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   numero di 06/09/2017
Idee e opinioni

Digital transformation: un business da 1.200 miliardi di dollari
Patano (IDC): abbiamo identificato tre "modelli digitali": transformer, optimizer e disruptor. Se ne parlerà alla Digital Transformation Conference 2017 a Milano il 28 settembre

Secondo le ultime previsioni di spesa rilasciate da IDC (Worldwide Semiannual Digital Transformation Spending Guide), gli investimenti aziendali in tecnologie per la digital transformation (DX) supereranno a livello mondiale i 1.200 miliardi di dollari nel 2017 e cresceranno fino a oltre 2.000 miliardi nel 2020.
Più della metà della spesa in tecnologie DX sarà destinata nel 2017 alla trasformazione dei modelli operativi, sottolinea IDC. Si tratta quindi di interventi tecnologici mirati a rendere i processi aziendali più innovativi ed efficienti facendo leva su un ecosistema digitale di prodotti/servizi, asset, risorse umane e partner. La seconda maggiore area di investimento evidenziata da IDC riguarderà nel 2017 le tecnologie destinate alla trasformazione dell'esperienza utente. In questo caso, l'innovazione riguarderà il modo in cui i clienti, i partner, i dipendenti e gli oggetti interagiranno tra loro e con i prodotti/servizi creati per rispondere ad esigenze sempre più personalizzate.
Allo stato attuale, IDC ha individuato tre tipologie di innovatori digitali, ovvero di modalità con cui le aziende stanno approcciando la trasformazione digitale: i digital transformer, i technology optimizer e i technology disruptor.
I digital transformer sono aziende all'avanguardia nella trasformazione digitale. Per questo gruppo di imprese, digital transformation significa trasformare il business e creare nuovi modelli di monetizzazione. E' una strategia che richiede tempo e grandi capacità di gestione, abbracciando tutta l'organizzazione e i processi aziendali.
All'opposto dei digital transformer ci sono i technology optimizer. Per queste aziende, la digital transformation è essenzialmente un'occasione per modernizzare l'IT e i processi di business, con un'attenzione specifica alla razionalizzazione dei costi e all'automazione delle procedure. Di veloce attuazione, sposta l'accento più su un approccio tattico per efficientare l'esistente.
Infine ci sono i technology disruptor. Per queste realtà, digital transformation significa tecnologia che apre nuovi spazi di mercato e crea opportunità di crescita su larga scala. Più che di DX, queste imprese parlano di Terza Piattaforma. Sono focalizzate su come la tecnologia può guidare il business piuttosto che su come il business può essere trasformato dalla tecnologia. E' un modello di veloce implementazione (spesso queste aziende sono startup) che garantisce competitività elevata, ma anche un altissimo rischio (non esistono paracaduti o "piani B").
Come adattare l'organizzazione IT alla trasformazione digitale sarà proprio il tema principale della seconda edizione dell'IDC Digital Transformation Conference, che si terrà il 28 settembre a Milano. Destinato ad accogliere importanti testimonianze italiane e internazionali, l'edizione 2017 dell'evento permetterà agli analisti di IDC di illustrare quali best practice stanno segnando la strada dell'innovazione digitale e quali competenze dovranno maturare i CIO per governare questa trasformazione.
Sulle tematiche dell'incontro abbiamo rivolto qualche domanda a Sergio Patano, senior Research & Consulting Manager di IDC Italia.

Quali sono i 10 passaggi fondamentali per la Digital Transformation?

