Usa il mouse, frecce o sfoglia se touch
   numero di 06/09/2017
Cover story

Jacob (TÜV): rendiamo sicuro il progresso e il rapporto dell'uomo con la tecnologia

Sono molti gli ambiti in cui l'azienda opera con successo: dall'Industry 4.0 alla cyber security, dalla certificazione alla Connected e Automated car

Consolidamento dell'offerta certificativa in ambito qualità, ambiente e sicurezza, lo sviluppo di quelle settoriali, e contemporaneamente l'espansione dei servizi customizzati. Un programma articolato e ambizioso di cui abbiamo parlato con Oliver Jacob, Amministratore delegato di TÜV Italia e responsabile dello sviluppo di TÜV SÜD nell'Europa occidentale.

I 30 anni di TÜV in Italia: come è cambiata l'offerta dell'azienda?

Quando TÜV Italia venne fondato nel 1987 come filiale italiana di TÜV SÜD, non si parlava ancora di TIC market, ovvero di quel mercato che raggruppa le attività di prova, ispettive e certificative, all'interno del quale sono collocate oggi le aziende come la nostra. Le direttive europee sarebbero state introdotte nei primi anni '90, le certificazioni di sistema, almeno in Europa, erano all'inizio e le attività ispettive che i tecnici di TÜV Italia portavano avanti erano soprattutto in ambito industriale e legate alle normative tedesche: un passaggio obbligato per le aziende italiane, e soprattutto per le PMI che volevano accedere a quel mercato strategico.
Negli anni '90, l'armonizzazione delle normative europee e lo sviluppo delle certificazioni dei sistemi di gestione hanno avuto un'accelerata di cui anche TÜV Italia ha beneficiato, con lo sviluppo delle attività legate alla verifica della sicurezza dei prodotti e alla certificazione dei sistemi di gestione aziendale.
Oggi TÜV Italia sta affiancando alle tradizionali attività di tipo ispettivo, certificativo e di prova, l'offerta di servizi personalizzati sulla base delle esigenze dei clienti. La richiesta di sicurezza proveniente da tutte le componenti del mercato ha consentito al settore dei test di svilupparsi velocemente. In futuro prevediamo una crescita ancora maggiore grazie alle attività dei laboratori Bytest e pH: il primo è leader nei test sui materiali metallici e nelle prove non distruttive indispensabili in settori quali l'aerospace, l'oil&gas, l'automotive e il ferroviario; il secondo è attivo nel settore delle prove per il settore food e food contact, oltre che in quello dell'igiene industriale.

La cybersecurity è un fattore ormai imprescindibile per le aziende. Quali sono le proposte di TÜV Italia per affrontarla al meglio?

Gli ultimi fatti hanno evidenziato come le aziende e le istituzioni non siano pronte ad affrontare gli attacchi hacker, soprattutto le PMI. Per questo stiamo sviluppando servizi specifici come i vulnerability assessment e i penetration test per l'analisi e la valutazione della sicurezza dell'infrastuttura ICT delle organizzazioni.
Per l'esecuzione di queste attività usiamo tecniche specifiche per testare la vulnerabilità dei siti o delle reti interne aziendali, oltre a valutare l'impatto di eventuali attacchi prima che essi accadano, fornendo anche una lista validata di minacce che richiedono l'attenzione delle strutture. Anche il nostro Gruppo è fortemente impegnato nelle attività di ricerca nell'ambito della cybersecurity con la messa a punto di una serie di test mirati alla verifica della vulnerabilità degli impianti collegati alla rete. Nell'ambito di queste prove TÜV SÜD ha portato avanti un test, della durata di 8 mesi, utilizzando un'esca per verificare la sicurezza di una centrale elettrica. Il test ha potuto verificare che la struttura, nel periodo considerato, ha subito oltre 60.000 attacchi provenienti da hacker e server situati in 150 paesi diversi.

L'Industry 4.0 è un tema decisamente di attualità. Come si inserisce TÜV Italia in questo ampio settore?

