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   numero di 18/10/2017
Finanza e investimenti

Elezioni anticipate in Giappone: quali le implicazioni per i mercati?
Berardi (Amundi AM): ci si aspetta maggiore volatilità nel caso dello scenario più rischioso. Le politiche dovrebbero probabilmente cambiare ma ad oggi non è chiaro in che modo

Il primo ministro Abe ha indetto nuove elezioni anticipate in Giappone. Una mossa a sorpresa che apre a nuovi scenari. Ne parlano Alessia Berardi, Senior Economist; Yasunori Iwanaga, CFA CIO; e Japan, Shinichiro Arie, CFA Head of Fixed Income Japan di Amundi Asset Management.

Il Primo Ministro giapponese Abe ha annunciato lo scioglimento della Camera dei Rappresentanti, aprendo così la strada a elezioni anticipate ad ottobre. Qual è la vostra opinione in merito?

Alessia Berardi: la richiesta di Abe di elezioni anticipate per la Camera bassa ha lo scopo di assicurare al Partito Liberal Democratico (LDP) una maggioranza con una durata superiore rispetto alla naturale scadenza prevista per il prossimo anno. Al momento, l'opposizione è ancora poco organizzata e una vittoria del partito di Abe appare l'ipotesi più probabile. Tuttavia, il governatore di Tokyo, Yuriko Koike potrebbe mettere a rischio questo scenario.
Koike ha appena formato un partito nazionale e, se stringesse alleanze con gli altri partiti dell'opposizione, potrebbe rendere la prospettiva della vittoria di Abe più incerta. Lo scenario di base che si prospetta per il risultato delle elezioni è a favore di Abe e del suo partito. Questo potrebbe dare un segnale di continuità nelle politiche economiche con impatti limitati sui mercati.
Ci si aspetta maggiore volatilità nel caso dello scenario più rischioso: le politiche dovrebbero probabilmente cambiare ma ad oggi non è chiaro in che modo. Un paio di dichiarazioni sono state fatte in termini di cancellazione del prossimo aumento della tassa sui consumi e sul mancato riavvio delle centrali nucleari.

Qual è la vostra previsione macroeconomica per il Giappone?

Alessia Berardi: l'economia giapponese sta crescendo al di sopra del suo potenziale tasso di crescita. Questo andamento positivo è destinato a continuare per il resto dell'anno per poi iniziare a rallentare nel 2018. La crescita sembra ben bilanciata tra contributi interni ed esterni. Ci si aspetta un moderato aumento dell'inflazione nel breve termine con un successivo ritorno dell'indicatore verso lo 0,5%, ben al di sotto dell'obiettivo della Banca del Giappone (BoJ). Sebbene l'output gap - distanza tra prodotto interno lordo effettivo e potenziale - sia stato colmato, i fattori disinflazionistici globali stanno tenendo l'inflazione bassa. La BoJ dovrebbe rimanere estremamente accomodante e focalizzata sul meccanismo di "controllo della curva dei rendimenti". L'acquisto di titoli è stato ridotto ma la BoJ si è impegnata ancora ad aumentarlo se necessario. L'andamento dello yen sarà dettato più dalle dinamiche del dollaro e da fattori geopolitici. In generale, ci aspettiamo uno yen stabile per il resto dell'anno con una tendenza all'apprezzamento, più pronunciata nel 2018. Infine, l'esito delle elezioni anticipate dovrebbe favorire Abe e il Partito Democratico, garantendo una certa continuità politica e senza far deragliare l'andamento dello yen dalle nostre aspettative.

Quali sono le vostre previsioni di investimento a breve e medio termine per il mercato azionario giapponese?

Yasunori Iwanaga: il mercato sembra interessante se confrontato con quello di Stati Uniti e Europa. La crescita dei profitti societari anno su anno dovrebbe raggiungere un valore elevato a doppia cifra nel 2017 poiché la ripresa ciclica globale dovrebbe continuare. Nel 2018, il PIL del Giappone dovrebbe crescere a un tasso dell'1,1% in termini reali, sostenuto dal contributo della domanda nel settore privato. A livello nazionale, Abe ha recentemente indetto elezioni anticipate per rafforzare la sua posizione politica mentre i partiti dell'opposizione sono meno preparati. Il mercato ha reagito alla prospettiva positivamente nell'attesa di vedere stimoli fiscali; il governo ha annunciato che rivedrà il piano di riforma fiscale per investire di più in educazione e sviluppo delle risorse umane, posticipando l'obiettivo di raggiungere un surplus nel bilancio primario entro il 2020. Sul piano geopolitico, tuttavia, la situazione nella penisola coreana resta preoccupante. Nonostante le sanzioni delle Nazioni Unite porteranno ad alleviare un po' la tensione nel medio termine, il sentiment del mercato potrebbe peggiorare se la Corea del Nord continuerà la politica del rischio calcolato con il lancio di missili. A livello di stile di gestione, preferiamo titoli di qualità e "value". Siamo cauti sulle società di piccola e media capitalizzazione avendo osservato una forte rotazione dai titoli di grande capitalizzazione. A livello settoriale, siamo positivi su tecnologia e consumi discrezionali e più cauti sul segmento delle materie prime.

Quali sono invece le vostre previsioni di investimento a breve e medio termine per il mercato obbligazionario giapponese?


Arie Shinichiro: nel breve/medio termine, i mercati obbligazionari giapponesi dovrebbero rimanere in qualche modo "calmi" poiché la curva dei rendimenti dovrebbe muoversi in un range ristretto fino al prossimo aprile grazie al meccanismo di "controllo della curva dei rendimenti" stabilito dalla Banca Centrale del Giappone. Dato che l'economia giapponese è cresciuta a un tasso annualizzato del 2,5% da aprile a giugno, gli investitori stranieri dovrebbero investire ancora nei titoli legati all'inflazione che sono considerati "sottostimati" rispetto a quelli di altri Paesi. Con gli spread del credito ancora su livelli minimi, manteniamo una visione cauta sui mercati del credito denominati in yen e consideriamo le obbligazioni del credito a breve termine gli investimenti più adatti per i nostri portafogli. Infine, gli emittenti non giapponesi di titoli in yen collocati in Giappone (cd. Samurai bond) o in altri mercati internazionali (cd. Euroyen bond) resteranno nomi attraenti che offrono differenziali di rendimento superiori (rispetto ad emittenti giapponesi) anche se questa differenza non è correlata ai futuri sviluppi dei mercati giapponesi del reddito fisso.



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