La trasformazione digitale è qualcosa di complesso e articolato, non facilmente riconducibile ad una to-do-list standard in quanto deve essere portata avanti dalle aziende in modo da valorizzare investimenti passati, caratteristiche peculiari di business e tenendo in considerazione la propensione al rischio. Una cosa però è certa: la DX nasce, si sviluppa e cresce con maggior forza in quelle realtà in cui l'approccio all'innovazione è molto forte portando vantaggi incrementali tanto in termini di gestione dell'IT quanto soprattutto per la crescita orizzontale e verticale del business. Le aziende tuttavia devono approcciare la DX subito, non è solo questione legata al raggiungimento degli obiettivi di business ma è legata alla sopravvivenza.
IDC tuttavia ha individuato delle linee guida che sono applicabili a seconda del proprio posizionamento lungo i livelli di maturità della DX.
Se si è un digital resister: le Iniziative digitali di IT e Business sono scarse e non allineate con la strategia aziendale e di CX. Le aziende in questo stadio devono comprendere come competitor e peer si stanno muovendo per portare avanti la DX.
Se si è Digital Explorer: l'esecuzione di progetti digitali per migliorare la CX è isolata e non ripetibile. Le aziende devono operare per la diffusione delle iniziative di DX che vadano a coinvolgere IT e Business in modo olistico.
Se si è un Digital Player: la Digital transformation è un obiettivo di business strategico per rimanere competitivi. Le aziende devono adottare competenze legate alla DX identificando le funzioni di business chiave in grado di fornire una customer experience multicanale e contemporaneamente essere in grado di attrarre/ricercare quei talenti che possano aiutare l'azienda ad affrontare le sfide.
Se si è un Digital Transformer: le aziende hanno in essere una gestione integrata e sinergica business-IT in grado di rilasciare prodotti/servizi digitali su base continua. Le aziende a questo livello di maturità per evolvere ulteriormente devono sforzarsi a stare davanti ai concorrenti emulando gli sforzi sperimentali in DX delle startup e delle aziende che stanno crescendo molto velocemente.
Se si è un Digital Disruptor: l'azienda è dirompente nell'uso di nuove tecnologie e nuovi modelli di business ed è in grado di influenzare il mercato. La consapevolezza e i feedback dell'ecosistema sono un input costante per l'innovazione imprenditoriale. Il miglioramento continuo è una filosofia di gestione aziendale. La leadership comprende l'assunzione di rischi e la sperimentazione per sviluppare capacità innovative. Le aziende in questo stadio devono concentrarsi sullo sviluppo evolutivo di staff, strutture e processi che possano garantire stabilità, scalabilità e continuità operativa.

Quali sono le caratteristiche del nuovo ecosistema digitale?

Il progredire della trasformazione digitale impatta sempre più anche sull'ecosistema, composto da clienti, partner, peer e fornitori, abilitando e favorendo un processo di innovazione autonoma, constante e continua. Costruire e gestire questi ecosistemi richiede un IT agile, un notevole cambiamento aziendale in termini organizzativi e di processo che deve essere supportato da nuove architetture tecnologiche e da un ridisegno dei modelli di business.
La nuova azienda digitale e il suo ecosistema si basano sulla capacità delle piattaforme digitali di fare da collante tra le connessioni (fisiche o digitali, tra persone o tra device/IoT) e i dati che tali connessioni generano che devono essere aggregati, collezionati e soprattutto analizzati al fine di generare nuovo valore per l'azienda e l'ecosistema stesso.

Come vendere la Digital Transformation al board?

Il CIO di un'azienda deve riuscire a far comprendere al board la sostanziale differenza che esiste tra spesa per IT tradizionale e spesa per la DX. La spesa in IT tradizionale è tipicamente incentrata sulle considerazioni storiche (ad esempio, passato e presente), mentre gli investimenti in DX hanno una prospettiva futura a medio-lungo termine per la capacità dell'azienda di sfruttare l'IT per generare valore per l'azienda. I primi hanno l'obiettivo di migliorare l'efficienza dell'IT i secondi invece mirano a migliorare prodotti e servizi e quindi la competitività.

Sebbene non esista una ricetta che si adatti a tutte le situazioni aziendali, IDC ha disegnato uno Sotryboard che i CIO dovrebbero seguire per "vendere" la DX al board, e lo dettaglia in 5 steps:
- Presentare la baseline del budget IT: per mettere in evidenza il livello di efficienza e quanto costa far "girare" l'IT. Obiettivo è presentarsi al board come partner credibile in termini di efficienza e gestione.
- Presentare metriche per la perfomance dei servizi IT: per evidenziare l'efficacia dei servizi IT per il business e dove si sta migliorando. Obiettivo è provare che l'IT è pronto per la DX dimostrando come i servizi IT stanno supportando il business e la crescita
- Introdurre il posizionamento nel DX journey: per evidenziare il livello di competitività attuale e come funzionano le attuali capacità DX. Obiettivo è presentare le iniziative di DX in essere e confrontarle con quelle messe in campo dai peer e concorrenti.
- Introdurre gli investimenti in DX di medio-termine: per identificare quali opzioni sono le più adatte e quale valore esse possono portare all'azienda. Obiettivo è posizionare tali investimenti in termini di scalabilità, obiettivi, leadership, organizzazione e governance.
- Introdurre gli investimenti in DX di lungo-termine: per identificare la rotta da seguire e su quali investimenti ha senso puntare. Obiettivo è presentare uno scenario degli investimenti futuri basati su ricerche approfondite e in grado di offrire molteplici opzioni al board.

Maggiori dettagli sull'evento sono disponibili sul microsito web dedicato
Hashtag ufficiale dell'evento: #IDCDX17



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