La trasformazione digitale che sta affrontando l'industria manifatturiera rappresenta un'opportunità, ma potrà anche produrre dei rischi che sarà fondamentale prevenire.
I dati, infatti, viaggiano spesso su reti di comunicazione esterne all'azienda e ciò può generare pericoli legati alla gestione della loro sicurezza e identità: è quindi necessario intervenire per proteggere le informazioni da "furti" o da software datati o dannosi che possono interferire nel processo produttivo. Per proteggere le smart factory, firewall e antivirus non sono più adeguati contro minacce informatiche sconosciute, mirate e difficili da individuare. Inoltre i macchinari sono spesso privi di funzioni di identificazione e autenticazione, e ciò rappresenta un ulteriore elemento di rischio, perché più i macchinari impiegati nelle smart factory sono "autonomi", più serie saranno le possibilità di intrusioni di questo tipo. L'Industria 4.0 è caratterizzata dalla necessità di una veloce analisi di un gran numero di dati per isolare quelli sospetti. Occorre quindi che le aziende adottino un sistema di gestione del rischio ed elaborino un piano che valuti la situazione di partenza, definendo il livello di impatto della digitalizzazione su ogni singolo impianto.
Il gruppo TÜV SÜD è da tempo impegnato nello sviluppo di nuovi servizi digitali all'interno delle sue divisioni, anche attraverso l'istituzione di centri di eccellenza per i servizi digitali, a Monaco di Baviera, sede del nostro Gruppo e a Singapore. Anche TÜV Italia è impegnato nello sviluppo di servizi per il passaggio all'Industria 4.0, supportando le aziende nella verifica dei requisiti e nella messa a punto di piani di passaggio verso la digitalizzazione degli impianti oltre che nell'analisi dei rischi.
L'attività comprende una verifica approfondita della documentazione tecnica dei macchinari, l'esecuzione di sopralluoghi e ispezioni per la verifica dei requisiti, e questo in linea con quanto stabilito dalla legge di Bilancio che consente agevolazioni fiscali e vantaggiosi ammortamenti per le aziende che investono nella trasformazione digitale.

La Connected e Automated car sembra essere un futuro ormai molto prossimo. Quali sono le problematiche maggiori che affronta la vostra azienda?

Secondo studi recenti le connected car, cioè quei veicoli che possono comunicare tra loro e con le infrastrutture, come ad esempio i semafori, le colonnine, o i servizi delle società di gestione delle autostrade, avranno un significativo impatto su aspetti quali la sicurezza, l'ambiente ed anche l'esperienza di guida. Attraverso il cloud l'auto connessa potrà conoscere in tempo reale le condizioni meteo lungo il percorso ed essere avvisata circa incidenti o lavori stradali e modificare autonomamente il tragitto, scegliendo quello più adatto
Se guardiamo ad un futuro più prossimo, gli studi di settore affermano che entro il 2020 saranno lanciati sul mercato una decina di modelli di auto a guida autonoma, di livello 3 e 4 su una scala crescente di 5. Alcune analisi di mercato indicano che un'implementazione delle attuali infrastrutture tecnologiche per favorire la trasmissione dell'enorme quantità di dati che dovrà essere condivisa, ad esempio tramite la nuova tecnologia di trasmissione dati 5G, consentirà una diffusione più ampia e veloce di questi veicoli.
Siamo quindi in una fase di transizione perché occorre affrontare, oltre al naturale processo di sviluppo tecnologico, una serie di problemi legati alla sicurezza, sui quali sono impegnati fin d'ora le case automobilistiche, i produttori di componenti, i legislatori e gli organismi di regolamentazione, per poter arrivare ad una tecnologia sicura della guida autonoma.
Le sfide che attendono i produttori di componenti e le case automobilistiche per la sicurezza delle auto a guida autonoma riguardano la loro comunicazione con altri veicoli, il cloud, le infrastrutture, i software montati sulle auto, le interfacce di comunicazione, la sicurezza informatica e dei dati, per cui occorrono sistemi di verifica e di prova, oltre a una regolamentazione normativa. L'impegno di tutti gli operatori per la sicurezza aumenterà la fiducia degli automobilisti verso le auto a guida autonoma, grazie all'adozione di misure di sicurezza e affidabilità sempre maggiori.
TÜV SÜD è coinvolto in vari progetti a carattere globale per la definizione del quadro normativo di riferimento per le auto a guida autonoma, nella messa a punto dei regolamenti relativi alle omologazioni e nella definizione dei test di sicurezza e di cybersecurity . In Germania è l'unico organismo tecnico che partecipa al progetto governativo Pegasus, un consorzio a cui prendono parte gli stakeholders dell'industria automobilistica tedesca, focalizzato sulla messa a punto dei criteri di valutazione e validazione dei sistemi di guida autonoma sulle autostrade. Inoltre i nostri tecnici sono impegnati nel Centro di Eccellenza di Singapore nella sperimentazione e nella ricerca sui benefici derivanti dalla guida autonoma soprattutto in ambito ambientale. Già oggi siamo sempre più impegnati nella validazione di prodotti wireless destinati ad essere introdotti sui veicoli.
Sostenuto da un secolo di esperienza e competenza in ambito automotive e da un lavoro in partnership con università, organismi di regolamentazione e istituti di ricerca, TÜV SÜD è fortemente impegnato per lo sviluppo della tecnologia e dei sistemi di sicurezza legati alla guida autonoma.

