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   numero di 01/11/2017
Fare Business

L'80% delle imprese investe in Intelligenza Artificiale ma prevede ostacoli significativi
Kureishy (Think Big): sarà la nuova figura del Chief AI Officer a dare forma alla strategia e garantire ROI da queste tecnologie

A livello mondiale l'80% delle imprese, un numero enorme, sta investendo oggi in Intelligenza Artificiale (AI), ma almeno uno su tre dei più alti dirigenti aziendali è convinto che la loro società avrà bisogno di investire di più nei prossimi 36 mesi per tenere il passo con i concorrenti. Al contempo le imprese prevedono significative barriere all'adozione di soluzioni AI e stanno cercando di mettere a punto strategie per rispondere a questi problemi creando una nuova posizione dirigenziale, il Chief AI Officer (CAIO) per razionalizzare e coordinare l'adozione dell'Intelligenza Artificiale. Questi risultati scaturiscono dall'indagine eseguita su un campione di 260 grandi organizzazioni che operano a livello mondiale, condotta da Vanson Bourne, una delle principali società di ricerche di mercato dell'industria tecnologica, per conto di Teradata.
"C'è una tendenza importante che emerge evidente da questa indagine: oggi le imprese vedono l'AI come una priorità strategica che aiuterà a superare la concorrenza nei rispettivi mercati," spiega Atif Kureishy, Vice President Emerging Practices di Think Big, un'azienda Teradata. "Ma per sfruttare il pieno potenziale di questa tecnologia e ottenere il massimo ROI, queste aziende dovranno rivedere le loro strategie e assegnare all'AI un ruolo fondamentale in tutta l'organizzazione aziendale, dal data center al Consiglio di Amministrazione".

Le aziende stanno raddoppiando gli investimenti in AI

I risultati dell'indagine hanno riscontrato che le aziende sono ottimiste e si aspettano che i loro investimenti in AI vengano premiati. I settori in cui gli intervistati si aspettano che l'AI avrà l'impatto maggiore sono l'IT, la tecnologia e le telecomunicazioni (59%), i servizi aziendali e professionali (43%), mentre i servizi ai clienti e i servizi finanziari sono stati relegati al terzo posto (32%).
Le prime tre sfide che le aziende pensano possano essere affrontate positivamente dall'AI con un conseguente incremento delle entrate sono: innovazione di prodotto/ricerca e sviluppo (50%), servizio clienti (46%), supply chain e operazioni (42%). Il che rispecchia alcune delle principali aree di investimento AI, e cioè la customer experience (62%), l'innovazione di prodotto (59%) e l'eccellenza operativa (55%).
Se il tasso di adozione dell'AI è elevato e le aziende prevedono che presto essa si dimostri una scelta più che valida, ci sono anche grandi possibilità per la sua attuazione futura:
- L'80% degli intervistati afferma che una qualche forma di AI è già in essere nella loro organizzazione, anche se il 42% afferma che c'è molto spazio per un'ulteriore implementazione in tutto il business.
- Il 30% crede che la propria organizzazione non stia investendo abbastanza e dovrà investire di più nelle tecnologie AI nei prossimi 36 mesi per stare al passo con i concorrenti che operano nel loro settore.
- In media, le aziende intervistate stanno oggi investendo 6,47 milioni di dollari nella tecnologia AI - questa cifra sale a 8,25 milioni di spesa media per le aziende operanti nell'Asia Pacifica.
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Le sfide future

Quasi tutti gli intervistati stanno sperimentando barriere all'adozione dell'AI e al suo ROI, come avviene per quasi tutte le tecnologie emergenti. Le aziende sono pronte a continuare a investire in AI, probabilmente a causa dei benefici che i dirigenti e i decisori IT pensano che l'AI porterà in termini di risparmio di tempo e di costi, ma vedono barriere importanti nella mancanza di infrastrutture IT e di accesso ai talenti. Sorprendentemente, i leader aziendali non sono preoccupati per l'impatto che l'AI e l'automazione avranno sul morale dei dipendenti, solo il 20% lo vede come una barriera.
- Il 91% prevede ostacoli alla realizzazione dell'AI: al primo posto la mancanza di infrastrutture IT (40%) e di accesso ai talenti (34%), seguiti dalla mancanza di risorse economiche per l'implementazione (30%), da complicazioni in materia di politiche, regolamenti e diritti (28%) e dall'impatto sulle aspettative dei clienti (23%). Al contrario, solo il 19% si preoccupa della possibile debolezza dei business case per le tecnologie AI e solo il 20% è preoccupato per l'impatto dell'AI e dell'automazione sul morale dei dipendenti.
- Le imprese prevedono una quasi uguale ripartizione tra gli incrementi dei ricavi (53%) e il risparmio/efficenza sui costi (47%) derivanti dai loro investimenti in AI.
- Solo il 28% degli intervistati afferma che la loro organizzazione ha personale interno sufficientemente preparato per acquistare, realizzare e implementare soluzioni di AI.

Che stategie stanno implementando le aziende per ottenere ROI dall'AI?

Se oggi i responsabili aziendali contano sugli attuali leader tecnologici come CIO e CTO per portare avanti adozione e strategia relative all'AI, pensano però che in futuro l'AI sarà così rilevante per l'azienda che per per creare una strategia efficace avranno bisogno di un CAIO (Chief AI Officer).
- Il CIO (47%) e il CTO (43%) sono le figure aziendali coinvolte oggi, ma il 62% degli intervistati afferma di prevedere in futuro la creazione di un ruolo dedicato: il CAIO (Chief AI Officer).
- Le aziende prevedono per i prossimi 5 anni un ROI di 1,99 dollari per ogni dollaro investito oggi, e di 2,87 dollari nei prossimi dieci anni.

- I settori che prevedono gli impatti maggiormente positivi sono: IT, tecnologia e telecomunicazioni (59%); business e servizi professionali (43%); servizi al consumo (32%); servizi finanziari (32%); manufacturing e produzione (31%).

Una tecnologia che durerà a lungo

Negli ultimi anni si è molto parlato di AI come di una soluzione concreta e di una solida strategia di business, e questo sondaggio mostra che le aziende stanno già oggi ottenendo vantaggi dell'adozione dell'AI.
"La nostra azienda continua ad adottare soluzioni AI in tutti i settori in cui operiamo, e stiamo sperimentando che è davvero un efficace differenziatore che ci aiuta a creare opportunità di semplificazione delle operazioni e di aumento delle entrate", afferma Nadeem Gulzar, Head of Global Analytics di Danske Bank. "Trovare i migliori talenti è sempre una sfida nei settori tecnologici emergenti e avere sia opzioni basate sul servizio sia prodotti pronti sarà importante per colmare il divario mentre continuiamo a investire in questa tecnologia".
Le aziende prevedono che l'AI sarà una tecnologia che durerà a lungo, e progettano di raddoppiare i loro investimenti in cinque anni e triplicarli entro 10 anni. Ma per massimizzare questo ROI le aziende si rendono conto che devono ri-immaginare come l'AI modificherà tutti gli aspetti delle loro attività, e che devono creare una strategia opportunamente agile.



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