Usa il mouse, frecce o sfoglia se touch
   numero di 08/11/2017
Finanza e investimenti

Il Renminbi cinese è la nuova valuta rifugio in Asia?
Tay (Loomis, Sayles & Company): la Cina è un creditore netto degli altri Paesi ma finchè non consentirà una vera circolazione libera di capitali nei due sensi, sarà difficile capire la situazione

Le recenti mosse di politica monetaria della banca centrale cinese, e l'andamento dei flussi valutari sui mercati, fanno apparire il renmimbi sotto una luce diversa. Specialmente in un momento critico tra euro e dollaro. Abbiamo parlato con Celeste Tay, analista senior del debito sovrano di Loomis, Sayles & Company (NGAM).

Il renminbi cinese ha scalzato lo yen giapponese diventando la nuova valuta rifugio in Asia?

Vista la recente forza del renminbi, l'intensificarsi delle tensioni geopolitiche in Asia e la prossimità del Giappone alla Corea del Nord, alcuni commentatori del mercato sono giunti a questa conclusione. È vero che il renminbi è stata la valuta asiatica con la migliore performance dell'anno, e che condivide alcune caratteristiche distintive delle valute tradizionalmente ritenute proprie dei "beni rifugio", ma non ne sono convinta. Credo che la recente forza del renminbi dipenda più dai cambiamenti della politica monetaria della Banca centrale cinese (PBOC) piuttosto che dal fatto che gli investitori considerino la valuta un approdo sicuro in periodi di turbolenza. Inoltre, non penso che il renminbi abbia delle caratteristiche migliori come "bene rifugio" rispetto allo yen.

Come spiega le misure volte ad accentuale il controllo sulla valuta dalla PBOC?

Nel mese di maggio, la PBOC ha introdotto una nuova "variabile anticiclica" per ridurre la volatilità di breve termine del renminbi rispetto al dollaro statunitense. Il nuovo processo della variabile anticiclica rafforza la capacità delle autorità cinesi di influenzare la valuta, aggiungendo un'altra variabile imprecisata al prezzo di chiusura della seduta precedente per fissare il cambio di riferimento del giorno.
Questo intervento è stato significativo perché ha segnalato come la PBOC abbia voluto attenuare le oscillazioni di breve termine del renminbi non in linea con quello che riteneva il suo "fair value." Ho interpretato questo orientamento come se la PBOC avesse percepito che il renminbi fosse ritornato a un livello più in linea con il fair value dopo quasi due anni di deprezzamento in termini di tasso di cambio effettivo reale (REER). In breve, la PBOC ha semplicemente smesso di lasciar deprezzare il renminbi in termini di REER. A mio avviso, la ragione principale alla base della recente forza della valuta è proprio questo cambiamento di politica

Quanto incide il problema della circolazione dei capitali sullo status del renminbi come valuta rifugio?

La Cina ha un considerevole avanzo nella posizione corrente degli investimenti internazionali netti (NIIP), che la rende un creditore netto degli altri Paesi. Le valute considerate "beni rifugio" sono associate generalmente ai Paesi che hanno un avanzo di NIIP. Durante i periodi di avversione al rischio, i Paesi con un avanzo di NIIP di solito vedono le proprie valute apprezzarsi perché gli investitori fanno rimpatriare gli attivi esteri. Questa tendenza può far aumentare la domanda di valuta domestica. L'avanzo della NIIP cinese è molto ampio, e soddisfa la condizione di avanzo di NIIP richiesta per una valuta effettivamente "bene rifugio", ma la sua NIIP rimane ancora notevolmente minore di quella del Giappone (il Giappone è il maggior Paese creditore al mondo). Il punto più importante è che esistendo ancora dei controlli parziali sui capitali per il renminbi, è difficile determinare con certezza il vero valore della NIIP nel caso in cui i conti di capitale fossero completamente aperti. Fino a quando la Cina non consentirà una vera circolazione libera di capitali nei due sensi, sarà difficile capire se il renminbi sia una valuta effettivamente "bene rifugio".



Finanza e investimenti


Condividi su LinkedIn numero di 08/11/2017
Torna al SOMMARIO








SEGUICI