La certificazione di qualità è ciò che da sempre caratterizza TÜV Italia. Quali sono le aree oggi di maggior interesse?

TÜV Italia è all'avanguardia nel promuovere la certificazione dei sistemi di gestione anche grazie a un mercato come quello italiano che ha creduto fin da subito in questo strumento per il miglioramento delle performance aziendali. Oggi TÜV Italia ha circa 6500 aziende certificate e 9000 siti produttivi certificati: numeri che ci collocano trai primi 10 enti nel ranking di Accredia, l'ente di accreditamento italiano.
Il servizio di certificazione dei sistemi di gestione in accordo alla ISO 9001 rappresenta ancora un'area di business considerevole, permanendo al primo posto tra le certificazioni di sistemi di gestione rilasciate mentre la certificazione dei sistemi di gestione ambientale e quella per la salute e sicurezza sul lavoro seguono ad una distanza significativa, valendo nel complesso circa un quinto della prima. Il rimanente è rappresentato dalle certificazioni di sistema in ambiti settoriali come l'Automotive, l'Aerospace, il Ferroviario, e poi quelle per la responsabilità sociale, la gestione dell'energia, la sicurezza delle informazioni e la ISO 22301. Quest'ultima, che riguarda il sistema di gestione della Business Continuity, e per la quale TÜV Italia è stato il primo organismo accreditato da Accredia, può rientrare tra quegli strumenti in mano delle aziende per gestire preventivamente eventi che possono impattare sulla continuità del business.

La certificazione qualità ISO 9001 continua quindi a essere la più richiesta dalle aziende. Inoltre guardando ai nostri dati interni notiamo come le certificazioni più "innovative", penso alla ISO 50001 o alla ISO 27001, riguardino aziende di medie/grandi dimensioni, più attente e strutturate nell'adozione di strumenti gestionali che richiedono molto impegno, sia nella loro implementazione che nel mantenimento.
Le certificazioni dei sistemi di gestione per la qualità sono da sempre in cima al ranking delle certificazioni di sistema, e in Italia sono spesso richiamate anche tra le condizioni di partecipazione a gare pubbliche. Indipendentemente da questo la certificazione ISO 9001 permette alle organizzazioni un miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza nella gestione dei loro processi, aumentando così la soddisfazione, sia dei clienti interni che del mercato.
Nei programmi di TÜV Italia c'è il consolidamento dell'offerta certificativa in ambito qualità, ambiente e sicurezza, lo sviluppo di quelle settoriali, e contemporaneamente l'espansione dei servizi customizzati, rispetto ai quali i nostri clienti stanno mostrando elevato interesse in ambito cyber security.

Cos'è l'innovazione per TÜV Italia?

Per essere competitivi in uno scenario in costante evoluzione è necessario mantenere una visione allargata delle nostre attività per anticipare le richieste del mercato.
Questo, non perdendo mai di vista la mission del gruppo TÜV SÜD: rendere sicuro il progresso e il rapporto dell'uomo con la tecnologia. Innovazione, dal mio punto di vista, non significa limitarsi all'utilizzo dei nuovi strumenti digitali, ma essere in grado di modificare i processi interni, rendendoli capaci a sfruttare le opportunità fornite da questi nuovi strumenti. Questa flessibilità è indispensabile anche nelle persone: è necessario, infatti, superare le resistenze al cambiamento sfruttando le opportunità offerte dal progresso tecnologico.

 



Cover story


Condividi su LinkedIn numero di 06/09/2017
Torna al SOMMARIO








SEGUICI