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   numero di 08/11/2017
Idee e opinioni

La nuova generazione manageriale
Quando un banale dialogo su un treno diventa illuminante

Ma i giovani manager di oggi, gli aspiranti capi azienda di domani leggono le nostre recensioni?
Seguono e mettono in pratica i decaloghi del manager di successo?
Qualche volta si è spinti a credere che ciò avvenga, con una malcelata soddisfazione personale; altre volte si piomba nel più cupo sconforto, allorquando si tocca con mano che suggerimenti e nuove regole sono lasciate nelle pagine di un libro (o peggio ancora nei tablet) oppure negli ebook.
Venerdì 27 ottobre, a bordo del Freccia Rossa 9536, nella tratta Bologna-Milano, Business, carrozza 2a, posti 13X e 14X, siedono due giovani rampanti (max 35 anni), della Milano da bere che fu. Non capisco se siano advisor di una banca o di un fondo, oppure revisori, o avvocati d'affari. Poco conta, credo.
Vestiti uguali, tolta la cravatta che fa presagire l'evasione del week end, si siedono ed iniziano a parlare della loro giornata.
Voce alta, sgraziata e rauca, tre devices a testa tra portatili di ultima generazione e tablet, cuffiette bianche d'ordinanza, riduttore per caricare le esauste batterie.
Discorsi al limite del ridicolo:
"Devi rileggere attentamente il memorandum prima di circolarlo";
"Dobbiamo circostanziare la way out";
"Kpi, non vede il KPI progression!".

Tutto condito dal verbo dall'espressione più di moda: "Figo!", "Figata!".
Ebbene, mi chiedevo disconnettendomi da tale banalità e piattezza, ma dov'è lo scatto d'orgoglio e di qualità che tanto diciamo serva a questo Paese per rialzarsi e passeggiare? (non dico certo correre)?
In cosa pecca la futura classe dirigente?
Connessi sono connessi, ci mancherebbe? Curati nell'apparenza certamente lo sono. Indossavano abiti che dopo una giornata di lavoro non facevano una piega. E seduti sono stati seduti, almeno nella tratta Bologna-Milano.

Due cose mi sono balzate agli occhi. L'educazione, e questa è manchevolezza trasversale al Paese, e l'audacia di non parlare per frasi fatte e adagiarsi, mollemente, su stilemi consolidati.
Ecco, riacquisire una capacità di autodeterminazione nel comunicare ed atteggiarsi con gli altri. Prima qualità di un manager che voglia distinguersi.
E Dio solo sa se ne abbiamo bisogno?

@federicounnia - Consulente in comunicazione



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