante la base della piramide della ricchezza, con un incremento del 22% - da 36 milioni attuali a 44 milioni di persone nel 2022 - rispetto a una riduzione di appena 4% per la fascia più bassa della piramide.
Nei prossimi cinque anni la ricchezza proveniente da attivi non finanziari supererà lievemente quella di origine finanziaria di circa l'1% l'anno.
Si prevede inoltre un aumento più sostenuto del debito rispetto al patrimonio finanziario e non finanziario nei prossimi anni, dopo un periodo di stabilità tra il 2007 e il 2010.
Infine, l'altra faccia della medaglia: l'indebitamento delle famiglie dovrebbe aumentare del 37% nei prossimi cinque anni, fino a raggiungere il 15% delle attività lorde.



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