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   numero di 15/11/2017
Fare Business

Il business è sempre più green
Crisciotti: (DNV GL): c'è ancor margine nella supply chain. Le imprese dovrebbero riconoscere l'influenza che possono esercitare sui loro fornitori per migliorare la sostenibilità della filiera

La gestione ambientale si evolve da semplice "opzione green" ad asset strategico per le imprese: una tendenza guidata da consumatori sempre più attenti alla sostenibilità dei prodotti. Sono questi i risultati che emergono da una ricerca condotta a livello globale su un campione di più di 1.700 professionisti dall'ente di certificazione DNV GL con il supporto dell'istituto di ricerca internazionale GfK Eurisko, con lo scopo di indagare l'approccio delle aziende nei confronti della gestione ambientale.
I risultati della ricerca 2017 sono stati comparati a quelli di uno studio analogo condotto nel 2014, al fine di analizzare le principali tendenze globali e i cambiamenti nella percezione della gestione ambientale da parte del settore privato.
La ricerca mostra come le richieste del consumatore siano al centro del business sostenibile: la domanda da parte dei clienti (indicata dalla metà dei rispondenti) è il driver che registra la più alta crescita percentuale, con un incremento di 15 punti rispetto al 2014. Si tratta del secondo fattore per importanza, alle spalle solo della necessità di essere conformi a leggi e normative (77%).
Anche la pressione da parte di altri stakeholder si fa sentire, opzione indicata da un quarto dei rispondenti, con una crescita del 10% rispetto alla ricerca precedente. Le sfide che le imprese di tutto il mondo affrontano attualmente sono grossomodo le stesse di tre anni fa. Il rischio maggiore è legato alla gestione dei rifiuti e, in particolare, al loro smaltimento (55%), al trattamento di materiali pericolosi (44%) e allo scarico delle acque reflue (36%).

Investimenti in crescita, ma minor attenzione alla supply chain

Tra le imprese intervistate, il 74% afferma che la gestione ambientale è un fattore rilevante all'interno della strategia aziendale complessiva e il 45% è intenzionato ad aumentare gli investimenti per la gestione ambientale. Dallo studio emerge che, nel mondo, la quasi totalità delle imprese (96%) ha portato a termine almeno un'azione concreta per valutare o mitigare i rischi ambientali nel corso del 2017.
Le principali iniziative avviate sono state: monitoraggio per la verifica della conformità ai requisiti di legge (indicato dal 73% del campione), manutenzioni regolari per minimizzare l'impatto ambientale (70%) e regolari valutazioni d'impatto (65%). Nonostante vi sia attenzione crescente rispetto alle proprie attività e operazioni interne, solo un'azienda su tre mette in atto un programma di gestione ambientale nei confronti dei propri fornitori. Si tratta di un numero minore rispetto alle attese, vista l'importanza dei fornitori per gli stakeholder esterni.
Secondo Luca Crisciotti, CEO di DNV GL - Business Assurance, "è incoraggiante notare il trend positivo delle aziende nei confronti della gestione ambientale. Ma c'è ancora margine di miglioramento quando si tratta della catena di approvvigionamento. Le imprese dovrebbero riconoscere l'influenza che possono esercitare sui loro fornitori per migliorare la sostenibilità della filiera in senso ampio, così come è avvenuto per i consumatori".


Il valore aggiunto delle certificazioni

Una diminuzione del numero di incidenti ambientali (indicato dal 52% dei rispondenti) è il principale beneficio raggiunto dalle imprese intervistate grazie agli sforzi nei confronti della gestione ambientale. Un miglioramento delle relazioni con le autorità competenti (48%), risparmi economici (40%) e vantaggi competitivi (36%) sono gli altri benefici citati dagli intervistati.
Circa l'80% delle imprese intervistate ritiene, infine, che un sistema di gestione ambientale basato sullo standard internazionale ISO 14001 e una certificazione di terze parti generi valore aggiunto per il business. In particolare, la certificazione viene considerata un aiuto importante per la conformità alle normative (77%) e per il miglioramento delle performance generali (72%).



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